Palazzi storici: da Garbatella all'Appio Latino, decine d'edifici a rischio demolizione

Indice puntato contro i premi di cubatura

Il villino di via Ticino 3, nonostante l'attenzione mediatica che ha saputo suscitare, non si è salvato. La distruzione dell'edificio, per fare posto ad un palazzo di concezione moderna, potrebbe non essere l'unica. Secondo un'interrogazione recentemente presentata al ministro Franceschini, nella Capitale sono decine gli immobili che rischiano d'incorrere nella stessa sorte.

Il premio di cubatura

A lanciare l'allarme la senatrice di Sinistra Italiana Loredana De Petris. "La demolizione del villino del conte Naselli al quartiere Coppedè potrebbe essere solo l’inizio di una lunga serie di interventi in grado di arrecare gravi danni al tessuto edilizio dei quartieri di pregio limitrofi al centro storico" spiega De Petris. L'indice viene puntato sia contro la Regione che verso l'inerzia del Campidoglio. All'Ente governato da Zingaretti viene contestata la legge sulla rigenerazione urbana che "premia  interessi speculativi sul patrimonio esistente che nulla hanno a che spartire con la necessità di risanamento urbanistico dei quartieri e con le reali esigenze abitative”. 

L'inerzia del Campidoglio

Ma anche l'amministrazione pentastellata, non viene risparmiata dalle critiche. "In questa vicenda si registra anche l’inerzia dell’Amministrazione capitolina in carica – prosegue l’esponente di Sinistra Italiana – che ad oggi non ha ancora deliberato l’esclusione di alcuna area dall’applicazione della legge sulla rigenerazione. Sarebbe il caso che l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Luca Montuori, si risvegli dal torpore che lo caratterizza e in cui ha fatto precipitare l’urbanistica romana”. 

Il timore e la richiesta

Nell'interrogazione presentata al titolare del Mibact, De Pretris cita alcuni quartieri i cui edifici rischiano la demolizione. Sono Garbatella, Monteverde Vecchio, l'Appio Latino. Ma l'elenco potrebbe non esaurirsi qui. Quelli infatti "sono solo alcuni dei quartieri della Capitale", caratterizzati da un "tessuto edilizio di pregevole qualità", che potrebbe diventare oggetto di una speculazione incentivata dal preimo di cubatura. Da qui l'esigenza di tirare per la giacchetta il ministro Franceschini. “Nell’interrogazione – conclude De Petris – chiediamo che sia il Ministro dei Beni Culturali a dichiarare, con specifici vincoli, l’intangibilità dei tessuti edilizi storici, e il Ministro dell’Ambiente ad intervenire per salvaguardare le aree a rischio di speculazione inserite in Parchi e Riserve naturali già istituiti nel territorio di Roma”.

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