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Politica

Elezioni Municipio II: intervista ad Alessio Tondi, candidato presidente per il Partito Comunista

Operaio disoccupato, tenta la corsa elettorale del 3 e 4 ottobre sfidando le grandi coalizioni

Segretario del Partito Comunista a Roma, Alessio Tondi è un operaio tipografo disoccupato, dopo diversi anni come dipendente nel settore commercio. Alle imminenti elezioni del 3 e 4 ottobre è stato scelto dalla sua Federazione e dalla Segreteria per rappresentare la falce e il martello nella competizione per la presidenza del II Municipio "in una delle zone più antagoniste e rosse della città, che ha San Lorenzo come cuore pulsante". RomaToday ha chiesto a Tondi come pensa di affrontare i principali temi del quartiere. 

Perché ha deciso di mettersi in gioco candidandosi alla presidenza del II Municipio con il Partito Comunista di Marco Rizzo e qual è il suo background sul territorio?

"Prima di tutto bisogna capire che nel Partito Comunista non si decide nulla singolarmente ma attraverso un pronunciamento della Segreteria e un dibattito interno alla Federazione tutta. I compagni hanno voluto mandare probabilmente un messaggio chiaro candidando il loro Segretario in uno dei quartieri più antagonisti e 'rossi' della città. Il municipio II ha il suo cuore pulsante in San Lorenzo, quartiere che porta addosso ancora i segni del passaggio dei bombardieri statunitensi del 1943, San Lorenzo è un quartiere dal fermento culturale e politico unico, in cui forti sono anche le influenze di sottoculture che mai come in questo momento di apatia filoeuropeista e atlantista vanno alimentate.  Il municipio II però non è solo questo, è Piazza Bologna, è la città universitaria, con i suoi tanti fuorisede che vivono spesso di lavoro precario se non in nero; è il Quartiere Africano con le vecchie case dei ferrovieri e le sue tante contraddizioni. Un municipio ponte fra il centro e la periferia, mi piace pensare che da qui possa ripartire quella lotta di classe ormai dimenticata da tanti partiti riformisti che ad ogni tornata elettorale finiscono per fare da stampella al PD".

Nel II Municipio uno dei temi che sta più a cuore alla cittadinanza è quello della cura del verde: da presidente come affronterebbe la manutenzione ordinaria dell’ampio patrimonio di parchi, ville e alberi del territorio?

"Sicuramente la mancata cura del verde rappresenta oggi uno degli emblemi della malagestione della cosa pubblica. Il degrado a cui assistiamo, che nel municipio II porta il marchio del Partito Democratico, ma che è evidente in tutti i municipi, è figlio di esternalizzazioni di servizi attraverso gare al ribasso, che alla fine della fiera non garantiscono nulla se non uno scaricabarile in cui le vittime designate sono sempre e solo i cittadini.  Chiedete ai cittadini cosa pensano dell'intervento messo in atto al Parco Nemorense, oppure delle condizioni in cui versa Villa Chigi un tempo fiore all'occhiello del quartiere africano. Chiedete cosa pensano i cittadini dell'intervento nell'alberata storica di  Corso Trieste dove sono stati abbattuti indiscriminatamente decine di pini e cercis. Villa Ada poi meriterebbe un capitolo a parte".

Piazza Bologna, San Lorenzo, Corso Trieste sono i principali luoghi della movida del Municipio: come si gestisce il fenomeno, facendo incontrare gli interessi delle attività commerciali con quelli dei residenti che chiedono quiete e sicurezza? 

"La questione della sicurezza è uno degli argomenti che sta più a cuore al partito comunista. Purtroppo quella della movida, spesso violenta, è una problematica sempre più pressante per chi abita questi luoghi. Mancanza di riferimenti, modelli culturali figli del liberismo più sfrenato e di una società che si è immolata sull'altare dell'apparenza, mancanza di risorse nelle forze dell'ordine, generano un mix pericolosissimo per i giovani in primis. Qui non si tratta di limitare le libertà dei nostri ragazzi, si tratta di educare i nostri figli con un'azione congiunta famiglia/scuola che però per essere fruttuosa deve avere nella sua classe dirigente un modello di riferimento. Se i politici che ha partorito la nostra Repubblica sono famosi per i bunga bunga o per festini a base di alcool e droga cosa volete che apprendano i giovani.  Da sempre sono convinto che più dell'insegnamento conti l'esempio, evidentemente il modello culturale imperante fornisce solo e soltanto esempi negativi che non facilitano la lotta alla cultura dello sballo la quale è figlia del liberismo, quel liberismo che consente un concentramento di attività che lo favoriscono. Bisogna ripensare il modello economico e al tempo stesso sostituire con luoghi di aggregazione e cultura le attività che offrono solo sballo. Ho ancora davanti agli occhi l'immagine dello scooter nella fontana delle rane al Coppede' uno schiaffo a tutta la comunità, l'emblema del fallimento di questa nostra società".

San Lorenzo e Flaminio sono due quartieri per i quali si discute molto di trasformazione urbana: quali sono le sue idee a riguardo? 

"Una premessa è doverosa, la conversione di uno spazio inutilizzato, come per esempio quello dell'ex Caserma di via Guido Reni, in uno spazio aperto alla collettività, è sempre una notizia positiva. Certo, aggiungo io, lo si potrebbe fare anche con tutti i locali sfitti di proprietà del Vaticano e dei grandi gruppi bancari magari per rilanciare un'edilizia popolare che è ferma da decenni. Sa, per come lo intendiamo noi, uno Stato dovrebbe in primis garantire il diritto all'abitare e al vivere. Probabilmente però ai nostri governanti interessa di più inaugurare cattedrali nel deserto dove poter fare passerelle elettorali piuttosto che aiutare i cittadini garantendo i diritti di base. Il concetto di riqualificazione può essere inteso in vari modi soprattutto quando è l'interesse personale a muovere le fila del rinnovamento, basta andare a vedere cosa è accaduto al Pigneto, un quartiere un tempo vivo e popolare, ora ridotto ad una gentrificazione tale per cui ad ogni serranda corrisponde un locale. Mi chiedo io è questo il modello di sviluppo e di socialità che cerchiamo?  Vediamo se la Raggi, Gualtieri, Calenda e Michetti sono d'accordo nel riqualificare il quartiere attraverso la requisizione di tutti gli immobili inutilizzati per farne patrimonio della collettività".

Progetto Grab: la ciclovia interessa Villa Ada e via Guido Reni. Lei è d’accordo con questo progetto e per quanto riguarda via Reni crede possa essere da intralcio ai progetti come il tram della musica, la riqualificazione della strada e l’imminente parcheggio sotterraneo? 

"Il Partito Comunista è senz'altro favorevole ad un modello di circolazione alternativa quale può essere quella su bici, pericoloso però è pensare che ciò basti a risolvere i problemi di Roma. La vera trasformazione del trasporto può passare solo attraverso il rilancio dei trasporti su rotaia e su gomma. Se ATAC funzionasse, l'urgenza di inventarsi tracciati per le bici non esisterebbe e comunque non è con un po' di pittura sull'asfalto che si può pensare di creare ciclabili.  Noi del Partito Comunista una volta al governo della città risaneremo ATAC ponendo fine alle esternalizzazioni, eliminando figure inutili come quelle dei grandi quadri d'azienda e consegnando il potere decisionale e di controllo ai lavoratori. Tornando alla domanda sul Grab, chiedete ai cittadini che abitano in periferia cosa se ne fanno di ciclabili di tal fatta, pericolose per ciclisti e automobilisti.  Quello del Grab è l'ennesimo specchietto per le allodole utile a nascondere l'incapacità di questa amministrazione di risolvere i problemi dei suoi cittadini". 

Cos'ha il Partito Comunista in più degli altri e perché i cittadini del II dovrebbero votarla?

"Il Partito Comunista è il partito dei lavoratori, persegue l'interesse del lavoratore, combatte in prima linea per la difesa dei lavoratori, tutti i giorni, non nella settimana delle elezioni per raccogliere voti.  Il Partito Comunista è l'unico che si pone veramente a difesa diritti sociali, istruzione pubblica, sanità e lavoro. Il Partito Comunista non riceve finanziamenti, non ha eletti, non ha mai stretto alleanze di convenienza con partiti che hanno distrutto il tessuto sociale di questa città e di questa nazione. I romani ci devono votare perché deve cadere la maschera di questi pseudo partiti che battagliano in città ma poi siedono allegramente al governo insieme, fianco a fianco, a fare da poggia scarpe a Draghi, il banchiere dell'UE. I romani ci voteranno perché sanno che ad oggi una vera opposizione di classe al pensiero liberista la porta avanti solo il PC. Infine ci voteranno perché siamo l'unico partito che propone la Rottura del patto di stabilità che lega Roma ad un pareggio di bilancio che costringe fette di popolazione all'indigenza a causa del taglio dei diritti sociali. No UE No Nato! Rompiamo la gabbia europeista!"

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