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Foto Facebook Federlazio

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L'edilizia tra crisi e capacità di ripresa, Federlazio: "Digitalizzazione e recovery fund per il rilancio"

Il tema è stato affrontato questa mattina nel corso di un convegno al Tempio di Adriano al quale hanno partecipato anche gli assessori comunale e regionale all'Urbanistica

Un crollo nei mesi primaverili del lockdown, una capacità di rezione nel periodo successivo. Non per tutti. Se il 20 per cento delle imprese edili del Lazio è riuscita a chiudere l’anno 2020 in maniera positiva, il 65 per cento ha visto ridursi il proprio fatturato e un 15 per cento non ha subito variazioni. E' incerto l'orizzonte dei prossimi mesi per le imprese edili del Lazio. 

Il tema è stato affrontato questa mattina nel corso di un incontro organizzato da Ferlazio presso il Tempio di Adriano al quale, tra gli altri, hanno partecipato oltre ad Alessandro Sbordoni, presidente di Federlazio Edilizia, e Luciano Mocci, direttore generale di Federlazio, Lorenzo Tagliavanti, il presidente di Unioncamere Lazio, Raffello Bronzini, Luca Montuori, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Massimiliano Valeriani, assessore all’Urbanistica della Regione Lazio.

Dalla presentazione dei dati sull’andamento del settore illustrati da Luciano Mocci e da Raffello Bronzini, "è emerso con chiarezza che l’edilizia si trova di fronte a un momento di svolta importante che impatterà, sempre di più, non solo sullo stesso settore, ma sull’intero tessuto socio-economico del Paese", fa sapere Federlazio in una nota al termine dell'incontro. "Infatti, gli eventi legati alla pandemia, hanno accentuato quella necessità di cambiamento, che già si era manifestata negli scorsi anni di mettere in campo un insieme di azioni volte all’ammodernamento, riqualificazione del patrimonio edilizio e del tessuto urbano attraverso l’adozione di nuovi modelli economico-produttivi per l’attività di costruzione".

L'orizzonte, come detto, è incerto. Se da una parte il 20 per cento delle imprese edili del Lazio è riuscita a chiudere l’anno 2020 in maniera positiva, il 65 per cento ha visto ridursi il proprio fatturato, mentre il 15 per cento non ha subito variazioni. Studi effettuati da diversi centri di ricerca, spiega ancora Federlazio, indicano che nel triennio 2021/2023 si prevedono proiezioni di crescita del 7 per cento nel settore privato e del 10 per cento in quello pubblico.

Il rapporto annuale di Federlazio ha rilevato che poco più della metà degli imprenditori prevede una significativa riduzione dell’attività, mentre il 45 per cento si dichiara fiducioso e ritiene che la propria azienda possa tornare, in breve, in equilibrio, salvaguardando anche i livelli occupazionali.
 
Nell’ambito dell’incontro, è emersa, tra l’altro, la consapevolezza che per il futuro il comparto sarà caratterizzato da una notevole divaricazione tra segmenti e attività con ottime prospettive di crescita e altri, in declino, che dovranno riposizionarsi completamente.  In questo scenario va sottolineata la forte contrazione del 50 per cento degli investimenti immobiliari nel 2020 nella città di Roma. La mancanza di regole certe e la farraginosità della burocrazia accrescono gli elementi di incertezza riguardanti opere in sospeso e di rigenerazione urbana che dovrebbero essere avviate e sbloccate per ridare ossigeno alla categoria.
 
A fronte del crollo degli investimenti immobiliari, la riqualificazione energetica degli edifici si sta sviluppando sempre più grazie al sistema degli incentivi e degli ecobonus che, tuttavia, dovranno essere messi ulteriormente a punto anche per renderne più agevoli l’accesso e l’utilizzo da parte delle realtà di minore dimensione.
 
Una strada di rilancio, secondo quanto emerso, è rappresentata dalla cosiddetta “Edilizia 4.0”: dalla scelta dei materiali da costruzione (eco sostenibili e riciclabili) alla progettazione degli impianti, dall’innovazione tecnologica dei componenti costruttivi alla progettazione architettonica, che soddisfi le problematiche dell’inquinamento, dell’esaurimento delle risorse naturali e pertanto realizzare edifici ad elevata efficienza energetica NZEB (Nearly Zero Energy Building), così come quelle legate al rischio sismico del nostro territorio.
 
Le misure varate dal Governo, Superbonus 110 per cento (Ecobonus e Sismabonus), commenta Federlazio, sono interessanti e vanno nel verso giusto, però non sono sufficienti a far ripartire l’intero settore. Tali misure devono essere accompagnate da forti investimenti pubblici per sostenere e realizzare un piano di ammodernamento infrastrutturale e di messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati, del territorio che, purtroppo, non è mai partito.

Infine alcuni interventi hanno prefigurato iniziative che potranno essere adottate per promuovere gli orientamenti produttivi più innovativi e per diffondere le competenze necessarie alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale degli edifici. In particolare si è posta l’attenzione su due specifici fronti: il riferimento normativo europeo che promuove la diffusione delle applicazioni digitali e l’economia circolare in campo edilizio.

In questo quadro, “la semplificazione e l’efficientamento della macchina amministrativa non è più rinviabile”, ha sottolineato nel suo intervento il Presidente di Federlazio Edilizia, Alessandro Sbordoni. “L’impegno dello Stato è quello di avviare quelle riforme di semplificazione degli iter autorizzativi attraverso un processo di sburocratizzazione che l’era digitale dovrebbe favorire. Solo in questo modo si potranno ridurre tempi che intercorrono tra la progettazione e l’apertura dei cantieri. L’auspicio è che l’intero sistema, dalle Amministrazioni Pubbliche centrali a quelle periferiche, si impegni a creare le condizioni per utilizzare al meglio i fondi del Recovery Fund”.
 
"I risultati dell’indagine Federlazio", spiega Lorenzo Tagliavanti, Presidente di Unioncamere Lazio "evidenziano quanto sia essenziale riportare la fiducia negli imprenditori del settore. In mancanza di questo elemento, diventa difficile ampliare e costruire un sistema economico in grado di creare sviluppo. Oggi il settore delle costruzioni può tornare ad essere settore trainante di un nuovo modello economico basato sulla sostenibilità e l’innovazione. L’emergenza sanitaria, oltre ai pesantissimi danni economici che ha provocato, ha anche messo in luce alcune peculiarità. Mi riferisco all’enorme dotazione di verde pubblico e alla bassa densità abitativa. Il grande patrimonio scientifico, tecnologico e ambientale, unito alla grande attenzione nei confronti delle tematiche sociali, costituiscono a mio avviso dei solidi pilastri su cui poter fondare la ripartenza".

"La transizione ecologica necessita di un diverso punto di vista, di strumenti che permettano di intercettare investimenti come il recupero delle case pubbliche", ha detto l'assessore all'Urbanistica di Roma Capitale, Luca Montuori. "Credo che una attenta programmazione per la revisione di molti quartieri e luoghi pubblici della città sia necessaria per permetterci di investire fondi non solo in grandi infrastrutture. L'impegno che possiamo mettere come amministrazione" ha aggiunto "è dotarsi di una progettualità dal piccolo al grande anche in collaborazione con la Regione, con cui abbiamo presentato un grande piano di investimenti". 

D'accordo anche Massimiliano Valeriani, assessore all'Urbanistica e alla Casa della Regione Lazio, che ha annunciato un "una grande operazione che faremo con Cassa depositi e prestiti di quasi 700 milioni di euro di investimenti per rifare gran parte delle palazzine dell'Ater di Roma". 

A chiedere invece un nuovo confronto tra amministrazioni e privati è l'Acer, che con Nicolò Rebecchini ha lanciato un appello ai due assessori: "A breve ci saranno le elezioni cittadine e forse le vostre formazioni saranno vicine. Faccio una proposta: rivediamoci con in mano le proposte di modifica del Piano regolatore per l'applicazione della rigenerazione urbana e per risolvere problemi come le compensazioni, affinche' le cose si facciano. La periferia non è solo un dormitorio, la pandemia lo ha dimostrato". 

Più luci che ombre, infine, per Michelangelo Melchionno, presidente Cna di Roma, secondo il quale "l'edilizia è un settore che non si è arreso perché formato da tante imprese che si sanno adattare all'evoluzione dei tempi. In un momento critico il settore dell'edilizia ha saputo rispondere in modo migliore di altri settori".

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