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I nodi del dopo Nieri: il futuro di Sel e l'ipotesi di un vicesindaco renziano

Le dimissioni "irrevocabili" di Nieri impongono a Marino di rivedere la sua squadra e un braccio destro dem farebbe scricchiolare l'asse con i vendoliani. Intanto gli occhi sono puntati sul Viminale che si dovrà esprimere sulla relazione di Gabrielli

L'ex vicesindaco Luigi Nieri e il sindaco Ignazio Marino

È l'ennesimo scossone per il Campidoglio. Il più forte per palazzo Senatorio che ne ha vissuti diversi nelle ultime settimane. Il vicesindaco Luigi Nieri ha deciso di rassegnare le sue dimissioni “irrevocabili”. Accantonate le smentite e i rumors politici, ora il sindaco Ignazio Marino sarà costretto a rivedere la sua squadra dove, oltre a Nieri, sono rimaste congelate anche le dimissioni di uno degli assessori portanti del suo esecutivo, quello alla Mobilità Guido Improta.

COSA NE SARA' DI SELAlla notizia delle dimissioni Marino ha risposto con dichiarazioni di stima ma non ha provato a fermarlo. “Posso affermare con orgoglio ed emozione che abbiamo avviato un cambiamento di Roma basato in gran parte sulle idee, sulla storia e sulle capacità di una persona straordinaria come Luigi. Oggi comprendo la sua amarezza. Parleremo insieme nelle prossime ore per affrontare ogni problema” le ultime parole della nota con cui il sindaco ha commentato la notizia. La poltrona di vicesindaco di Sel rimasta vacante apre a nuovi scenari ancora tutti da scrivere. Non è un segreto infatti che sul posto occupato da Nieri ha messo gli occhi ormai da tempo il Pd. Eventualità, questa, che imprime alla nascita del 'Marino-ter' una scelta politica non di poco conto: decidere di spostare l'asse verso il centro, mettendo in discussione l'alleanza 'a sinistra' con Sel, o mantere il 'ticket' pur con un vicesindaco dem lavorando a un rimpasto più ampio nel resto della Giunta. Ai vendoliani, per rinvigorire l'alleranza con Marino, potrebbero essere affidati quei temi presentati come irrinunciabili dallo stesso coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni, dal sociale al lavoro passando per l'attenzione alla qualità della vita.

UN VICESINDACO RENZIANO - Il tempo a disposizione non è molto e gli occhi sono tutti puntati su come si esprimerà il ministro Angelino Alfano in merito alla relazione del prefetto Franco Gabrielli. La possibilità che il Comune di Roma venga sciolto per mafia sembra essere lontana ma la posizione di palazzo Valentini ha posto pesanti ombre sul Campidoglio. Ombre che potrebbero generare terremoti consistenti nei municipi e nell'apparato amminstrativo. Il toto nomi è già iniziato e contempla sia scelte con una forte connotazione politica, come quella della renziana Lorenza Bonaccorsi o del segretario dei democratici del Lazio Fabio Melilli, sia altre più 'tecniche', come quella dell'attuale assessore alla Legalità Alfonso Sabella, chiamato dal sindaco proprio dopo l'esplosione dell'inchiesta su 'Mafia capitale'. Per far uscire dall'angolo il primo cittadino, però, starebbe prendendo sempre più corpo la decisione di coinvolgere l'attuale commissario del Pd romano Matteo Orfini, un po' per tamponare il suo iperattivismo nelle vicende romane, un po' per riportare anche dentro la Giunta capitolina quella garanzia di 'controllo' a cui è stato sottoposto il Pd cittadino negli ultimi mesi.  

IL NODO DEI CONTRATTI - Al di là delle valutazioni politiche, il problema più concreto rimasto sul piatto si chiama contratto decentrato. Dopo oltre un anno di trattative, proteste e tensioni, il salario accessorio per 24 mila dipendenti comunali è ancora regolato da quell'atto unilaterale approvato dalla Giunta nel luglio del 2014 e fortemente contestato dai sindacati. Il tavolo per la trattativa 'finale' era stato convocato per metà giugno, poi annullato con data da destinarsi e infine arenatosi. Prima il colpo 'amministrativo' con le dimissioni del segretario generale Liborio Iudicello, e poi ieri con quelle del vicesindaco che nelle mani aveva anche la delega al Personale. C'è già chi ha lanciato l'allarme. Dichiarano il segretario generale della Cisl Fp di Roma Capitale e Rieti, Roberto Chierchia, e Giancarlo Cosentino, membro della segreteria del sindacato: “Chiediamo una presa in carico della vertenza del salario accessorio da parte del sindaco Marino e del prefetto di Roma Gabrielli, per una vicenda che già da questo mese ma ancor più da settembre potrebbe pregiudicare sia l'avvio dell'anno scolastico sia ovviamente tutte le attività, Polizia locale compresa, inerenti al Giubileo”. 

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