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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Politica

Elezioni regionali, Donatella Bianchi respinge la corte last-minute di D'Amato

La conduttrice Rai e ambientalista risponde al candidato dem: "Gli accordi si fanno sui programmi, non sulle poltrone"

Non ci sta a fare la sparring partner dell'ultimo minuto: Donatella Bianchi, giornalista e conduttrice di "Linea Blu" dal 1994, già presidente del Wwf Italia, adesso candidata presidente della Regione Lazio per il M5S alle elezioni regionali del 12 e 13 febbraio, risponde all'offerta (interessata) di Alessio D'Amato - un ticket Pd-M5S con lei vice - con educata fermezza. In un'intervista a Il Fatto Quotidiano, l'attuale presidente del parco nazionale delle Cinque Terre spiega il perché dello scontato rifiuto: "Non è una questione di poltrone, ma di programma". 

D'Amato offre un ticket a Bianchi

La proposta dell'assessore alla sanità uscente, candidato del Pd con lo sponsor di Calenda, è arrivata nel pomeriggio del 4 gennaio in onda su La 7: "I sondaggi dicono che sarebbe meglio andare insieme - le parole di D'Amato a 'Tagadà' - quindi un ticket tra di noi, con Donatella Bianchi vice, sarebbe ben accetto". Una mano tesa a una settimana dalla presentazione delle liste e a poco più di un mese dal voto, quando ormai le alleanze sono definite, i candidati scelti, i rancori ancora forti. Con il termovalorizzatore di Roma convitato di pietra. 

La replica della giornalista: "Non è una questione di poltrone"

La risposta di Donatella Bianchi è semplice ma spazza ogni dubbio su quali saranno i competitor a febbraio: "Conte aveva chiesto un confronto sui temi - dice al Fatto - e in tutta risposta c'è stata una fuga in avanti sul candidato". E poi c'è l'inceneritore di Santa Palomba: "Hanno deciso di costruire questo impianto che quando sarà pronto, tra 6-7 anni, sarà già obsoleto". Inaccettabile per Giuseppe Conte e di conseguenza per la sua candidata nel Lazio, ambientalista della prima ora. 

"Basta favorire la sanità privata"

Sulla candidatura, Bianchi la racconta così: "Conte me l'ha chiesto prima di Natale - prosegue - ma ci siamo conosciuti nella primavera del 2020, quando mi propose di far parte della task force di Vittorio Colao per far ripartire l'Italia dopo la pandemia. Non sono poi mancate le occasioni di incontrarci". Rocca e D'Amato sono esperti di sanità - il primo era presidente della Croce Rossa Internazionale, il secondo è assessore uscente e ha gestito l'emergenza pandemica e il piano vaccinazioni - quindi Bianchi che intenzioni ha sul tema? "Basta fare cassa sulla pelle dei cittadini - risponde - non si può abbandonare il sistema sanitario pubblico in favore dei privati. Bisogna investire sulla sanità territoriale e spezzare il legame con la politica". Un tema tirato fuori già da Conte durante la famosa conferenza stampa nella quale spezzò ufficialmente il legame con il Pd nel Lazio. 

"Se diventerò presidente chiederò l'aspettativa in Rai"

Infine sulle polemiche relative al suo ruolo alle Cinque Terre e in Rai: "Ci mancava mi chiedessero di dimettermi pure dal condominio - ironizza durante l'intervista al Fatto - comunque sicuramente rimarrò presidente del parco, perché è arrivato a 5 milioni di visitatori annui. Per quanto riguarda il mio ruolo in Rai, mi confronterò con la responsabile intrattenimento. Ricordo che sia Pietro Badaloni, sia Piero Marazzo (entrambi diventati governatori del Lazio da giornalisti del servizio pubblico, ndr) hanno iniziato il mandato dopo aver ottenuto l'aspettativa. Quando sarò eletta, la prenderò".

Casu (Pd): "Bianchi furbetta, i grillini sono passati alla regola del doppio stipendio"

Su questo punto è tornato a colpire Andrea Casu, deputato e segretario romano del Pd (in deroga): "Donatella Bianchi chiarisce, in maniera furbetta, di puntare a prendere il doppio stipendio da consigliera di opposizione e conduttrice Rai - scrive in una nota - per i prossimi anni, visto che le sue possibilità di essere eletta presidente sono pari a zero. Anzi è stata messa in campo da Conte solo per tentare di far perdere il Pd e consegnare il Lazio alla peggiore destra in Italia. La Rai non è un autobus, se Bianchi decide legittimamente di fare politica, deve mettersi in aspettativa per tutta la durata della campagna elettorale e del mandato. Non è che con Conte si passa dal doppio mandato al doppio stipendio?". 

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