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Dimissioni Improta, la replica dell'assessore: "Marino è stato scorretto"

L'assessore stigmatizza la modalità con cui il primo cittadino ha annunciato la sua decisione: “Ha preferito abbandonare la riunione e chiedermi a mezzo stampa le dimissioni, che ho già dato"

Improta a fare da capro espiatorio proprio non ci sta. E all'annuncio della richiesta di dimissioni che il sindaco Marino ha dato in pasto alla stampa insieme a quelle del cda di Atac, quale risposta ai disagi del trasporto capitolino risponde con una lunga nota stampa. L'assessore,che da tempo aveva annunciato la volontà di andarsene rimanendo però in sella, esprime rammarico per i tempi e per i modi con cui il primo cittadino ha scelto di comunicare la sua decisione: “Il Sindaco Marino ha avuto la possibilità di far concludere in modo leale e rispettoso la nostra collaborazione comunicandomi in Giunta, o a margine di essa, di aver maturato la decisione di sostituirmi coerentemente alla situazione che io da tempo avevo a lui prospettato” ha scritto. 

“Ha preferito invece abbandonare la riunione prima della sua conclusione e chiedermi a mezzo stampa le dimissioni, che ho già dato”. Anche il messaggio per Improta è scorretto: “Spiace altresì constatare che stia tentando in modo scorretto di accreditare il messaggio che i disagi che sta patendo la città siano responsabilità dell'assessore e del Consiglio d'amministrazione di Atac, dimenticandosi le valutazioni che abbiamo condotto in questi mesi e che coinvolgono anche altri livelli istituzionali".

Poi ha spiegato i motivi per cui, pur avendo deciso di andarsene, è rimasto: “Sin dal 22 giugno scorso ho manifestato inequivocabilmente e in più occasioni l'intenzione di rassegnare le dimissioni da assessore alla Mobilità e ai Trasporti di Roma Capitale e, come noto, solo per l'intervento del presidente del Pd Orfini e dello stesso sindaco Marino, ho accettato di congelare la situazione, senza sottrarmi alle incombenze straordinarie che sono nel frattempo maturate” ha scritto ricordando l'accordo con i sindacati.

Infine la difesa del cda di Atac, nel mirino, insieme a lui, della scomunica di Marino: “Vale la pena ricordare che il Cda di Atac è formato da due ottimi dirigenti dell'Amministrazione Comunale che, insieme al presidente Grappelli e all'amministratore Delegato Broggi, sono faticosamente venuti a capo di una situazione economico-finanziaria molto complicata” continua ringraziandoli. Per Improta, la richiesta di Marino è un “atteggiamento incomprensibile” perchè “le loro dimissioni, se rassegnate prima dell'approvazione del bilancio consuntivo 2014, condannerebbero l'Azienda municipalizzata al Commissariamento, la politica ad una sconfitta di proporzioni colossali, ma, soprattutto, vanificherebbero l'enorme lavoro che è stato fatto in questi due anni e deluderebbero il senso di appartenenza che la maggioranza dei dipendenti di Atac ha comunque manifestato all'Azienda e alla città, lavorando in condizioni difficili e venendo chiamati a rispondere di un livello di servizio certamente deludente” ha concluso.

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