Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Discarica Albano, la protesta si sposta sotto la Regione Lazio: "Non doveva prorogare l'autorizzazione ambientale"

Sotto la Regione Lazio per contestare l'autorizzazione rilasciata all'utilizzo della discarica di Albano laziale

Sale a preoccupazione degli abitanti di Albano Laziale. All’indomani della diffusione dei dati dell’Arpa, sui campioni dei rifiuti arrivati in discarica, decine  persone si sono date appuntamento sotto la Regione.

La preoccupazione 

“La tensione è alta, a maggior ragione dopo i risultati delle analisi condotte dall’Arpa Lazio” ha spiegato Loredana Longo, del coordinamento No Inc. Anche perché, hanno fatto notare i cittadini che hanno raggiunto la Garbatella, mancano ancora i campionamenti sui rifiuti che arrivano dal TMB di Malagrotta.

I risultati per ora diffusi non hanno comunque rasserenato gli animi.  “E’ stata rilevata una presenza abnorme di sostanze organiche non stabilizzate” hanno rimarcato i cittadini castellani presentati alla Garbatella. Ed è proprio quel tipo di rifiuti, che produce il temuto percolato ed i miasmi che gli abitanti delle zone di Roncigliano dichiarano di respirare.

L'autorizzazione rilasciata dalla Regione

“Siamo venuti sotto la  Regione per contestare anche la proroga rilasciata all’autorizzazione integrata ambientale del 2009 – ha ricordato Loredana Longo – non andava prorogata, tutt’al più sarebbe stato necessario avviare una nuova procedura”. Perché nel frattempo la discarica è rimasta chiusa, dopo l’incendio del 2016 al TMB collegato, ed i controlli che ne sono succeduti, non hanno rassicurato i cittadini. 

Proteste ad ogni livello istituzionale

Dopo il blocco di via Ardeatina, la protesta davanti la sede dell’Arpa, la mobilitazione ha quindi coinvolto anche l’ente governato da Nicola Zingaretti che, prorogando l’Aia firmata nel 2009, ha di fatto consentito la riapertura dell’invaso di Roncigliano. Gli abitanti di Albano Laziale continuano pertanto a contestare, ad ogni livello istituzionale, la riapertura della loro discarica, avvenuta per effetto dell’ordinanza firmata da Virginia Raggi. Anche perché i primi risultati giunti sulla qualità dei rifiuti che vi vengono conferiti, come dimostrato dalle analisi dell’agenzia regionale per la protezione ambientale, non sono stati incoraggianti. 
 

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