Contro il Governo la rivolta di bar e ristoranti romani: "Divieto di asporto dalle 18? 10mila imprese chiuderanno"

La denuncia della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio. Tutti contro l'ipotesi avanzata da Palazzo Chigi per il prossimo Dpcm

Ristorante chiuso (foto Ansa)

L'ipotesi deve ancora essere confermata dal Governo, ma la sua circolazione tra gli addetti ai lavori è sufficiente a scatenare il putiferio. Nel prossimo Dpcm (Decreto della presidenza del consiglio dei ministri) che fisserà le misure restrittive per frenare l'andamento del contagio da covid-19 a partire dal 16 gennaio, con ogni probabilità, ci sarà anche il divieto di servizio di asporto per i bar a partire dalle 18. Tante le proteste dalle associazioni di categoria, anche nella Capitale. 

"Il ministro per gli Affari regionali Boccia fa sapere che il nuovo Dpcm conterrà il divieto di asporto dopo le 18. Ancora una volta si vuole colpire, ingiustificatamente, la ristorazione e la filiera dell'agroalimentare. Un comparto già duramente discriminato in più occasioni" dichiara in una nota Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio.

Vietare l'asporto dopo le 18, questo è il messaggio, significa portare al fallimento le Pmi romane e laziali. Dopo lo stop agli orari serali, la possibilità di vendere cibo e bevande "a portar via" era rimasto l'unico appiglio per sopravvivere.

"Mentre gli esercenti chiedono quando sarà possibile riaprire - dopo che hanno attrezzato e messo in sicurezza i locali come richiesto dai protocolli anti Covid - il Governo pensa ogni giorno come farci chiudere. Quando basterebbe sanzionare i locali - anche con chiusura di 10 giorni - che non rispettano le normative, permettendo così a tutti di lavorare comunque e nel pieno rispetto delle regole. Nella Capitale d’Italia invece, con il centro storico desertificato tra turismo azzerato e smartworking, il divieto d’asporto segnerà la fine di quelle attività che hanno provato a resistere". 

I pronostici in numeri sono impietosi: "Almeno 30mila posti di lavoro saranno a rischio e chiuderanno 10mila imprese tra la ristorazione classica, bar, pizzerie al taglio, gelaterie, pasticcerie e streetfood. Governo rifletta".

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