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Le barriere acchiappa-rifiuti restano nei fiumi: “Abbiamo raccolto più di 12 tonnellate”

Avenali: “La Regione Lazio è stata la prima a capirne l'utilità di queste reti che abbiamo messo su Tevere, Aniene e Garigliano”

La barriera “acchiappa plastica” resta sul Tevere. L’ufficio di scopo “Piccoli comuni e contratti di fiume” della regione Lazio ha deciso di proseguire con l’esperimento avviato nel 2019. Almeno fino alla prossima estate.

Un periodo intenso per le barriere

“Questo è un periodo caratterizzato da piogge e da un trasporto di materiali intenso” ha ricordato Cristiana Avenali, la consigliera regionale che da rappresentante dei contratti di fiume ha progettato ed avviato la sperimentazione sui principali corsi d’acqua del Lazio. Non c’è soltanto il Tevere ad ospitare queste dighe galleggianti che, grazie alla loro presenza, impediscono a notevoli quantità di rifiuti di raggiungere il mare aperto. Oltre al principale corso d’acqua della regione, anche l’Aniene ed il Garigliano sono stati interessati dalla stessa sperimentazione.

I rifiuti intercettati

“Abbiamo raccolto oltre 12 tonnellate di rifiuti di cui più del 11% solo di plastica da bottiglie (PET), questo vuol dire, per dare un'idea, che abbiamo raccolto circa 32 mila bottiglie, oltre a vetro, tessuti, plastica di altra origine e poi scaldabagni, frigoriferi, bombole di gas e altro, e abbiamo evitato che tutto questo finisse in mare”ha spiegato Avenali che, interpellata da Romatoday, ha chiarito che le oltre 12 tonnellate si riferiscono al Tevere ed all’Aniene. A quella quantità, infatti, vanno sommati anche gli scarti recuperati nel Garigliano, il cui conteggio è in corso.

La proroga delle barriere

La buona notizia quindi è che il progetto che era legato al Tevere, anziché interrompersi a dicembre com’era previsto, grazie all’accordo raggiunto con il consorzio e gli altri attori coinvolti dalla regione, continua per almeno altri sei mesi. "Questa delle barriere è una delle azioni che ha caratterizzato la nostra azione sui fiumi” ha ricordato Avenali che ha sottolineato un aspetto: la regione Lazio è stata “la prima amministrazione pubblica a capirne l'utilità e stiamo facendo passi avanti nella tecnologia, per ottimizzare i risultati”.

Il recupero di oli ed idrocarburi

Non si punta solo al recupero delle plastiche e ad impedire che gli altri rifiuti solidi, trasportati dai fiumi, finiscano nel mare. “Sul Tevere, ormai da un anno, stiamo sperimentando anche la raccolta di oli e idrocarburi e, per il futuro abbiamo programmato di estenderle in tutta la regione grazie ai 3 milioni di euro stanziati sul  FESR” ha annunciato Avenali. In questi casi, vengono usate dei particolari panni assorbenti che permettono la “cattura” degli oli e degli idrocarburi che galleggiano sul corso d’acqua. Un altro aspetto da non trascurare, per la salubrità dei fiumi e degli ecosistemi lungo i quali scorrono, ed anche del mare che, inevitabilmente, finisce per raccogliere anche questo tipo d’inquinanti meno facilmente individuabili.
 

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