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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

Elezioni Europee, chi ce l'ha fatta e chi no. Tutte le preferenze a Roma e nel Lazio

Per quanto riguarda la circoscrizione del Centro FdI e Pd ottengono 5 seggi, Avs 1, M5S 2, FI-Noi Moderati 1, Lega 1. Nella Capitale Vannacci ha ottenuto oltre 18mila voti

Nonostante manchino ancora 78 sezioni da scrutinare, a causa non di bug informatici ma di negligenza da parte dei singoli seggi, è possibile delineare un quadro di chi ce l'ha fatta e chi no ad ottenere un posto al Parlamento Europeo, in tutti i partiti su Roma e nel Lazio. Ricordiamo che la nostra regione fa parte della circoscrizione Italia Centrale, composta anche da Marche, Toscana e Umbria ed elegge 15 eurodeputati. 

I risultati delle Europee a Roma e nel Lazio

Innanzitutto la spartizione dei 15 seggi. Partito democratico e Fratelli d'Italia ne ottengono cinque a testa, poi Alleanza Verdi-Sinistra uno come Forza Italia-Noi Moderati e Lega, mentre il M5S ne ottiene due nonostante il clamoroso flop sia a livello nazionale sia locale. Alla luce di questa spartizione, ecco quali sono i candidati che ce l'hanno fatta e quali no e quante preferenze hanno ottenuto, aggiornate alle 21.39 del 10 giugno in base ai dati forniti da Eligendo, il portale sui risultati elettorali del ministero dell'Interno. 

FdI primo partito. Boom AVS a Roma

Partiamo dai risultati dei partiti. Fratelli d'Italia è il primo partito nella città di Roma con il 29,09%, grazie a 277.574 voti. Su tutta la regione il partito di Giorgia Meloni (132.687 ottenuti dalla presidente del Consiglio, che per ovvi motivi non andrà a Strasburgo) ha guadagnato 688.227 voti, andando oltre il 33%. Il Pd di Elly Schlein (la segretaria nazionale a Roma ha ottenuto 41.722 preferenze, ma come Meloni anche lei resterà in Italia), è salito al 27,50% con 262.447 voti. Su tutto il Lazio sono stati 472.837 i voti e una percentuale più bassa che supera di poco il 22%. Questo anche perché nelle altre province come Latina (15%), Frosinone (17%), Rieti (18%) e Viterbo (18%) i dem non sono andati benissimo. Risultato entusiasmante, a Roma, per Alleanza Verdi-Sinistra di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli: quasi l'11% grazie a 104.642 preferenze. A livello cittadino è il terzo partito, a livello regionale (8,51%) diventa il quarto dietro il M5S. Parlando del partito di Giuseppe Conte, il flop è stato fragoroso. Solo 10,81% ottenuto con 160.244. Solo meno di due anni fa, alle elezioni politiche, su Roma il M5S prese il 14% e già fu un fallimento: l'emorragia, quindi, è continua e apparentemente irrefrenabile. Non brilla Forza Italia-Noi Moderati, almeno su Roma, dove si ferma al 4.57%, praticamente lo stesso risultato di Azione, un pelo sopra la Lega (4,24%) e Stati Uniti d'Europa (4,20%). Tra il partito fondato da Berlusconi e ora in mano ad Antonio Tajani e quello di Salvini, nella Capitale ci sono meno di 3mila preferenze di distacco in favore del primo. Oltre 28mila preferenze per Pace,Terra,Dignità di Michele Santoro, che sfiora il 3% lasciandosi ben dietro le altre tre liste che concludono l'elenco di quelle che si erano presentate nella nostra circoscrizione: Democrazia Sovrana e Popolare, Libertà di Cateno De Luca e Alternativa Popolare di Bandecchi: nessuna di loro arriva anche solo a sfiorare l'1%, totalizzando (in tre) meno di 15mila preferenze. 

Elezioni Europee 2024, i dati sull'affluenza a Roma. I municipi in cui si è votato di più

Roma premia Vannacci

Passando poi ai singoli candidati, un dato che emerge è la quantità di voti ottenuti da Roberto Vannacci, capolista in tutte le circoscrizioni. Il generale, autore di un libro che ha fatto il giro del mondo per la quantità di considerazioni politicamente scorrette (per usare un eufemismo) contenute, è stato votato da 18.101 romani, permettendogli così l'elezione a Strasburgo. Sono rimasti fuori Davide Bordoni (ex consigliere capitolino), Laura Cartaginese (attuale consigliera regionale), Susanna Ceccardi (toscana, candidata anche in altre circoscrizioni ma comunque in bilico), Claudio Borghi e Mario Abbruzzese, espressione della Lega ciociara, sostenuto dall'attuale assessore alle politiche abitative Pasquale Ciacciarelli. 

Pd e FdI: chi è dentro e chi è fuori

Ma ritorniamo ai partiti che hanno comandato questa tornata europea. In FdI, come dicevamo, dal Centro Italia vanno a Strasburgo in cinque: Procaccini, Sberna, Torselli, Ciccioli e Squarta. Da noi il più votato è stato Procaccini, ex sindaco di Terracina, con 34.152 preferenze. Nel Pd vanno in Europa Zingaretti, Ricci, Laureti, Nardella e Tarquinio (al fotofinish rispetto a Morani). L'ex segretario del Pd, che ora lascerà la Camera (al suo posto Patrizia Prestipino, attuale garante dei diritti degli animali di Roma Capitale e collaboratrice della Città Metropolitana), ha guadagnato 41.244 voti, staccando tutti gli altri candidati dem. Ricci (sindaco di Pesaro uscente) ha superato di poco le 18mila preferenze, Lauteti (eurodeputata uscente) è poco sotto le 17mila, Nardella (sindaco di Firenze a fine mandato) è sulle 16.700. Tarquinio (ex direttore di "Avvenire", candidato indipendente in quota Demos), ad oggi è dentro con 13.510 preferenze. 

Non ce la fa il consigliere municipale del Centro Storico Stefano Tozzi (FdI), nonostante le oltre 18mila preferenze ottenute nella Capitale. Sempre in FdI è fuori Civita Di Russo, candidatura sponsorizzata dal governatore del Lazio Francesco Rocca, che l'ha nominata vicecapo di Gabinetto vicario un anno fa. Nel Pd è fuori Alessia Morani, che non ottiene quindi un secondo mandato in Europa. 

La vendetta di Marino

E poi si arriva ad Alleanza Verdi-Sinistra. Contro ogni aspettativa, l'ex sindaco di Roma Ignazio Maria Marino si prende il seggio con 22.029 preferenze, mettendo la freccia rispetto a ben più quotati ed esperti candidati come, uno su tutti, Massimiliano Smeriglio. Il prof della Philadelphia University, lontano dai radar per quasi dieci anni dopo la defenestrazione subita in Campidoglio, era stato candidato in quota Verdi (Bonelli) e presentato a Palazzo Grazioli a inizio aprile. Come detto, dietro di lui si piazzano Smeriglio (già vicepresidente del Lazio ed eurodeputato uscente) con 9.869 voti e Marilena Grassadonia (responsabile ufficio diritti Lgbtqia+ di Roma Capitale) con 9.648. Molto buono, quasi imprevisto il risultato di Christian Raimo, insegnante delle scuole superiori e scrittore, ex assessore alla Cultura in III municipio: nella sua città ottiene 7.450 voti, altri 3mila e spicci considerando tutto il Lazio. 

M5S: Pacetti e Ferrara out

Chiudiamo con il Movimento Cinque Stelle e Forza Italia-Noi Moderati. I primi vanno in Europa con Carolina Morace e Dario Tamburrano, che riesce a recuperare e superare Ferrara, ex senatore. L'ex calciatrice e allenatrice nel Lazio ha ottenuto 20.302 preferenze. A livello romano, Morace ha guadagnato la fiducia di 8.413 elettori. Fuori l'ex consigliere capitolino Giuliano Pacetti

In FI il "re" è De Meo. Niente da fare per Polverini-Mussolini

Per quanto riguarda il partito retto da Antonio Tajani (che a Roma ottiene 15.040 preferenze, ma non va a Strasburgo), l'unico a esultare è Salvatore De Meo, già eurodeputato: ottiene 2.119 preferenze nella Capitale, 38.642 in tutta la Regione, confermandosi macchina di consenso soprattutto nella sua provincia di Latina, dove Forza Italia è secondo partito con il 16,48%. Restano fuori l'ex governatrice del Lazio Renata Polverini e l'eurodeputata uscente Alessandra Mussolini

(Articolo aggiornato alle 9:51 del 12 giugno 2024 con una correzione doverosa relativa all'elezione di Tamburrano in luogo di Ferrara)

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