Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Ecopass, slitta ancora la delibera. Stefàno: "La Giunta avrà tempo due anni"

A settembre la maggioranza l'aveva ritirata. Ora è tornata in Aula con gli emendamenti a Cinque Stelle

Un altro rinvio per la delibera con le linee guida sull’istituzione di un pedaggio per accedere con le auto nelle aree più centrali della città. Dopo lo stop ai lavori dell’Aula all’inizio di settembre, prima con una ripetuta assenza del numero legale e infine con il ritiro del provvedimento da parte della stessa maggioranza pentastellata, la discussione in programma ieri ha subito un ulteriore rinvio.

La seduta, che si aperta con l’elezione del nuovo vicepresidente Francesco Figliomeni e con la discussione di alcune mozioni, si è infatti dilungata dalle tre del pomeriggio fino all’esaurimento del tempo di convocazione, le otto di sera, senza nemmeno riuscire a discutere un altro importante provvedimento all’ordine del giorno ieri, quello sulle affrancazioni nei piani di zona. Così della cosiddetta ‘congestion charge’ se ne riparlerà la prossima settimana, probabilmente martedì. 

In Aula arriverà un testo emendato dalla stessa maggioranza a Cinque Stelle che, a differenza di un mese fa, sembra essersi ricompattata attorno al documento. Le modifiche, poche, sono state illustrate nel corso di una commissione Mobilità poco prima dell’avvio dei lavori del Consiglio. In particolare si specifica che il provvedimento riguarderà gli ‘autoveicoli’ e non veicoli, scansando il dubbio di quanti avevano pensato che il provvedimento potesse coinvolgere anche i motocicli. Anche la zona che verrà ‘chiusa’ dal divieto si restringe, anche se di poco, passando dall’anello ferroviario alla cosiddetta ‘area Vam’, il varco attualmente già attivo per i bus. E se da un lato dovrebbero restare le esenzioni per disabili, residenti e veicoli a trazione ibrida o elettrica, l’Aula chiederà alla Giunta di introdurre una maggiore penalizzazione per macchine di grossa cilindrata

Altro emendamento: "Valutare, prima della eventuale entrata in vigore del provvedimento, il raggiungimento di adeguati livelli di servizio di trasporto pubblico locale". Un nodo su cui l’opposizione dem, che si è detta “d’accordo con un indirizzo che era già stato previsto dal piano del traffico (quello approvato durante l’amministrazione di Ignazio Marino, ndr)” per usare le parole della consigliera Ilaria Piccolo, è pronta a dare battaglia. In particolare “per noi è necessario che prima di procedere con la ‘congestion charge’ si proceda con una serie di pianificazioni, dal traffico merci alla sosta, fino ad una gerarchizzazione del trasporto pubblico locale”.

In realtà il documento che l’Aula si appresta ad approvare è una delibera di indirizzo che contiene delle linee guida sulla base delle quali la Giunta e gli uffici capitolini elaboreranno il provvedimento vero e proprio. “Qui in quest'atto, lo ribadisco per l'ennesima volta, non entriamo nel dettaglio, cioè se si pagherà 2, 3 o 5 euro, se ci saranno 90 o 100 bonus, se saranno escluse le vetture Euro5 o Euro6: sono linee guida che poi verranno sviluppate dalla Giunta e dall'Agenzia della Mobilità per poi tornare in Assemblea capitolina" ha spiegato il presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefàno. Dal momento dell’approvazione, la Giunta “avrà tempo due anni” per elaborare il provvedimento vero e proprio. Un lasso di tempo a cui Stefàno guarda con ottimismo: “Sono convinto che tra 2 anni la situazione del tpl sarà molto migliorata”. 

“Questo intervento cambierà radicalmente la gestione della mobilità in città, accogliamo volentieri queste linee guida e siamo già pronti a lavorare per portarle a compimento” ha spiegato l’assessora alla Mobilità, Linda Meleo che ha specificato: “Qualsiasi entrata dovesse prefigurarsi sarà vincolata alla mobilità sostenibile, con l'obiettivo di creare un sistema chiuso e virtuoso. Voglio assicurare” ha concluso “che all'approvazione di questa delibera in Aula seguirà una attenta analisi di flussi e scenari. Non sarà una misura punitiva della città”. 

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