Politica

Ama, salta il terzo dg. Raggi: "Se non rispettano il programma ne cambio altri 100"

La nota ufficiale di Ama: "Dimissioni per motivi personali"

Non c'è due senza tre. A poco più di un anno di distanza dalla sua elezione, la Giunta Raggi deve fare i conti con l'ennesimo cambio di guardia sulle poltrone che contano. Questa volta ad andarsene è il direttore generale di Ama, Stefano Bina. Uomo fidato della Casaleggio Associati era stato chiamato nella Capitale proprio dal Movimento cinque stelle che aveva messo subito alla porta Daniele Fortini, ereditato dalla precedente amministrazione.

Trasferitosi a Roma da Voghera nell'agosto del 2016, Bina è sopravvissuto alle dimissioni fulminee di Alessandro Solidoro, ed era stato confermato nel gennaio scorso dopo che il suo curriculum l'aveva spuntata sugli altri arrivati in seguito all'apertura di una gara pubblica. Obiettivo 2021, l'annuncio nel corso della conferenza stampa. Qualcosa, con il passare dei mesi, si è però arrugginito. Tra il manager lombardo e i Cinque Stelle della Capitale ma anche con il nuovo amministratore unico, il torinese Lorenzo Bagnacani, approdato ad Ama per l'ennesimo cambio ai vertici, prendendo il posto di Antonella Giglio, altro cambio. 

"Motivi strettamente personali" riporta il comunicato stampa ufficiale di Ama. Eppure la lettera con le dimissioni di Bina era sul tavolo da tempo, con decorrenza primo gennaio 2018. Il giorno dopo la vittoria elettorale a Ostia, Bina salta. La carica di direttore generale viene concentrata, ad interim, nelle mani del presidente e amministratore delegato Lorenzo Bagnacani. E la decisione potrebbe anche diventare definitiva, confermando così la scelta per i vertici di Ama una prassi consolidata della politica cittadina in tema di partecipate.

La notizia è stata accompagnata da una serie di inevitabili ringraziamenti. Compresi quelli dell'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari, con la quale non Bina non ha mai stretto un'intesa. "Intendo ringraziare per la preziosa collaborazione". Lo fa anche il presidente della commissione Ambiente, Daniele Diaco, che però non si risparmia un commento: "Ringraziamo l'ingegner Bina per il grande lavoro profuso. Siamo sicuri che Ama andrà avanti secondo il percorso delineato da questa amministrazione: con una governance solida porteremo avanti il piano industriale così come è stato deciso".

Più diretta la sindaca Virginia Raggi, intervistata da Giovanni Floris a diMartedì su La7: "Assessori e vertici delle partecipate inclusi hanno diritto di rimanere dove sono finché portano avanti il nostro programma" ha spiegato. Nessun rimpianto per l'ennesimo cambio ai vertici: "Se i programmi iniziano a divergere ne cambio altri 100 di assessori se serve. Chi sta con noi resta dentro, chi non ci sta, amici come prima". 

Inevitabili le polemiche: "In assenza di un progetto nero su bianco quale futuro si prospetta per l'azienda, quale risanamento?" si chiede la consigliera Pd Valeria Baglio. "Anche sui rifiuti si conferma l'inadeguatezza dei grillini in Campidoglio" la posizione di Andrea De Priamo vicepresidente dell'Assemblea capitolina e consigliere comunale di Fdi-An. Critico anche Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia in Campidoglio: "Ecco che ritornano le sane abitudini dei 5 stelle". 

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