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I nuovi poteri urbanistici di Roma spaventano il dipartimento: "Manca personale"

Il direttore Gianfrancesco relazione in commissione: "In 10 anni le unità sono diminuite del 35/40%. Facciamo fatica a ricostruire i procedimenti degli espropri dello Sdo a Pietralata"

Mentre in consiglio regionale maggioranza e opposizione battagliano sull'approvazione del collegato al bilancio con la scure delle dimissioni di Nicola Zingaretti, all'Eur c'è il direttore del dipartimento urbanistica che quasi prega che qualcosa vada storto e i nuovi poteri per la Capitale saltino. Il motivo? Lo ha spiegato il diretto interessato, l'architetto Gianni Gianfrancesco, durante l'ultima commissione capitolina: "Non riusciamo ad essere efficaci nella risposta alle attività ordinarie". 

Lo sfogo del direttore del PAU: "Personale depauperato in 10 anni"

Il suo è quasi uno sfogo, seppur molto lucido e obiettivo. Davanti al presidente della commissione urbanistica Tommaso Amodeo e alle consigliere e i consiglieri collegati da remoto, l'ex dirigente regionale spiega le principali criticità che quotidianamente affronta negli uffici di viale della Civiltà del Lavoro. "Innanzitutto la carenza di personale - esordisce - che negli ultimi 10 anni ha visto questo dipartimento privato del 35/40% delle unità. Siamo passati da quasi 500 persone a poco più di 300 e anche la fusione di tre uffici, quindi tre dipartimenti diversi diventati uno solo (il Pau, progettazione e attuazione urbanistica, ndr), non ha aiutato". 

L'imbarazzo per l'arrivo di nuove deleghe a Roma

Tornando ai poteri che verrebbero delegati a Roma, provvedimento approvato il 7 ottobre dalla giunta regionale e che dovrà passare in consiglio entro i primi di novembre, Gianfrancesco li aspetta come si aspetta una grande rogna, più che un regalo: "Purtroppo il dipartimento sarà toccato da nuove deleghe e competenze importantissime - dice - ma con una punta di rammarico ammetto di avere una certa preoccupazione personale. Negli anni si sono perse le conoscenze, che in fase di turnover hanno visto una vera e propria interruzione. Noi non riusciamo neanche a risalire ad atti precedenti". 

"Facciamo fatica a ricostruire gli espropri dello Sdo di Pietralata"

L'esempio più attuale è quello dell'istruttoria per il nuovo stadio della Roma, che dovrebbe sorgere a Pietralata nei pressi della metro Quintiliani. "E' complesso identificare lo stato delle espropriazioni dello Sdo di Pietralata - ammette - perché c'era un ufficio speciale che negli anni è stato smobilitato e il personale o è andato in pensione o è stato dislocato altrove. Il punto è che quando, nel 2008, è stato faticosamente approvato il piano regolatore, il personale di questi uffici ha pensato di aver terminato il proprio compito. E invece no, è la cosa più sbagliata: doveva essere il punto di partenza, per accompagnare i procedimenti urbanistici dell'amministrazione. Siamo arrivati a livelli di contenzioso altissimi che impegnano noi e l'Avvocatura in maniera enorme". 

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