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"Un dossier per screditare De Vito": il pm apre un fascicolo

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo in merito ad un presunto dossier contro l'esponente M5S Marcello De Vito. Il fascicolo è un modello 45, ovvero senza ipotesi di reato o indagati

Un nuovo filone di indagine agita le acque già burrascose del Movimento cinque stelle che gravita attorno al Campidoglio. Secondo quanto si apprende, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo in merito ad un presunto dossier contro l'esponente M5S Marcello De Vito, attuale presidente dell'Assemblea capitolina. Il dossier sarebbe stato elaborato 'ad hoc' da alcuni esponenti grillini per indebolire la posizione di De Vito alle 'comunarie' romane per la selezione del candidato sindaco favorendo così la scelta di Virginia Raggi, come poi è avvenuto. 

Il fascicolo è un modello 45, ovvero senza ipotesi di reato o indagati, ed è stato aperto dopo un esposto presentato dal senatore Andre Augello, del gruppo Idea Cuoritaliani. Sul nuovo filone di inchiesta sarebbero già state effettuate alcune audizioni, a partire dallo stesso De Vito e dalla deputata Roberta Lombardi, sentita come testimone. Gli inquirenti della Procura di Roma non escludono che dietro alle accuse formulate contro De Vito ci sarebbe stata anche la mano di Raffaele Marra, ex capo del Personale in Campidoglio, arrestato lo scorso 16 dicembre per corruzione nell'ambito di un'altra inchiesta. Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano sarebbe stata proprio la deputata Lombardi, molto vicina a De Vito, a riferirlo ai pm ai quali avrebbe fatto anche il nome di un collaboratore del M5S che gli avrebbe riferito questa versione. 

Il tutto sarebbe avvenuto circa un anno fa. In Campidoglio c'era il commissario Tronca e la capitale si preparava ad eleggere il suo nuovo primo cittadino. L'atto d'accisa sarebbe stato formulato dai 'colleghi' Stefàno, Raggi e Frongia nel corso di una riunione a fine dicembre, alla quale De Vito era assente. "Atti contrari alla buona amministrazione", la tesi del presunto dossier. In particolare, un abuso d'ufficio legato a una richiesta di accesso agli atti effettuata qualche mese prima, in merito a una pratica di sanatoria edilizia sul seminterrato di proprietà di un privato cittadino. Per affrontare il 'caso De Vito' seguono altre riunioni, parteciperanno anche alcuni parlamentari, tra cui Alessandro Di Battista, Roberta Lombardi. De Vito riuscirà a scagionarsi, dimostrando che la richiesta di accesso agli atti proveniva dal M5S della Regione Lazio, ma le ombre sollevate sul suo conto potrebbero aver influito in maniera decisiva sull'esito delle comunarie. 

"I primi interrogatori della Procura confermano lo squallido regolamento di conti, alla vigilia delle comunali, che lacerò i Cinque stelle, aprendo una faida senza fine, di cui stanno oggi pagando il prezzo Roma e i suoi cittadini" il commento del senatore Andrea Augello. "Al di là degli aspetti penali, tutti da accertare e da approfondire, è interessante lo spaccato che emerge dalle prime conferme dei contenuti dell'esposto, da parte di De Vito e della Lombardi: un nido di piccole vipere pronte a sbranarsi vicendevolmente, che nasconde all'opinione pubblica odi, divisioni, dossier, scontri di potere". 

L'ex vicesindaco Daniele Frongia reagisce su Facebook: "Mentre lavoriamo agli impianti sportivi e ai prossimi grandi eventi, continuano a uscire sui giornali ricostruzioni fantasiose su chat e dossier, prive di fondamento. Il senatore Andrea Augello da luglio continua a rilasciare dichiarazioni prive di senso sul mio conto. Forse ha un'ossessione per me, si sarà sentito lusingato di essere stato citato nel mio libro “E io pago”. Volevo comunicargli che l’interesse non è reciproco".

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