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Catena di negozi chiude a Roma e nel Lazio, famiglie senza tutela: il caso in Regione Lazio

Chiudono alcune delle profumeria Douglas, quindi anche Limoni e La Gardenia, a Roma e dintorni. I sindacati portano la vertenza in Regione e fanno appello ai consumatori: "Acquistate nei punti vendita, no in e-commerce"

Un incontro urgente alla Regione Lazio per affrontare l'emergenza relativa alle lavoratrici e ai lavoratori delle profumerie Douglas di Roma e dintorni destinate a chiudere. Si perchè il marchio tedesco, leader nel settore della profumeria e della cosmetica, che ha acquisito anche i marchi Limoni e La Gardenia, nell'ambito di un piano di riorganizzazione aziendale, ha deciso di chiudere 128 punti vendita in tutta Italia: 457 i dipendenti coinvolti.

Douglas chiude le profumerie di Roma e Lazio

Numerose le profumerie Douglas di Roma che dal 15 maggio a gennaio prossimo abbasseranno le serrande (qui tutto l'elenco): ai 12 negozi di Roma, con il Limoni (sempre gruppo Douglas) di Parco Leonardo già inoperativo da un paio di mesi, si aggiungono anche quelli presenti nelle altre città del Lazio come il punto vendita di Frosinone, in viale Aldo Moro, la cui chiusura è fissata per il 14 agosto o quello di Rieti tra quelli che abbasseranno le serrande i primi del 2022.

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Chiudono i negozi Douglas, 74 lavoratrici e lavoratori a rischio

"74 le lavoratrici, i lavoratori e le famiglie coinvolte" - tuonano Stefano Diociaiuti e Giulia Falcucci, sindacalisti della Fisascat Cisl. Da qui la richiesta del coinvolgimento della Regione Lazio nella vertenza. "Riteniamo imprescindibile un intervento autorevole delle Istituzioni locali per impedire una prospettiva che avrebbe un costo sociale al momento insostenibile. Come purtroppo ben noto, sul nostro territorio, complice anche il calo drammatico del turismo, uno dei nostri asset strategici, il comparto del commercio è più che mai in sofferenza, e le prospettive di ricollocamento per ogni lavoratore a rischio sono vicine allo zero. Per questo motivo, va fatto tutto il possibile per evitare di lasciare qualsiasi lavoratore o famiglia abbandonato a se stesso".

Ma non solo. I sindacalisti invitano anche i consumatori a fare fronte comune con dipendenti "che sono per la maggior parte donne, e hanno quindi una tipologia occupazionale particolarmente fragile, prediligendo gli acquisti presso i punti vendita piuttosto che quelli che si tengono tramite e-commerce. Un'alleanza tra clientela e lavoratori - dicono - può essere fondamentale".

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