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Della Casa sfiduciata, Raggi la vuole delegata e tenta di convincere i suoi: "Serve continuità per i cittadini"

La sindaca in chat prova a spiegare le sue ragioni ma i mal di pancia continuano a montare. De Vito su sospensione dei consiglieri: "Probiviri non giudichino in modo superficiale"

Roberta Della Casa e Virginia Raggi (foto dalla pagina Facebook)

"Non possiamo mandare all'aria un percorso avviato che ha portato risultati effettivi". Così la sindaca Virginia Raggi si sarebbe rivolta ai consiglieri di maggioranza su chat di whatsapp, il cui contenuto è oggetto di indiscrezioni circolate in queste ore, per tentare l'impresa disperata: ripiazzare Roberta Della Casa, ormai ex presidente del IV municipio sfiduciata due giorni fa dall'intera maggioranza M5s del Tiburtino, nel ruolo di delegata, per trainare il municipio alle elezioni del 2021. 

Raggi fa i conti con una bomba a orologeria pronta a scoppiare, caricata del malcontento di una buona parte dei suoi consiglieri, che di far rientrare Della Casa dalla finestra dopo la "cacciata" in aula non vogliono sentire neanche parlare. La sindaca però tenta il convincimento spiegando le sue ragioni. E in chat fa riferimento a una serie di opere avviate sul territorio che, per il bene della cittadinanza, non possono essere interrotte, tipo "la riqualificazione dei mercati, le palestre scolastiche, la messa a norma degli impianti negli immobili pubblici, le illuminazioni pubbliche, i parchi e nuove aree verdi, lo sblocco della parte iniziale della Tiburtina, le delocalizzazioni ambulanti, la ripartenza dello SDO"

Poi scrive: "Non è il momento di fare giochi di palazzo" ma piuttosto quello di "continuare a dare risposte alla cittadinanza". Continuare quindi con Roberta Della Casa. Una strada impensabile per chi predica l'esatto opposto ovvero un segnale, netto, di "discontinuità". A chiederlo pubblicamente nelle scorse ore, con un post su Facebook, quattro consigliere presidenti di commissione, Donatella Iorio, Alessandra Agnello, Eleonora Guadagno e Maria Agnese Catini. Con loro, "rivale" di Della Casa sui territori, in eterna polemica con Raggi e pronta a sottrarle lo scettro di regina del Movimento romano, la minisindaca del VII Monica Lozzi. Stesso status pubblico sui social, stesso appello all'inquilina del Campidoglio. 

Anche il presidente dell'Aula capitolina Marcello De Vito, a freddo, due giorni dopo i fatti, si è espresso a riguardo. Ha definito la giornata della sfiducia, il 13 maggio, "dolorosa" e la decisione dei consiglieri "sofferta". Senza riferimenti espliciti alla nomina di Della Casa come delegata, si è però soffermato sul bisogno di ritrovare "unità". "È il momento di trovare insieme la chiave per rinascere". E ancora sulla sospensione dal Movimento dei 15 consiglieri, in concomitanza con la votazione della sfiducia all'ex presidente, parla di "tempistiche e modalità opinabili". Invitando lo stesso Collegio dei probiviri che si esprimerà sul caso a non limitarsi "a un giudizio superficiale e condizionato da vecchi schemi di partito". 

Decisamente più duri i toni del consigliere regionale M5s Marco Cacciatore, che ha proposito della sospensione ha parlato di "cancellazione della democrazia dal basso" e di una Della Casa "arroccata sulle posizioni del Campidoglio, anche quando non convidivise dal territorio". 

Insomma, è un coro di voci schierato quello che si è levato nelle ultime 48 ore, per lo più proveniente dall'area del Movimento vicina all'esponente grillina della regione Lazio Roberta Lombardi. Sarà dura per Raggi spuntarla, risposizionando l'ex minisindaca ai posti di comando e bypassando così le istanze dei suoi portavoce. C'è il rischio di uno strappo definitivo in una maggioranza comunque lacerata da continui scontri interni. E a un anno dalle urne, specie puntando a una ricandidatura che ha già mille ostacoli, la sindaca non può permetterselo. 
 

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