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Domenica, 23 Gennaio 2022
Politica Albano Laziale

Discarica di Albano, Gualtieri proroga l'apertura. Protestano i comitati: "Vogliamo più verifiche"

Il sindaco dalla Città metropolitana ha prorogato l'utilizzo della discarica rimessa in funzione da Raggi e ad Albano sono riprese le contestazioni

Il sindaco di Roma e dalla Città metropolitana ha preso la sua decisione. Con un’ordinanza firmata l’11 gennaio Roberto Gualtieri ha infatti esteso al 15 luglio 2022 l’apertura della discarica di Albano laziale. L'impianto, chiuso nel 2016 a seguito di un incendio che ne aveva distrutto il Tmb collegato, che era stato rimesso in funzione nell'esate del 2021 da Virginia Raggi, tra le proteste dei sindaci dei comuni dell'ex provincia.

Il report mensile

Il provvedimento disposto dall'ex sindaca pentastellata, era arrivato a scadenza. E si è pertanto resa necessaria una nuova ordinanza. Quella appena firmata da Gualtieri dispone anche che la società Ecoambiente slr, titolare dell’impianto, fornisca un report riepilogativo mensile con l’indicazione della capacità residua della discarica, al fine di consentire un tempestivo monitoraggio delle volumetrie residue del VII invaso. E’ quello deputato ad accogliere i rifiuti della Capitale e di altri 23 comuni dell’Ato romano. Il termine temporale previsto nell’ordinanza, infatti, è legato alla volumetria ancora disponibile nell’invaso.

La rabbia dei residenti

La decisione di Gualtieri, per quanto prevedibile, non ha mancato di suscitare le reazioni dei residenti di Albano laziale. “Non ci sorprende” fanno sapere dall’associazione Salute e Ambiente di Albano Cancelleria “ma la rabbia è tanta perché continueranno a sversare rifiuti trattati male, a inquinare le falde acquifere, a rendere l’aria irrespirabile in barba alle evidenze oggettive di inquinamento e compromissione dell’area, quelle che con fatica abbiamo ottenuto e presentato al TAR”.

I controlli effettuati

Subito dopo la riapertura dell’impianto, infatti, gli abitanti sono tornati a chiedere di eseguire nuovi controlli. Hanno inscenato manifestazioni sotto la Regione Lazio e davanti l’Arpa Lazio. Le verifiche effettuate ad agosto, sui rifiuti provenienti dal TMB Saf di Frosinone e da quello Ama di Rocca Cencia, avevano mostrato dei valori non conformi, soprattutto per i rifiuti arrivati dall’impianto di trattamento ciociario. In sostanza, non era stata eseguita una corretta separazione meccanica della frazione secca da quella umida. In questi casi, il rischio, è che il rifiuto giunto in discarica finisca per produrre il temuto percolato.

La richiesta del territorio

A fronte della proroga, dunque, i comitati tornano a chiedere “analisi di tutti i pozzi interni alla discarica” in modo da verificare lo stato delle acque presenti nel sottosuolo e contestualmente chiedono di rivedere l’Aia rilasciata dalla Regione Lazio nel 2009. “Non possiamo accontentarci della promessa che si tratti dell’ultima proroga” hanno commentato gli attivisti dell’associazione Salute e Ambiente, che l’11 gennaio hanno anche incontrato il sindaco di Albano Massimiliano Borrelli la questione della discarica di Albano ha bisogno della parola fine il prima possibile”.
 

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