Discarica in Valle Galeria, i grillini ammettono: "Non avevamo scelta". Ma ora Raggi valuta il dietrofront

La sindaca potrebbe ripensarci. Ieri l'incontro fiume con la presidente del municipio XII Silvia Crescimanno. Comitati imbufaliti: "Chiedono elementi ostativi, un drammatico teatrino"

Virginia Raggi, immagine d'archivio

"Lavoreremo insieme al Campidoglio per rivalutare la decisione presa alla luce dei nuovi elementi da noi rappresentati. Il municipio XII continuerà a mettere la Valle Galeria e la tutela dei cittadini al primo posto". Così la minisindaca Silvia Crescimanno appena uscita da una riunione fiume in Campidoglio. Al centro del confronto la scelta di indicare la discarica di Roma a due chilometri dall'ex cava di Malagrotta. Minaccia le dimissioni Crescimanno, a fianco di Mario Torelli, ex presidente del municipio XI oggi delegato della sindaca alla guida del parlamentino commissariato. E allora Raggi si ritrova ancora una volta con le spalle al muro. Il rischio che saltino non solo le presidenze sui territori, ma anche la sua stessa maggioranza in Consiglio, ormai lacerata dai dissidi interni specie sul tema discarica, è reale. 

"Oggi viene indicata l'area di Monte Carnevale su cui il municipio ha sempre dato parere contrario per qualsiasi altro utilizzo se non quello di un ripristino ambientale - dichiara con toni duri Torelli - se dovesse persistere questa linea sappiate che sto dalla parte dei cittadini che, giustamente, da anni vorrebbero essere ascoltati ed assicurati che la zona va tutelata e non vandalizzata con nuovi insediamenti di rifiuti".

Da qui l'ultima mossa: un possibile dietrofront. Valutare un altro sito di fronte a elementi ostativi eventuali presentati dai municipi. In realtà già esistono, e li ha messi nero su bianco in un parere tecnico il dipartimento Ambiente. Sulla cava insisteva un piano di ripristino ambientale che non è mai stato completato, oltre che ricorsi davanti al giudice contro i proprietari della cava. Raggi però questi li ha già ignorati. Ora però, all'improvviso, per tenere a bada il bubbone politico, è costretta a tirare il freno a mano. 

E se da un lato la presidente Crescimanno cerca di calmare i suoi e di contenere la rabbia, i cittadini del comitato Valle Galeria Libera sono su tutte le furie. Anche loro erano in Campidoglio ieri in tarda serata. Hanno incontrato il consigliere Daniele Diaco, la delegata ai Rifiuti della sindaca Valeria Allegro, il capogruppo M5s Giuliano Pacetti. Tutti si scusano, e che ci ha messo la faccia, Pacetti in prima fila, prova a spiegare le ragioni: si sono dovuti attenere alle perizie tecnico, il sito sarebbe l'unico possibile nel territorio cittadino adatto a ospitare una cava definitiva. Che hanno dovuto rispettare l'ordinanza - la stessa che minacciavano di impugnare fino a pochi giorni fa e che mai, era la promessa, avrebbe condizionato le loro scelte - e che i tempi erano stretti, Monte Carnevale era l'unico sito pronto o quasi. 

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E allora le scuse, ai cittadini, servono poco. La richiesta poi di presentare "elementi ostativi" che possano indurre il passo indietro sulla scelta per molti è quasi comica. Quelli ideologici che hanno contribuito al consenso dei Cinque Stelle sul territorio, non bastano più. "Oggi in Campidoglio è andato in scena l’ennesimo atto teatrale comico drammatico dove gli attori sono stati alcuni consiglieri comunali e quattro rappresentanti del Comitato Valle Galeria Libera - commenta il presidente Claudio Fetoni - la trama è come salvarsi la poltrona mentre si disfano della monnezza di Roma e dicono loro obbediscono agli ordini della Regione". 

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