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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

Elezioni Europee 2024, da Roma a Bruxelles. Ecco i nomi dei candidati in corsa

Zingaretti a Tajani, Tidei a D'Amato: ci sono diversi nomi in ballo nei partiti romani. Anche il ritorno di Renata Polverini. E il risultato di giugno per qualcuno avrà effetti molto rilevanti nel Lazio

Entro la prima settimana di maggio, i partiti dovranno depositare le liste delle candidate e dei candidati alle prossime elezioni Europee, previste per l'8 e il 9 giugno. Non tutti, però, sono pronti. Se diversi esponenti hanno già iniziato da tempo la loro campagna elettorale, tra eventi pubblici e faccioni in giro per la città, altri restano sotto traccia, in attesa del momento giusto per palesarsi.

Chi si candida alle Europee 2024

Ad oggi, al netto di consultazioni interne alle varie forze e voti online (vedi il M5S), si possono già fare diversi nomi, alcuni ufficiosi ma in rampa di lancio, altri praticamente certi, altri già ufficializzati dai diretti interessati. Ovviamente il focus principale è su Roma e sul Lazio: la Capitale e la sua Regione fanno parte del collegio Centro, che vede riservati 15 seggi sui 76 a disposizione per l'Italia a Strasburgo. 

Tajani-Polverini-De Meo per Forza Italia

Iniziamo dal partito che si aspetta di migliorare di più la sua performance, soprattutto se confrontata con quanto ottenuto alle amministrative romane del 2021: Forza Italia. Da un anno a questa parte il segretario nazionale, Antonio Tajani, insieme al senatore Claudio Fazzone, sta lavorando alacremente per ingrossare le fila del partito fondato da Silvio Berlusconi trent'anni fa, riuscendoci. In consiglio regionale hanno arruolato gli ex Cinquestelle Roberta Della Casa e Marco Colarossi, l'ex Lega Angelo Tripodi ed è questione di giorni per vedere ufficialmente annunciato l'approdo di Giuseppe Cangemi, anche lui ad oggi in forza alla Lega. Considerando Nazzareno Neri di Noi Moderati, a breve saranno otto gli eletti "azzurri" in maggioranza. Più di qualcuno dice nove, perché oltre un mese fa è girata la voce del passaggio di Rodolfo Lena, eletto al secondo mandato nelle fila del Pd. Lui ha diffuso la smentita di rito, si vedrà prossimamente. Lena o meno, il gruppo è folto e un ottimo risultato alle Europee costringerebbe Francesco Rocca a mettere pesantemente mano alla sua squadra di governo, dove attualmente siedono due leghisti (Ciacciarelli e Baldassarre) a fronte di una unica consigliera eletta rimasta: Laura Cartaginese. Passando alle candidature, Forza Italia punterà forte sull'eurodeputato uscente Salvatore De Meo, di Fondi, sostenuto dal concittadino Fazzone e gran parte del direttivo romano. Con lui ci sarà anche l'ex governatrice Renata Polverini, mentre si aspettano i prossimi giorni per l'ufficialità dello stesso Tajani che sarà capolista ovunque. Da definire se l'altra uscente, Alessandra Mussolini (entrata nel 2022 proprio al posto di Tajani, nominato ministro e vicepresidente del Consiglio) sceglierà il collegio del Sud Italia o quello del Centro. Cangemi, a quanto si raccoglie dagli ambienti forzisti, svolgerà il ruolo di portatore di voti d'eccellenza, con un obiettivo preciso: rientrare nella girandola del rimpasto. In batteria anche la frusinate Rossella Chiusaroli , ex consigliera a Cassino e segretaria provinciale da gennaio.

La Lega punta su Bordoni e Abbruzzese

La Lega è molto più in difficoltà. Un cattivo risultato a giugno comporterebbe un'estromissione sicura dalla giunta del Lazio, per questo il segretario Matteo Salvini si affida al segretario regionale Davide Bordoni. Sarà lui, a meno di sorprese, uno dei candidati di punta nel Lazio. Uno che invece ha già iniziato da tempo la campagna elettorale è Mario Abbruzzese, che sta battendo i territori a caccia di preferenze. L'ex presidente del consiglio regionale è sostenuto dall'assessore Pasquale Ciacciarelli e si muove insieme a una eurodeputata uscente, Anna Cinzia Bonfrisco. Nata a Riva del Garda, è stata politicamente "adottata" dal Lazio già nel 2018, risultando eletta nella circoscrizione e l'anno dopo ottenne quasi 40mila preferenze vincendo il seggio europeo. Come detto, girano voci su una possibile candidatura della consigliera regionale Laura Cartaginese. A Roma, da mesi, non è difficile imbattersi nei cartelloni con il volto di Susanna Ceccardi, pisana, eurodeputata uscente. A quanto sembra, capolista ovunque sarà il Generale Roberto Vannacci. 

In FdI tutti aspettano Meloni

L'ultimo partito di destra di cui parlare è anche quello che punta al maggior numero di eurodeputati, ben oltre i 25: Fratelli d'Italia. Nelle prossime ore si scioglieranno le riserve da parte di Giorgia Meloni: la Premier capolista farebbe da enorme traino. Dalla Pisana c'è stata agitazione intorno a tre nomi: il presidente dell'aula Antonello Aurigemma, la vicepresidente Roberta Angelilli e l'assessore ai rifiuti Fabrizio Ghera. Solo quest'ultimo, alla fine, potrebbe spuntarla ma a quanto sembra sarà Fabio Rampelli ad avere l'ultima parola. Si va verso la ricandidatura del romano Nicola Procaccini, due volte sindaco di Terracina. Dal Campidoglio conferme per il capogruppo Stefano Quarzo. 

I renziani tutti per Marietta Tidei

In Italia Viva, che ha aderito al progetto degli Stati Uniti d'Europa con +Europa, il nome indubbiamente più forte nel Lazio è quello di Marietta Tidei. Lo avevamo scritto già settimane fa: nei prossimi giorni a Civitavecchia la consigliera regionale lo annuncerà ufficialmente insieme al segretario Matteo Renzi. Se Laura Cartaginese della Lega non dovesse fare lo stesso passo, sarebbe l'unica donna consigliera a provare il salto in Europa. Con lei si fa il nome di Gian Domenico Caiazza, ex presidente dell'Unione Camere Penali, ex pannelliano. Un volto già abbastanza noto nei talk show politici. Il nodo da sciogliere nel Centro Italia è relativo alla candidatura di Matteo Renzi, perché Emma Bonino ha posto come condizione per rientrare nelle liste, quella di restare in Parlamento in caso di elezione. Per il resto di materia prima, tra Lazio, Toscana, Umbria e Marche non ce n'è moltissima e Tidei si candida a prendere parecchie preferenze e giocarsi l'unico seggio che presumibilmente scatterebbe per i riformisti. 

Calenda si gioca la carta D'Amato

Chi nel Lazio non ha molta scelta è Azione. In attesa di capire se Carlo Calenda, dopo aver rifiutato l'alleanza con +Europa e Italia Viva, scenderà in campo candidandosi capolista, il nome espresso già da tempo e ufficialmente in campagna elettorale è quello di Alessio D'Amato. "Mister Vaccino", assessore alla sanità della giunta Zingaretti, ha lasciato il Pd dopo aver perso contro Francesco Rocca la corsa per la Pisana ed è diventato coordinatore regionale di Azione. La strada per raggiungere lo sbarramento del 4%, essendo in solitaria, è molto in salita. Ancor più se si ragiona sugli effetti della candidatura di Marietta Tidei, che approdando in Parlamento europeo lascerebbe spazio a Pierluca Dionisi (Azione), uno che nel partito di Calenda ha diversi estimatori e si è visto sfilare il seggio regionale per un soffio dal turborenziano Luciano Nobili. Non ci sarà a dare manforte l'ex M5S Fabio Massimo Castaldo: dopo due mandati consecutivi a Bruxelles, ha annunciato via Facebook che non sarà della partita. "Candidarsi vuol dire prendere l’impegno solenne di dedicarsi totalmente ai territori che si rappresentano - ha scritto -, come ho sempre cercato di fare: ora per me non sarebbe possibile, ed è quindi giusto agire di conseguenza". Porterà voti, in ogni caso. Magari anche al Generale Vincenzo Camporini, tra i membri del comitato promotore di Azione, sconfitto alle politiche del 2018 quando si presentò con +Europa nel collegio uninominale di Como, la sua città natale. Il nome femminile per il Centro è l'ex senatrice Barbara Masini, toscana, in Forza Italia fino al 2022. 

Pd: Zingaretti-Schlein, occhio a Tarquinio

Nel Partito democratico, a sentire i bene informati, la situazione è sempre la stessa da settimane, anzi da mesi. Tutti attendono che si ufficializzino le candidature della segretaria Elly Schlein e del deputato Nicola Zingaretti, prima e secondo in lista. Certa la ricandidatura dell'uscente Camilla Laureti, per la circoscrizione del Centro si prospetta anche quella della deputata marchigiana Alessia Morani. Da Roma arriverà una parte del sostegno per il sindaco di Pesaro-Urbino Matteo Ricci, pupillo del deputato ed ex tesoriere del Pd Roma Claudio Mancini. Stesso discorso (ma con l'impegno di AreaDem) per il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Dal guru Goffredo Bettini e dai cattolici di sinistra di Demos-Democrazia Solidale (Paolo Ciani, deputato e consigliere capitolino) arriveranno i voti per Marco Tarquinio, umbro, ex direttore di "Avvenire", candidato civico che punta al seggio. Dopo le elezioni in Basilicata del 21 e 22 aprile il Pd si riunirà in direzione nazionale per rendere tutto ufficiale. 

La sinistra extra-Pd ha il suo tridente

Alleanza Verdi-Sinistra ha già svelato le sue carte e per il Centro Italia il tridente è bello che composto. Il primo a ufficializzare è stato Massimiliano Smeriglio, un mese fa. Ex vicepresidente del Lazio, eletto col Pd a Strasburgo nel 2019, ha lasciato il partito a inizio 2024 in polemica con la nuova segreteria e con le posizioni sulla guerra in Ucraina e sull'ambiente. Dopo di lui, i co-segretari dell'alleanza Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno giocato la carta Ignazio Marino, l'ex sindaco Pd dal 2013 al 2015. Si era ripromesso di non tornare in politica dopo la defenestrazione subita dal suo ex partito subito dopo "Mafia Capitale", ma non ha resistito alle sirene europee. Il terzo nome, quello della candidata, è Marilena Grassadonia: già candidata senza successo nel 2019, candidata alle amministrative nel 2021 con la Sinistra, oggi è delegata del Sindaco alle politiche Lgbtqia+. 

Il M5S ancora sotto traccia 

Chi è ancora molto indietro è il Movimento Cinque Stelle. Il 18 e 22 aprile i militanti registrati potranno esprimersi tramite la piattaforma SkyVote rispetto alle autocandidature che saranno arrivate. L'unica ad oggi resa ufficiale è quella del sociologo Giuliano Pacetti, capogruppo in assemblea capitolina con Virginia Raggi sindaca. Raggi che non è previsto possa beneficiare di una deroga da parte di Giuseppe Conte: è al terzo mandato in Campidoglio, per le regole pentastellate una candidatura europea (o di qualsiasi altro genere in futuro) è da escludersi. Per il Centro, non nativi di Roma, potrebbero entrare nella lista Cinquestelle i campani Angela Salafia (napoletana, eletta nel 2018 nel Lazio, rieletta senza successo nel 2022) e Gianluca Ferrara (Portici, eletto in Toscana nel 2018 e senatore fino al 2022). 

Le candidature alle europee, la mancanza di democrazia, i timori del crollo: cosa sta succedendo nel M5S di Roma

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