Elezioni Civitavecchia, intervista a Pietro Tidei candidato sindaco del Partito Democratico

Lavoro, ambiente, turismo, sviluppo della convegnistica, sport e social housing. Ecco i punti principali del programma di Pietro Tidei

Il 25 maggio Civitavecchia dovrà scegliere il suo nuovo sindaco. Nella rosa dei candidati c’è anche Pietro Tidei messo in campo dal Partito Democratico. Oltre al Pd è sostenuto da Psi, Moderati con Tidei sindaco e dalle liste Io voto Pietro, Insieme con Tidei, Lista Tidei. Il candidato del Pd a già guidato tre volte il Comune. Nella sua lunga carriera politica, è passato dalla Camera dei Deputati e adesso torna a concorrere per la carica di Primo Cittadino. I progetti in programma sono tanti ma sicuramente, per il candidato, il benessere di Civitavecchia parte da lavoro e ambiente.

Se dovesse diventare sindaco, quale sarebbe la prima questione da affrontare?

Il primo problema è sicuramente il lavoro. Nonostante l'attività del porto e del polo energetico, a Civitavecchia un cittadino su due è disoccupato. Il porto, che doveva essere un volano dell’economia locale, legato alle merci e allo stoccaggio dei prodotti, di fatto non ha decollato. Sono perciò fortemente critico verso la gestione dell’Autorità Portuale che rinuncia a uno sviluppo che invece Civitavecchia potrebbe avere. La questione del lavoro non può essere disgiunta poi da quella dell’ambiente.

Cosa fare per tutelare l'ambiente?

Civitavecchia soffre particolarmente a causa dell’inquinamento causato dal transito delle grandi navi. Siamo infatti il primo porto croceristico del Mediterraneo. Ma siamo anche un grande polo energetico per via della presenza della centrale a carbone dell’Enel. Quindi la questione ambientale è particolarmente sentita. Con il mio programma dunque voglio realizzare lo sviluppo lavorativo partendo dal porto e, nello stesso tempo, garantire la salubrità dell’ambiente partendo da una riduzione dei fattori inquinanti.

A proposito di ambiente e inquinamento. Proprio la riconversione della centrale elettrica a carbone è stata oggetto di contestazione negli anni passati da parte dei comitati cittadini.

Intanto esiste un Osservatorio ambientale a cui abbiamo affidato uno studio sull’inquinamento e sulle cause principali dei tumori. Studi approfonditi sul tema, in realtà, non ne sono stati fatti. L’Osservatorio che io ho istituito quando ero sindaco sta studiando gli effetti dell'inquinamento sulla salute. Questo però non basta. Vanno sicuramente riviste anche altre questioni.

Di che tipo?

Bisogna assolutamente rivedere il rapporto con l’Enel che non può essere di sudditanza. Quattro milioni di tonnellate di carbone, pur con le dovute tutele e gli accorgimenti del caso, rimangono di fatto un pericolo per la salute. Quindi dobbiamo trovare un modo per limitare le emissioni. Vogliamo per esempio un controllo in tempo reale sulle emissioni del camino che al momento non c’è. L’attenzione per la centrale è dunque importante, anche se non è solo su questa che bisogna puntare per garantire un futuro di benessere a Civitavecchia.

Quali sono invece, secondo Lei, le risorse su cui il Comune dovrebbe fare affidamento per crescere?

Abbiamo le terme antiche fatte duemila anni fa da Traiano e vantiamo un sistema termale unico. A questo si aggiungono un clima ideale, la vicinanza a Roma e le bellezze archeologiche. Se dovessi essere eletto, riprenderò immediatamente il discorso delle terme con la realizzazione di due impianti termali. Questi progetti per altro sono già stati approvati, quindi si tratta solo di farli partire. Civitavecchia deve puntare sul turismo, anche se esiste poi un’altra risorsa: la logistica.

In che modo si potrebbe trarre profitto dalla logistica?

Attraverso uno sfruttamento adeguato dell’interporto e delle industrie di trasformazione. Il nostro obiettivo è portare qui oltre 1,5 milioni di contenitori l’anno. Se ci riusciamo, la città potrà trarre un guadagno economico dall’attività di stoccaggio. Comunque vorremmo rilanciare l’economia anche attraverso altri settori, in particolare la convegnistica.

Ci sono già dei progetti in proposito?

Certo. Vorremmo abbattere la vecchia cementeria in disuso che è anche un pericolo pubblico per la presenza di amianto e vorremmo abbattere la Fiumaretta, la vecchia centrale termoelettrica di proprietà dell’Enel. Al posto di questi due grandi complessi vorremmo fare un unico grande complesso convegnistico, cioè una fiera espositiva permanente con un museo archeologico. Il tutto per portare la convegnistica a Civitavecchia anziché utilizzare solo la Fiera di Roma. Ovviamente i convegni dovranno essere di ogni tipo e argomento. Dai temi scientifici, a quelli culturali, ma anche sportivi. Del resto, il nostro Comune vanta diversi campioni e atleti.

Su queste eccellenze sportive e sullo sport in generale intende quindi puntare in modo particolare?

Certo, gli eventi sportivi devono diventare una risorsa e lo sport un business. Abbiamo già una piscina di 50 metri, una squadra di pallanuoto che gioca in serie A, abbiamo vari campioni di windsurf, pugilato e così via. Vorremmo quindi organizzare anche incontri internazionali, mettendo a disposizione una serie d’impianti, strutture alberghiere e trasporti veloci dall’aeroporto e da Roma. Con il Coni abbiamo già avviato questo discorso.

I progetti dunque sono tanti ma ciascuno ha un costo. In questo periodo di spending review, come intende agire?

Questa purtroppo è una nota dolente per la città. Il debito di Civitavecchia è alto. Nella scorsa amministrazione, in un anno e mezzo ho fatto riquadrare in parte i conti. Resta certo il fatto che 32 milioni di euro di debiti delle società partecipate e 54 milioni di debiti dell’interporto vanno pagati. Il problema quindi è contenere i costi. Del resto non possiamo gravare ulteriormente sui cittadini con nuove tasse.

Nessun aumento di tasse dunque. Perciò in che modo pensa di poter fare rientrare il debito?

E’ nel porto che va trovata la ricchezza di questa città. Vorremmo per esempio chiedere agli armatori due euro per passeggero. Poi si dovrebbero trattenere qui i croceristi, traendo da questo flusso importanti guadagni. Il traffico di crociere infatti non scomparirà anzi tenderà ad aumentare. Traendo profitto da questo traffico, si potrà migliorare l’offerta turistica e commerciale, si creeranno nuovi posti di lavoro e i cittadini potranno pagare meno tasse. Queste sono necessità particolarmente importanti in un comune come il nostro dove, oltre alla disoccupazione a cui ho già accennato, esistono intere famiglie costrette a co-abitare in uno stesso appartamento. Questo rappresenta un disagio abitativo e una vergogna che dobbiamo eliminare. Abbiamo infatti duemila appartamenti invenduti, ma la gente non ha soldi per comprarli e nemmeno ottiene dei mutui.

Ha in mente qualche proposta per dare una svolta a questa situazione?

Un progetto di social housing per un totale di 850 appartamenti, da realizzare in parte con l’Ater (Azienda territoriale di edilizia residenziale pubblica, ndr) e in parte con le cooperative. Così potremo avere abitazioni a basso costo. In particolare case di 75 metri quadrati al costo di 80mila euro che, con un mutuo a lungo termine, significherebbe pagare circa 200 euro al mese di rata. Così eviteremo le coabitazioni e soprattutto faremo ripartire i cantieri.

Infine un messaggio ai suoi elettori. Tidei perché i cittadini di Civitavecchia dovrebbero sceglierla nuovamente come sindaco?

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Perché tra i candidati sono quello che ha maggiore esperienza e il comune di Civitavecchia è come una barca che naviga in un oceano tempestoso. Questa barca, che fa acqua da molte parti a cauda di quello che abbiamo ereditato, se viene affidata a una guida inesperta affonda. Servono invece un capitano e un equipaggio capaci.

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