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La discarica per Roma non è più urgente: la Regione blocca il commissariamento e concede tempo a Gualtieri

"Abbiamo già registrato da Gualtieri la piena disponibilità a individuare una o più cave di servizio", fanno sapere dalla Regione. Dove? "Ancora non è stato deciso, con ogni probabilità dovremo attendere il nuovo piano industriale di Ama"

"Raggi indichi dove fare la discarica", "Zingaretti approvi il piano rifiuti". Uno scontro a suon di ordinanze e ultimatum andato avanti anni quello tra l'ex sindaca grillina e il presidente della Regione Lazio, finito addirittura con un iter di commissariamento. La prima non ha mai voluto trovare un sito idoneo a ospitare una cava di smaltimento dei rifiuti nel perimetro di Roma Capitale, il secondo l'ha sempre posta come conditio sine qua non per aiutare il Comune a trovare gli sbocchi necessari negli impianti fuori città, e risolvere così in extremis le puntuali crisi della raccolta che hanno segnato gli ultimi cinque anni. Avviare le operazioni per realizzare un sito di smaltimento sul territorio romano era l'urgenza delle urgenze. La domanda sorge quindi spontanea, che fine ha fatto la stessa urgenza ora che a guidare il Campidoglio c'è il sindaco Roberto Gualtieri? 

Roma è sommersa di immondizia da settimane, il nuovo sindaco ha fatto partire un piano di pulizia straordinaria e in parallelo sono stati stipulati nuovi accordi con impianti di privati in Toscana e Veneto, grazie all'intermediazione della Regione. Tutto fila liscio e le contrapposizioni tra enti istituzionali per ripulire la città sono un lontano ricordo. Le carenze impiantistiche della Capitale però rimangono e in provincia si levano voci di protesta da chi è costretto a prendersi gli scarti di Roma. Vedi a Magliano Romano, dove una discarica di inerti potrebbe a breve trasformarsi in discarica di rifiuti non pericolosi (la Conferenza dei servizi è in corso e l'Area rifiuti regionale ha dato parere positivo) per accogliere anche l'indifferenziato della Capitale. "Che fine ha fatto il principio di autosufficienza per i comuni del Lazio tanto predicato da Zingaretti?", è insorto il sindaco di Magliano Francesco Mancini. 

Insomma, una cava per smaltire in loco le tonnellate di indifferenziato trattato nei Tmb continua a servire. L'urgenza non può essere sparita con il cambio di colore politico in Campidoglio. Anzi, al momento la disponibilità di discariche sul territorio regionale è ai minimi storici, con la chiusura di Colleferro e lo stop a Roccasecca. A sparire sembra essere invece il pressing sul Comune da parte della Regione. 

Certo, Gualtieri ha dato già in campagna elettorale la disponibilità a realizzare la discarica. Raggi non la voleva, salvo aver scelto a fine 2019 - messa alle strette - il sito di Monte Carnevale, poi revocato. "Abbiamo già registrato da Gualtieri la piena disponibilità a individuare una o più cave di servizio" fanno sapere dalla Regione. Dove? "Ancora non è stato deciso, con ogni probabilità dovremo attendere il nuovo piano industriale di Ama". Nessuna fretta questa volta, il quadro resta drammatico ma non ci sono scadenze temporali come quelle più volte fissate per Raggi con ordinanze che talvolta hanno dato all'ex sindaca grillina appena una settimana di tempo per comunicare un sito idoneo. 

Gualtieri farà una discarica ma il problema del dove si affronterà più in là. "Sicuramente non sarà in strada come adesso - diceva il primo cittadino in campagna elettorale, incalzato da Raggi sulla questione - ma visto il disastro a scegliere sarà un commissario". Già, il commissariamento. Che fine ha fatto? "L'iter è stato fermato" fanno sapere sempre dalla Regione. Non ci sarà nessun commissario. Dovrà scegliere Gualtieri. Stavolta però con calma. 

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