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Domenica, 21 Aprile 2024
Politica

D'Amato lancia la sua candidatura per il Lazio. Mr Sanità è ufficialmente in campo

All'evento "Si può fare!" al Brancaccio ci sono Calenda e i renziani, ma anche parte dei vertici nazionali del Pd e il sindaco Gualtieri.

Fino a pochi giorni fa Alessio D'Amato sembrava essere il bastian contrario del Pd, la scheggia impazzita che voleva rovinare i piani non solo della segreteria regionale ma anche quelli del Nazareno, dichiarando contro il M5S e incaponendosi con la sua candidatura. Dal 10 novembre, invece, l'assessore alla sanità del Lazio è la nuova speranza del Partito democratico e al teatro Brancaccio erano in molti a sostenere la sua candidatura ufficiale. 

Il Pd sceglie D'Amato per le regionali di febbraio 2023

L'annuncio da parte del segretario del Pd Lazio, Bruno Astorre, è arrivato nel tardo pomeriggio di giovedì: "Alessio D'Amato è il nostro candidato alle regionali". Una "bomba" sganciata quarantott'ore dopo lo strappo di Giuseppe Conte che ha di fatto chiuso le porte all'ex alleato democratico, nelle stesse ore in cui c'era ancora chi stava lavorando su Massimigliano Smeriglio, eurodeputato ed ex vicepresidente della Regione durante il primo mandato Zingaretti.

Chi era presente al Brancaccio: da Gualtieri a Nobili, ovviamente Calenda

Poco dopo al Brancaccio ecco "Si può fare!", il lancio della candidatura di D'Amato, il preferito di Calenda e Renzi. Ad applaudirlo in platea ci sono il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Bruno Astorre, la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi insieme al turborenziano Luciano Nobili, la deputata Marianna Madia, il sindaco di Fiumicino Esterini Montino (protagonista di una velenosa polemica con Zingaretti nei giorni scorsi proprio sul tema elezioni regionali), la consorte ed ex senatrice Monica Cirinnà. Luigi Zanda, Valeria Fedeli, Walter Verini, il vicesegretario del Pd Lazio Enzo Foschi, l'assessore all'urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia, la consigliera capitolina del Pd Erica Battaglia, il presidente del XV municipio Daniele Torquati. Presente anche l'ex capo di gabinetto di Gualtieri, Albino Ruberti e il direttore generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio D'Alba. C'erano anche Francesco Boccia, responsabile organizzazione del Pd e Marco Meloni, coordinatore nazionale Pd e braccio destro del segretario Enrico Letta.

D'Amato: "Noi ci siamo, ma dico al Pd di fare in fretta"

"Noi ci siamo e vogliamo continuare a far crescere la Regione". Così ha esordito D'Amato, ormai in rampa di lancio per le elezioni regionali che si svolgeranno quasi sicuramente domenica 12 febbraio 2023. "Questi anni di lavoro, questo patrimonio non va sprecato - ha proseguito l'assessore uscente - , noi possiamo e dobbiamo vincere. I problemi ci sono e ci saranno, ma devono essere affrontati e superati con soluzioni concrete. L'unità fa parte del nostro dna, ma senza un chiaro impianto riformista che metta al centro il lavoro, lo sviluppo sostenibile e la ripartenza di quell'ascensore sociale fermo da tempo, rischia di diventare demagogia". "Ringrazio Nicola Zingaretti per la fiducia che mi ha dato in questi anni - ha poi aggiunto - e io la metto a disposizione del centrosinistra e del Terzo polo. Io però vi dico 'facciamo in fretta', e mi rivolgo innanzitutto al mio partito: dobbiamo dare il 'la' alla nostra gente e al nostro popolo. Non regaliamo questa Regione alla destra, torniamo a vincere: si può fare". 

Gualtieri: "D'Amato sarà ottimo presidente". Nobili: "Battiamo i sovranisti e i populisti"

Il sindaco Gualtieri a margine dell'evento al Brancaccio ha definito "bellissimo" il discorso di D'Amato: "È stato un assessore straordinario e penso che sarà un ottimo presidente", la sua valutazione. Sulla stessa lunghezza d'onda il coordinatore di Italia Viva nel Lazio, Luciano Nobili: "D'Amato è un bravissimo amministratore - commenta - che ha dimostrato sul campo il proprio valore. È la persona giusta per incarnare la sfida riformista che serve alla Regione Lazio. Per il bene della regione e di Roma. A partire dallo stop a ogni tentennamento sul termovalorizzatore e le tentazioni di inseguire ancora il M5S, nemico di Roma. Se il Pd comprende importanza della sfida possiamo vincere insieme contro i sovranisti della destra e i populisti a Cinque Stelle". "Aspettiamo di capire cosa vuole fare il Pd - aggiunge Boschi - . Un accordo si costruisce sulla proposta per i cittadini e su cosa vogliamo fare per questa Regione. Noi abbiamo fatto proposte serie, una su tutte il termovalorizzatore su cui noi abbiamo investito molto per la città e i romani, ma che è stato l'alibi e il pretesto su cui il Movimento Cinque Stelle ha mandato a casa Draghi. Per fare un accordo serio dobbiamo essere netti nelle proposte ai cittadini". 

Mr Sanità vuole diventare presidente. Ma che situazione lascia negli ospedali del Lazio?

Bonafoni: "Allarghiamo il campo a civici"

Continua a battere sul tema del campo largo Marta Bonafoni, capogruppo della lista civica Nicola Zingaretti in consiglio regionale e candidata alle (eventuali) primarie di coalizione: "Per proseguire l'esperienza virtuosa intrapresa negli ultimi 10 anni dall'amministrazione regionale e andare ancora più avanti - ha commentato - c'è bisogno di un programma avanzato, di una coalizione larga e coesa e che i profili migliori si mettano a disposizione con generosità. In questo contesto intendiamo la candidatura ufficializzata oggi dall'assessore D'Amato per il Pd. Ora è necessario un allargamento della coalizione anche a mondi civici ed esperienze plurali, la costruzione del programma e la selezione della candidatura in maniera partecipata, con delle vere primarie di coalizione". 

Martedì 14 novembre la decisione sulle primarie

Martedì ci sarà la direzione regionale del Pd e sarà l'occasione per decidere se aprire alle primarie di coalizione o andare diretti con D'Amato. Una scelta fondamentale da parte del partito democratico, soprattutto in chiave alleanze: nel primo caso si manterrebbe la possibilità di avere Sinistra Italiana, Verdi e il resto della sinistra extra-Pd all'interno della coalizione. Tirando dritto, invece, da quanto è possibile ricostruire - ma su questo ufficialmente Fratoianni e Bonelli non si sono espressi - l'eventualità di una rottura tra rossoverdi e dem sarebbe un'opzione all'orizzonte. La carta Massimiliano Smeriglio, che una parte della segreteria del Pd Lazio stava provando a giocarsi, sembra essere destinata a finire definitivamente nel cassetto. 

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