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Rifiuti, allerta anche a Bracciano: i cittadini convocano un'assemblea

La discarica di Cupinoro è chiusa ormai dal gennaio del 2014 ma la bonifica non è ancora stata effettuata. La società di gestione è commissariata e i cittadini temono la realizzazione di nuovi impianti

La montagna di rifiuti è cresciuta insieme alle proteste della popolazione che, con alti e bassi, ha accompagnato molti dei suoi 23 anni di attività. E anche oggi che la chiusura dell'invaso di Cupinoro, nel Comune di Bracciano, risale ormai al 2014, arrivata dopo un'ondata di proteste contro l'ampliamento, lo spettro dei rifiuti continua a far paura ai residenti. Roma non è poi così lontana e mentre la polemica sulla gestione della sua 'monnezza' lievita di giorno in giorno avvolta dal caos di un botta e risposta continuo tra Comune, Regione e Governo, i cittadini vogliono vederci chiaro. 

L'ASSEMBLEA - 'Fermiamo Cupinoro', un coordinamento di cittadini da tempo impegnati per la salvaguardia dell'ambiente, ha indetto un'assemblea pubblica per sabato 27 maggio (ore 17 alla Chiesa della Misericordia in via Umberto I). "La nostra richiesta di stralciare dall'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) la parte relativa all'impiantistica non è stata accolta, il sito è abbandonato a se stesso e si interviene in emergenza solo per scongiurare il disastro ambientale" si legge nella nota con la convocazione dell'iniziativa pubblica. "Abbiamo atteso un anno dall'insediamento della nuova amministrazione, l'abbiamo più volte sollecitata a coinvolgere la comunità nelle decisioni avviando momenti di confronto diretto ma ora il tempo stringe, e l’emergenza rifiuti che coinvolge Roma e tutto il Lazio assume risvolti sempre più minacciosi" conclude la nota invitando tutti a partecipare al confronto. Obiettivo: "Chiusura, bonifica e messa in sicurezza della discarica". E ancora: "Nessun nuovo impianto". 

LA DISCARICA - Chiusa il 22 gennaio del 2014 dopo oltre vent'anni di attività, i lavori di bonifica non sono ancora stati effettuati. Così come si evince da documenti pubblici, in passato è stata necessaria un'ordinanza del sindaco di Bracciano per permettere interventi di raccolta del percolato prodotto finalizzati ad evitare una pericolosa fuoriuscita nel terreno circostante. Dal febbraio scorso la gestione del sito è in mano a un commissario. Nel novembre del 2016, infatti, la società comunale che gestiva l'invaso dal 2004, la Bracciano Ambiente, è fallita. Del destino della discarica se ne sarebbe dovuto occupare il Comune che però in precedenti occasioni aveva spiegato di non avere "dispobilità tecniche ed economiche per la gestione del sito" si legge nella delibera regionale 45, del 9 febbraio scorso, con la quale la Regione ha nominato un commissario. Secondo quanto appreso da Romatoday, il commissario starebbe predisponendo gli atti per procedere con una gara pubblica per l'assegnazione dei lavori di bonifica della discarica. La progettazione esecutiva sarebbe quasi pronta. Si passerà quindi alla gara e poi alla bonifica. 

GLI IMPIANTI - In quanto agli impianti, in passato ne sono stati autorizzati due: uno per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti indifferenziati e un altro per il compostaggio con digestione anaerobica destinata alla produzione di biogas. Il primo impianto, del resto, è ancora inserito nel fabbisogno regionale approvato nel 2012 poi modificato nel 2013 dalla Regione Lazio. Alla voce impianti 'Autorizzati ma non realizzati' si legge la proposta della Bracciano Ambiente per un Tmb da 150 mila tonnellate. Sul sito della Bracciano Ambiente, inoltre, si possono reperire diversi bandi di gara. Due risalgono al gennaio 2016 e si riferiscono alla "concessione per la progettazione definitiva, realizzazione e gestione" di un impianto Tmb per rifiuti indifferenziati e uno per compostaggio a digestione anaerobica. Il primo agosto, sul medesimo sito, è stato pubblicato anche un bando di gara per la realizzazione e gestione di un ecodistretto ma è stato revocato 15 giorni dopo. Come appreso da Romatoday, la gestione commissariale ha il compito di occuparsi solamente della bonifica della discarica e della relativa gara. Il nodo degli impianti è in capo agli uffici regionali. Un nodo importante in un periodo in cui il dibattito sulla realizzazione di tali impianti è ormai all'ordine del giorno. 

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