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Elezioni regionali, D’Amato crede nella rimonta: “Rocca vince i sondaggi, noi le elezioni”

Nell'appuntamento "Uniti per D'Amato" il candidato di centrosinistra ha rinserrato i ranghi

Non teme lo scarto dei sondaggi e per il 12 e 13 febbraio annuncia “una grande sorpresa: la vittoria delle forze progressiste contro quelle sovraniste”. Alessio D’Amato, al centro congresso Frentani in un appuntamento con tutti i candidati delle liste a sostegno della sua elezione, ha rinserrato i ranghi in previsione degli ultimi giorni di campagna.

La rimonta in corso

“Facciamo vincere Rocca nei sondaggi, ma noi vinciamo le elezioni” ha dichiarato D’Amato, asserendo che “c’è una rimonta in corso” e di essere, per questo, “molto fiducioso”. Ed ha ribadito, durante tutto il corso del proprio intervento, arrivato subito dopo quello di Nicola Zingaretti e del sindaco Roberto Gualtieri, che bisogna essere “orgogliosi” del lavoro svolto durante gli anni in regione. E che “bisogna rivendicarlo”.

Il lavoro da rivendicare

L’iniziativa, organizzata al centro Frentani, cade nel giorno in cui ricorrono i tre anni dal primo caso di nuovo Coronavirus nella Capitale. “Non avevamo un manuale operativo in tasca” ha ricordato l’assessore alla sanità della giunta Zingaretti che ha rivendicato la solidarietà nei confronti dei malati di altre regioni “curati nelle sale di rianimazione” degli ospedali del Lazio. “Dobbiamo rivendicare il lavoro svolto in questi anni” ha ribadito a più riprese D’Amato, che ha sottolineato il fatto di sentirsi in ballottaggio con Francesco Rocca, considerato il “rappresentante di un modo antico” che  “non ha fatto i conti con il passato, cita Levi ed il giorno dopo candida rappesentanti di Casapound”.  Nella narrazione di D’Amato il suo principale avversario, ad oggi in testa nei sondaggi, non sarebbe neppure in grado di garantire la necessaria “autonomia” perché  “fino a due mesi era a capo di una delle massime associazioni della sanità privata” .

Il voto utile

Il tema del ballottaggio tra Rocca e D’Amato è stato messo in risalto anche da Roberto Gualtieri e da Nicola Zingaretti. Il governatore uscente lo ha fatto per lanciare un altro appello al voto utile. “Io rispetto tutti i candidati e le candidate, ma c'è solo una candidatura che può fermare la destra che ritorna ed è quella di Alessio D'Amato, perché il sistema elettorale maggioritario a turno unico – ha ricordato Zingaretti - non assegna medaglie d'argento ma ne vince uno solo e la competizione è tra Rocca e D'Amato”. 

L'accordo da scongiurare

Da parte di Gualtieri l'accento è stato posto su un accordo che, secondo il sindaco, sarebbe stato fatto nel centrodestra. Un accordo che può trovare un ostacolo nell'elezione di un presidente regionale di centrosinistra. “Non so se è chiaro il disegno politico che sta prendendo forma con la destra al governo, l'accordo che stanno facendo è il seguente: a Meloni si dà il presidenzialismo, alla Lega l'autonomia differenziata e i salari differenziati. Questo significa - ha dichiarato Gualtieri -  i soldi al nord, i salari al nord, il presidenzialismo in Italia”. Ed è per questo che, l'elezione del 12 e 13 febbraio,  rappresenta un appuntamento d'importanza “nazionale”. Ed anche per la tenuta della linea progressista che D'Amato vuole rappresentare, ostentando fiducia nel risultato delle urne.

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