Municipi, il 'sogno' a Cinque Stelle dei Consigli in streaming fatica a decollare

Scarsità di risorse ed errori tecnici nello stanziamento, i problemi emersi nel corso di una commissione congiunta Roma Capitale e Bilancio

Un vero e proprio cavallo di battaglia per il Movimento Cinque Stelle. Lo strumento migliore per garantire un fondamento etico della politica pentastallata come la trasparenza. Stiamo parlando dello streaming. Se per le sedute dell'Assemblea capitolina è già presente da tempo, l'obiettivo che si era prefissato il M5S era quello di far sbarcare questa buona pratica anche nei Consigli dei Municipi e, ma questo è un ulteriore passo avanti, nelle commissioni.

Eppure a distanza di mesi dall'insediamento la diretta streaming non è ancora realtà in tutti i Municipi. Per questo ieri pomeriggio si sono riunite le commissioni Roma Capitale e Bilancio, presiedute dai pentastellati Angelo Sturni e Marco Terranova. Per fare il punto della situazione era presente anche la direttrice del dipartimento Innovazione tecnologica del Campidoglio, Antonella Caprioli. La volontà dell'amministrazione è stata ribadita: rendere poi tutte le sedute registrate disponibili sul sito in modalita' 'on demand', sia per le sedute dei parlamentini che dell'Assemblea capitolina.  

Il primo ostacolo emerso ieri nel corso della commissione, come riporta l'agenzia Dire, è la "scarsità di risorse"  lamentata dagli uffici di Palazzo Senatorio. Una criticià espressa anche dai Municipi che salvo quelli che hanno già attivato lo streaming (III, IV, VI, XI e a breve anche il XIII) faticano a trovare le finanze nelle pieghe dei propri bilanci, non solo pr mancanza di fondi, dal momento che si tratta di poche migliaia di euro, ma anche per errori tecnici nello stanziamento. Pesano anche le differenze del livello tecnologico da territorio a territorio. 
 
"Abbiamo convocato questa commissione perché all'interno delle nostre linee programmatiche, ma anche dell'Agenda digitale, c'é l'attuazione dello streaming di tutti i Consigli municipali e in futuro anche delle commissioni" ha spiegato Sturni. Questo, ha sottolineato, "ovviamente va fatto nei limiti e all'interno dell'infrastruttura tecnologica di Roma Capitale, per cui abbiamo convocato la direttrice del dipartimento Innovazione tecnologica. L'infrastruttura digitale per ospitare lo streaming municipale e' gia' ricompresa all'interno del nuovo portale del Comune. L'amministrazione capitolina ha messo a disposizione l'infrastruttura tecnologica, poi i singoli Municipi in autonomia dovrebbero dotarsi della strumentazione necessaria. Non tutti sono allo stesso livello, quindi il dipartimento Innovazione tecnologica sta facendo un monitoraggio delle diverse situazioni. Ci riaggiorneremo tra un mese per vedere se i Municipi avranno trovato le risorse o saranno in difficoltà e in caso sentiremo l'assessorato al Bilancio".

Tutti i Municipi, ha proseguito Terranova, "hanno già emanato un loro regolamento, e in alcuni Municipi le dirette streaming sono già attive all'interno di un percorso curato dagli uffici capitolini competenti. Si può parlare quindi di un processo già avviato e che vogliamo proseguire e completare il prima possibile".

Per Caprioli "parliamo dell'attuazione di una linea programmatica e quindi come dipartimento siamo partiti da subito mandando una circolare a tutti i Municipi. In base a questo indirizzo di massima priorità allo streaming municipale abbiamo messo a regime l'attuale modello organizzativo che vede il dipartimento fare governance sull'infrastruttura generale e poi a cascata le realta' municipali, dotate di ampia autonomia". Per la direttrice "bisogna però considerare che tutto questo non si può fare a costo zero nè sul piano delle risorse finanziarie nè di quelle umane: per garantire il funzionamento del servizio serve almeno un operatore, oltre ovviamente alle risorse. Nel 2009 siamo partiti da 110 milioni di euro e oggi siamo arrivati a 65".

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