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Douglas, profumerie in crisi: a Roma 14 negozi verso la chiusura

Sale da 10 a 14 il numero degli store Douglas a Roma che l’azienda tedesca vuole chiudere. Fisascat-Cisl: “Decine di lavoratrici e famiglie senza prospettive”

Speravano in un confronto che potesse rasserenare gli animi e dare qualche certezza in più, invece per i lavoratori e le lavoratrici di Douglas è arrivata la doccia fredda: l’azienda tedesca leader della profumeria e della cosmetica chiuderà quattordici dei suoi negozi a Roma. Quattro in più dei dieci annunciati la settimana scorsa. Punti vendita, a quanto si apprende perlopiù collocati nelle vie dello shopping, destinati ad abbassare le serrande: una sorte già toccata allo store di Fiumicino lo scorso 8 febbraio. 

Douglas a Roma chiude 14 negozi: "Preoccupati per lavoratori e lavoratrici"

Sono una sessantina circa i lavoratori a rischio, di cui la maggior parte donne. “Purtroppo, come temevamo, piove sul bagnato: ai dieci punti vendita per cui Douglas aveva previsto la chiusura su Roma, (Fiumicino già chiuso) se ne sono aggiunti altri quattro. La nostra preoccupazione sale per i molti lavoratori, per lo più donne, le cui prospettive non si fanno rosee, peraltro in un comparto in forte crisi a causa della pandemia” - ha commentato la segretaria territoriale della Fisascat-Cisl di Roma Capitale e Rieti, Giulia Falcucci

La richiesta del sindacato è di fare tutto il possibile per strappare lavoratori e lavoratrici ad un destino di disoccupazione. “Occorre trovare soluzioni concrete a tutela di molte famiglie, che stanno vivendo un momento di forte tensione. Non sarebbe accettabile - ha ribadito la sindacalista - lasciare queste lavoratrici e lavoratori senza alcuna forma di tutela e prospettiva”.

Le profumerie Douglas a Roma verso la chiusura, lavoratori in stato di agitazione: "50 a rischio"

Douglas chiude 128 negozi in Italia: 346 lavoratori a rischio

In tutta Italia sono 128 i negozi di Douglas a rischio chiusura, 346 i lavoratori coinvolti. Già proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale, mentre prosegue il confronto con i sindacati.

“Il management ha dichiarato che l’individuazione degli store oggetto della decisione unilaterale è dato dall’analisi comparativa dell’andamento dell’ultimo biennio di ciascun punto vendita, accentuata dall’emergenza Covid 19”  - hanno fatto sapere dalla Fisascat-Cisl a margine della videoconferenza con i vertici di Douglas. “La direzione ha poi posto l’accento sul tema degli approvvigionamenti, sulla necessità di una maggiore liquidità per favorire l’e-commerce nonché sull’impatto dei canoni di locazione sulle scelte del gruppo in Italia”. 

Ma lo sforzo per salvaguardare i posti di lavoro c'è: “Douglas Italia ha dichiarato di voler mettere in campo soluzioni che vadano incontro alle richieste sindacali di mantenimento occupazionale, evidenziando - la notizia che riaccende le speranze dei lavoratori - che ha già sottoscritto accordi di riservatezza con sei diversi operatori del settore che hanno manifestato interesse a subentrare in alcuni spazi dove oggi opera il brand tedesco”. 

Il sindacato a Douglas: "Si dia valore a capitale umano"

Il confronto è stato aggiornato al 16 marzo. "Abbiamo chiesto di sviluppare e illustrare un piano industriale di ampio respiro e serio che dia valore al capitale umano, che è il vero valore aggiunto a maggior ragione per un'azienda che offre prodotti e servizi per la cura della persona, postulato sulla salvaguardia occupazionale" - ha detto la segretaria nazionale della Fisascat Cisl, Aurora Blanca. L'auspicio è che "le istanze presentate dalle confederazioni in merito al blocco dei licenziamenti trovino rapidamente un positivo riscontro". 

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