L’Atac non rinnova i contratti di locazione: giornalai e tabaccai al capolinea

Clima teso tra gli edicolanti che operano nelle metro romane. Dieci quelli sfrattati, altrettanti i contenziosi aperti presso il Tribunale di Roma

Dieci gli edicolanti sfrattati dalle stazioni della metropolitana della linea B, altrettanti i contenziosi aperti presso il Tribunale di Roma. L’azienda del Trasporto pubblico non ha rinnovato, a naturale scadenza, i contratti di locazione. Così, dopo la sentenza di sfratto all’edicola della stazione Policlinico, anche Tiburtina, Castro Pretorio, Termini, Piramide, Garbatella, Basilica San Paolo, Marconi, Eur Magliana e Eur Palasport, rischiano di chiudere battenti.

"Il mio contratto d’affitto è scaduto a dicembre dello scorso anno – dichiara Barbara Bordoni, titolare dell’edicola alla metro Garbatella – Più volte, insieme ai miei colleghi, abbiamo chiesto un incontro con i vertici Atac e i funzionari dell’amministrazione capitolina, ma non abbiamo mai avuto risposta. Siamo disposti a pagare anche un aumento del canone pur di restare al nostro posto ma niente, nessuno risponde".

Il locale ha una superficie di 12 mq, la signora Barbara, ha pagato 2.100,00 più Iva, ogni mese, fino al 2013. Adesso ne paga la metà. Non ha un contratto e rischia di chiudere da un momento all’altro. “Le quotazioni dei locali  – continua – sono state stabilite dalla Pragma, che aveva determinato la cifra in base all’affluenza e ai guadagni. Un locale commerciale che valutato dal borsino immobiliare costerebbe non più di 500,00 al mese. Nonostante questo, nel corso degli ultimi anni abbiamo subìto un calo degli introiti dovuto alla presenza delle biglietterie automatiche e dei giornali gratuiti all’interno della metropolitana. Ho fatto causa all’Atac per questi motivi, almeno temporeggio e posso continuare a lavorare. Siamo un punto di riferimento per i viaggiatori. Le biglietterie automatiche non erogano resto a sufficienza, dove andranno a comprare i biglietti? A cambiare monete? Spesso fungiamo anche da ufficio informazioni".

Per Fabio Pompei, invece, titolare dell’edicola alla metro Policlinico, la sentenza di sfratto c’è già stata. A gennaio di quest’anno, dopo la terza visita dell’ufficiale giudiziario, ha dovuto abbassare la serranda. “La mia edicola era piccola, 7mq circa. Ho pagato 1.600,00 euro di affitto per anni, fino a quando, in prossimità della scadenza naturale della locazione, mi è stata recapitata una lettera da parte dell’Atac, in cui mi si davano pochi mesi di tempo per sgomberare i locali”. Pompei, ha intentato una causa all’azienda dei trasporti per “condotta illecita”, chiedendo come risarcimento danni 50mila euro.

In una lettera inviata dalla Cisl-Giornalai alla sede centrale di Via Prenestina, lo scorso marzo, si legge “l’ufficio commerciale di Atac ha espresso la volontà di mettere all’asta i locali per avere un solo interlocutore contrattualizzato ma non abbiamo avuto notizia che questa decisione sia supportata da una delibera del consiglio di amministrazione”.

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"Siamo  indignati anche perché, qualora gli sfratti fossero dovuti a indotta morosità o finita locazione, lo stesso criterio dovrebbe essere utilizzato anche per la IGPDECAUX, società pubblicitaria che vanta un debito, nei confronti dell’Atac, di svariati milioni di euro e che continua ad utilizzare, senza nessun freno, i pannelli in concessione presso le stazioni della metropolitana", conclude l’edicolante della stazione Garbatella.
 

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