Elezioni Municipio IX, Alessandro Lepidini annuncia la candidatura: “A disposizione nel campo del centro sinistra”

Il consigliere democratico rompe gli indugi ed ufficializza la decisione di candidarsi come presidente del Municipio IX. Lepidini (PD): "Sono un fautore delle primarie e lavorerò per ottenere il decentramento amministrativo"

Il consigliere democratico Alessandro Lepidini rompe gli indugi. E mentre il centrosinistra s'interroga ancora sulla possibilità di ricorrere allo strumento delle primarie, annuncia la propria candidatura alla presidenza del Municipio IX.

Lepidini, come mai ha deciso di ufficializzare oggi la sua candidatura?

La candidatura era ormai nell’aria, anche perché avevo già intrapreso il passaggio formale dinanzi gli organismi del Partito. 

Sarà il candidato di una lista civica o del Partito Democratico?

Sono un iscritto al partito democratico nonché consigliere iscritto al gruppo.  La mia candidatura è quindi offerta al campo del centro sinistra che auspico il più largo possibile. E’ però soprattutto una candidatura al servizio dei bisogni del nostro territorio che ho imparato a conoscere a fondo.

Ritiene sia necessario svolgere delle primarie di coalizione oppure ritiene, come Calenda, che con il Covid 19 non sia prudente far assembrare delle persone?

L’evoluzione della pandemia è certamente un fattore da tenere nella necessaria considerazione ma credo che le primarie possano essere svolte predisponendo adeguate misure o eventualmente anche ricorrendo a modalità on line. Le primarie servono per il confronto tra le idee ma soprattutto per coinvolgere le persone, stimolandole alla partecipazione Insomma ad attivare le energie necessarie.

Recentemente l’ex presidente Santoro ha rilanciato il tema della partecipazione e del decentramento amministrativo. Partiamo dal primo punto. Non ha la sensazione che comitati ed associazioni siano divenuti, negli ultimi anni, meno protagonisti?

E’ purtroppo un dato di fatto che segna l’esperienza di questi anni di amministrazione pentastellata; credo si spieghi con l’impostazione di fondo del movimento 5 stelle che,  non nutre particolare simpatia per i corpi intermedi,che ha quindi offerto un modello del tutto referenziale senza aprirsi a comitati e associazioni che sono, invece, la vera grande ricchezza del Municipio 9.

Quali sono le principali critiche che si possono muovere al presidente pentastellato Dario D’Innocenti?

Il sostanziale scollamento dal territorio e dai suoi reali bisogni. Un esempio recente, il mancato intervento per attuare i correttivi alle modifiche del trasporto pubblico, una vicenda che si trascina praticamente da un anno e mezzo. Vogliamo parlare dei Filobus fermi da oltre cinque mesi in deposito quando tutta la riorganizzazione si reggeva sul corridoio? Ha mai sentito al riguardo una dichiarazione del Presidente? A ciò si aggiunge la completa subalternità al Campidoglio e gli impegni elettorali disattesi e  spesso persino contraddetti.

Lei, già nella precedente consiliatura, aveva investito molte energie per difendere il territorio dell’Ardeatina dall’ipotesi di realizzarvi una nuova discarica. Ritiene che questo rischio sia del tutto superato?

Dobbiamo fare in modo che questo rischio non si ripeta mai più. Noi, infatti, vogliamo rilanciare l’idea di un Municipio verso rifiuti zero eliminando gradualmente la raccolta stradale. Un Municipio virtuoso, il più virtuoso non potrà mai ospitare una discarica. Da questo punto di vista, i risultati dell’amministrazione Raggi  sono stati disastrosi, con le percentuali della  differenziata involute, con i nostri quartieri del Laurentino, Spinaceto e Tor de’ cenci ancora con la raccolta stradale, o le  clamorose retromarce a cinque stelle sulla raccolta PAP.

Nel Municipio IX, sul piano dei trasporti pubblici, c’è un’evidente disparità tra chi abita all’Eur e chi invece nei quartieri di periferia. Però non sono previsti particolari investimenti, né sono stati richiesti tramite il Recovery Fund. E’ una partita chiusa?

Purtroppo è esattamente così, una grande disparità  e non esclusivamente in termini di trasporto pubblico. La partita del recovery Fund non è affatto chiusa, una giunta capitolina uscente non può ipotecare il futuro del nostro Municipio e di tutta Roma Sud. La metro a Spinaceto Tor de’ Cenci è una priorità come lo sono le opere per le periferie acqua potabile, illuminazione pubblica, strade a norma. Ecco penso che sia il tempo di un piano municipale di ripresa e residenza.

Ci dice tre cose che farebbe nei primi cento giorni, in caso di una sua elezione?

Per prima cosa vorrei aprire le scuole in completa sicurezza stradale e decoro. Una proposta di delibera di iniziativa municipale, attuativa del decentramento municipale in materia di pareri urbanistici e sui trasporti. E una sorta di notte bianca del Municipio e/o un eventuale cinema itinerante così da portare la cultura su tutto il nostro territorio, inclusa la nostra periferia completamente dimenticata.

Ultima, sul decentramento. La sensazione è che, senza adeguate risorse, chiunque governi un Municipio sia destinato a fallire? Non è preoccupato di deludere gli elettori, proprio per l’inadeguatezza dei mezzi e delle risorse a disposizione dell’ente di prossimità?

Il decentramento non è più rinviabile; mi sembra che tutti ne parlino, invocando grandi riforme, senza considerare un decentramento sostanziale e radicale da attuarsi a normativa vigente. La partita delle risorse non può essere approcciata con mezzi convenzionali, sotto ogni punto di vista. Il Municipio deve poter accedere alle risorse del Fondi strutturali dell’Unione europea e  attrezzarsi per accedere a risorse private spesso rese disponibili da fondazioni, nonché a realizzare partenariati pubblico-privati. E poi stabilire che una quota consistente di risorse del bilancio ordinario spetti ai Municipi. E’ evidente che quello di una marcata emancipazione economica dal Campidoglio è una strada obbligata. Occorre poi realizzare una nuova alleanza con lavoratrici e lavoratori perché gli obiettivi si raggiungono solo attraverso un loro pieno coinvolgimento nell’azione amministrativa e istituzionale. Se pensassi che l’azione del Municipio fosse destinata al fallimento di certo non proverei ad assumermi una così alta responsabilità. Troppo spesso è stato un alibi di chi non ha saputo programmare e attrarre risorse. Non a caso vogliamo costruire il Municipio del Futuro.
 

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