Sabato, 12 Giugno 2021
Politica

Discariche, Ama scrive al prefetto: ma l’impianto di Colleferro non piace alla Provincia

I sindaci di 17 comuni criticano l'ipotesi di riaprire l'impianto di Colleferro

La discarica di Colle Fagiolara a Colleferro

La stagione della “caccia alla discarica” si è ufficialmente riaperta. Roma Capitale ha infatti sessanta giorni di tempo per individuare un nuovo sito ed il conto alla rovescia è già iniziato. Per scongiurare il commissariamento il Comune ha intanto attivato la sua municipalizzata ai rifiuti. 

La lettera di Ama al prefetto 

All’indirizzo del prefetto Piantedosi è stata inviata una nota da parte di Ama. L’azienda di Zaghis ha messo nero su bianco una proposta che sta facendo tremare la Provincia: la riapertura dell’impianto di Colle Fagiolara, a Colleferro. E’ stato chiuso, dopo un lungo braccio di ferro condito da tantissime proteste, il 15 gennaio del 2020. E tale deve restare, per chi amministra quel territorio.

La protesta dei sindaci della provincia

“Colleferro è uno dei comuni che ha pagato il più caro prezzo per le assenti pianificazioni della Capitale” hanno ricordato in una lettera aperta 17 sindaci della Città Metropolitana. “Per oltre un anno e mezzo 70 camion al giorno hanno scaricato nella nostra discarica, gli odori nauseabondi si sono sommati a quelli che per anni hanno addolorato la nostra città” ha ribadito il sindaco Sanna, insieme agli altri 16 che hanno sottoscritto la nota.

L'assenza di alternative

L’alternativa a Colleferro, per ora, non c’è. Il Campidoglio, dopo l’arresto della dirigente regionale Flaminia Tosini e dell’imprenditore dei rifiuti Valter Lozza, ha scartato l’ipotesi di Monte Carnevale. Era l’unico impianto, nel territorio comunale, che il Campidoglio nel 2019 aveva indicato per realizzare la nuova discarica. Ma l’idea di tornare su Colle Fagiolara, che per oltre un anno e mezzo ha già gestito le tonnellate di indifferenziata quotidianamente prodotte dalla Capitale, non piace a chi vive ed amministra i territori della provincia.

L'inerzia del Campidoglio

“Ormai lo abbiamo capito bene che la soluzione è sempre quella di non fare nulla e poi scaricare sugli altri, facendo, soprattutto in questa fase, politica e propaganda sui rifiuti” hanno ribadito i 17 sindaci che hanno invitato il Campidoglio a trovare una propria discarica all’interno del territorio comunale. “Dateve ‘na mossa invece di pensare sempre a Colleferro e alla provincia” hanno concluso i primi cittadini di comuni come Paliano, Valmontone, Cave e Zagarolo.

Il conto alla rovescia

Di sicuro il tempo stringe. Anche perchè, se è vero che la Regione ha dato a Roma Capitale un ultimatum di 60 giorni, il tempo a disposizione è davvero poco. Il 30 giugno infatti scadono i contratti firmati con gli impianti che in tutta l’Italia accolgono gli scarti indifferenziati dei romani. Si preannuncia un’estate all’insegna dei soliti problemi di raccolta dei rifiuti. La cartina di tornasole di un problema, quello dell’assenza d’impianti, che la Capitale continua a scontare.
 

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