Venerdì, 12 Luglio 2024
Politica

Roma ultimo comune d'Europa a fornire i dati elettorali. Il caos elezioni spiegato bene

Roma Capitale ha sottolineato che ai fini legali della proclamazione degli eletti non ci sono stati ritardi. Dal problema informatico alla gestione del personale, fino agli aspetti legali proviamo a riassumere quanto successo

Il sitema informatico era andato in tilt, paralizzando le operazioni di inserimento dei voti delle elezioni europee 2024. Presidenti, scrutatori e dipendenti comunali sono stati costretti a rimanere nei seggi fino a notte inoltrata prima di poter tornare a casa. Dopo tre giorni di polemiche, il Comune di Roma ha voluto prendere posizione sul caos elettorale che si è scatenato dopo la chiusura delle urne per il rinnovo del parlamento di Strasburgo. Roma, nella giornata di lunedì, era in pratica l'unica città italiana a non avere i dati ufficiosi delle elezioni. Dal Campidoglio la posizione è chiara: nonostante tutti i problemi riscontrati, a livello legale tutto si è svolto regolaramente. 

Cosa è successo

Occorre prima ricapitolare cosa è accaduto. Nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 giugno, il sistema che doveva raccogliere i dati dei voti delle varie sezioni di Roma non ha funzionato. Quando si inserivano le informazioni su sede elettorale e sezioni il sistema restituiva valori diversi. Presidenti, scrutatori e dipendenti comunali sono stati trattenuti nei seggi fino alle 4 del mattino a causa di questo problema, fino a quando le schede non sono state invitate in blocco alla Fiera di Roma. 

Lì, la mattina, è ripartito il conteggio grazie anche ad una vera e propria task force messa in piedi nel primo pomeriggio di lunedì 10 giugno. Il segretario generale di Roma ha dato disposizione affinché tutte le strutture della Capitale, sia dipartimentali che territoriali, fornissero quattro dipendenti da mandare, con urgenza, alla Fiera di Roma. Una decisione, tra l'altro, duramente criticata dalla Cisl Fp Roma Rieti che, in una nota inviata anche al sindaco Gualtieri, ha parlato di un tentativo di scaricare il problema "a massa sui lavoratori di Roma Capitale". 

Le operazioni di inserimento dei dati sono terminate intorno alle 22 di lunedì (i sindacati dicono dopo le 23), con gli addetti, stremati, che sono potuti tornare a casa. All’appello, però, mancavano ancora 78 sezioni per quanto riguardava i voti di lista ed altre 83 per le preferenze. 

Questione legale

Il Campidoglio, come anticipato, ha voluto sottolineare che dal punto di vista legale non ci sono stati problemi. In una nota, ha spiegato che martedì 11 giugno, alle 14:00, “si è insediato come da programma l’Ufficio Elettorale Circoscrizionale presso il Tribunale di Roma, che procederà alla verifica dei dati e alla proclamazione ufficiale degli eletti, che avverrà nei prossimi giorni, come da programma. I 2599 verbali manoscritti sono stati correttamente, e nei tempi previsti, affidati al Tribunale, che li ha reputati perfettamente idonei ed integri”.

Il bug informatico

Il caos è esploso a causa di un bug informatico che ha colpito il programma utilizzato per l'inserimento dei risultati elettorali. Come aveva raccontato RomaToday e poi confermato anche dal sindaco Gualtieri, quando si andava ad indicare la sede elettorale e la relativa sezione per comunicare i voti raccolti, il sistema restitutiva valori diversi, ovvero altre sedi e, addirittura, altri municipi di Roma. Un problema che ha costretto scrutatori e addetti comunali a rimanere nei seggi fino quasi all'alba visto che, dall'ufficio elettorale di via Petroselli, era stato specificato che nessuno poteva tornare a casa fin quando il problema non fosse stato risolto. 

Nessun valore legale

Roma Capitale ha specificato che il bug informatico ha causato “solo un ritardo” nell’indicazione “provvisoria e senza valore legale” dei risultati sul sito del ministero dell’Interno. Nessuna conseguenza, quindi, a livello legale e di regolare svolgimento delle operazioni post elettorali. Rimane il fatto, però, che il sindaco Gualtieri ha annunciato l’avvio di un’indagine interna per capire cosa sia successo. Roma ha fatto mancare all’Italia e all’Europa un servizio di informazione ai cittadini elettori imprescindibile nell’era della comunicazione di massa. Valore legale o meno, Roma è stata, di fatto, l’ultima grande città europea ad informare i cittadini di quanto era successo alle urne.

È vero, quindi, che ai fini della proclamazione degli eletti non c’è stato nessun “ritardo o anomalia”. Roma, però, non ha di certo fatto una bella figura a livello nazionale ed europeo. È stato grazie all’impegno di chi ha lavorato, dall’apertura dei seggi al momento dell’ultimo dato inserito dal padiglione 9 della Fiera di Roma, se questa tornata elettorale non sia stata un completo disastro. 

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