Malagrotta, Wwf scrive a Regione e Comune: "Non confondete la copertura con la bonifica"

L'associazione ambientalista riporta alle amministrazioni locali i suoi dubbi sul progetto di copertura della discarica: "Su cosa verranno piantumati gli alberi?"

Sulla gestione dei rifiuti romana interviene il WWF. Il Presidente dell'associazione ambientalista, Vanessa Ranieri, ha scritto una lettera al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al primo cittadino romano Ignazio Marino. “Non vorremmo che il nodo cruciale dell’emergenza romana in tema di rifiuti si riducesse ad un banale gioco forza tra imprenditore e Amministrazione”. Al centro dell'attenzione del WWF la chiusura della discarica di Malagrotta. Proprio nei giorni scorsi il sindaco Ignazio Marino ha annunciato la piantumazione dei cento mila alberi sopra la discarica e in Consiglio regionale il presidente Zingaretti ha dichiarato l'impegno dell'ente a stanziare 10 milioni di euro per il progetto che in totale dovrebbe costare intorno ai cento milioni di euro. 

Per il WWF non è una novità. “Da anni le richieste da parte di chi gestisce la discarica più grande d’Europa ruotano attorno al progetto del “capping”, cioè di copertura degli oltre quarant’anni di smaltimento dei rifiuti, con degli alberi”. Per Vanessa Ranieri però va distinto un progetto di copertura della discarica come quello previsto per Malagrotta con quello di una reale bonifica del sito. “Su cosa verranno piantumate le essenze arboree?”.

Come espresso recentemente in una lettera alle istituzioni che, come ha confermato il commissario Sottile stanno prendendo in considerazione la proposta, Cerroni vorrebbe coprire Malagrotta con il rifiuto trattato negli impianti di Tmb, compresa la frazione organica, “dai residui della combustione dell’inceneritore e da inerti igienizzati”. È qui sopra che verrebbero piantati “un po’ di alberi ed una bella targa 'la fortuna di Roma' così come anticipato più volte pubblicamente” si legge nella lettere del Wwf. Come disse lo stesso Sottile in commissione Ambiente al Senato, un modo per prendere due piccioni con una fava: coprire la discarica e, allo stesso tempo, smaltire i prodotti del ciclo di trattamento dei rifiuti.

Diverso per il WWF è il processo di ripristino ambientale del sito, ovvero un'azione di bonifica volta “all'eliminazione o riduzione degli effetti negativi per l'ambiente”. Spiega Vanessa Ranieri: “Per fare ciò un tecnico dovrebbe andare sul luogo fare la caratterizzazione dell'area per comprendere lo stato di compromissione e stabilire se e come bonificare il sito”. Un processo che, in base al principio del 'chi inquina paga' dovrebbe stabilire anche chi deve versare i finanziamenti per la bonifica. “L’impegno di spesa (da parte dell'amministrazione pubblica, ndr) potrebbe essere giustificato laddove avvenisse, e qualora fosse possibile, un ripristino ambientale” si legge nella lettera del WWF. Le analisi però potrebbero anche ribaltare la situazione: la causa della necessità della bonifica “potrebbe anche ricadere sulla gestione stessa. A questo punto paradossalmente sarebbe l’imprenditore a dover risarcire”.

Il WWF propone anche delle alternative velocemente realizzabili per avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti. “Perché non trasformare alcune linee degli impianti del Tmb di Malagrotta e di Ama in siti di compostaggio?” si chiede Vanessa Ranieri. "Dal punto di vista tecnico è fattibile". Il punto è fondamentale in quanto la mancanza di impianti di lavorazione della frazione umida è importante per fare in modo che la raccolta differenziata abbia successo. “Un modo per ridurre la parte più voluminosa del rifiuto urbano (il cosiddetto umido arriva all'80% del totale)”.

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Conclude la lettera: “La Regione Lazio e Roma Capitale a nostro avviso dovrebbero svincolarsi senza ulteriore indugio dalle logiche del “puparo”, lavorando sin da oggi per offrire un futuro migliore alle prossime generazioni”. Tra cui anche l'avvio della raccolta porta a porta spinta. “Vi invitiamo a ripensare le scelte fin qui elaborate e ad invertire la rotta sulla gestione del ciclo dei rifiuti che sia finalmente sostenibile. Infatti, se dovessimo guardare indietro alle esperienze di centro sinistra e di centro destra che si sono succedute sul tema dei rifiuti la drammatica evidenza è che non vi sia mai stata soluzione di continuità”.

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