Fastfood e minimarket, bocciata la delibera Corsetti: "M5s dice no al decoro cittadino"

Ieri il provvedimento del consigliere Pd è stato votato in Aula. Un "niet" senza appello che scatena le polemiche dei dem. Alfonsi: "Ancora un'occasione persa per ristabilire la vivibilità dei rioni"

Nove mesi per portarla in Aula, e pochi secondi per buttarla in soffitta. L'Assemblea Capitolina boccia con un no categorico, senza discussione, la proposta di delibera del Partito Democratico, primo firmatario il consigliere Orlando Corsetti, per fermare l'invasione di fastfood e minimarket in città. Uno strumento legislativo che avrebbe consentito di porre un freno forte all'apertura di nuove attività commerciali di basso livello in quartieri e rioni cosiddetti "di movida". 

Uno stop al continuo proliferare di frutterie, friggitorie, "paninari", finti esercizi di vicinato che vendono alcol sottobanco, vero virus che miete vittime tra gli artigiani storici compromettendo la qualità del tessuto commerciale cittadino. La delibera prevedeva divieti rigidi a nuove aperture sia nel Centro storico ma anche in altre zone della città come San Lorenzo, Pigneto, Ponte Milvio e Città Giardino. Ma l'Aula ha detto no. E i democratici gridano allo scandalo. 

"Ecco uno schiaffo alle centinaia di residenti del Centro Storico che per mesi, attraverso incontri, discussioni e proposte concrete hanno lavorato alla stesura di questa delibera" hanno commentato la presidente del I municipio, Sabrina Alfonsi, e l'assessore al Commercio, Tatiana Campioni. "Alla faccia del cambiamento tanto sbandierato in campagna elettorale, i 5 stelle in Campidoglio hanno deciso che tutto può restare com'è, e che il processo di omologazione commerciale che ha fatto  completamente disperdere i caratteri identitari del tessuto urbano di un luogo prezioso come il Centro Storico di Roma può andare avanti. Noi continueremo la nostra battaglia"

D'altro canto l'assessore al commercio Adriano Meloni ha più volte ribadito l'intenzione di "ripulire" le aree centrali invase da attività legate al food. Una proposta di delibera dovrebbe arrivare a breve in giunta, termine di una serie di incontri con le associazioni di categoria e di residenti. A non convincere fin da subito le zone scelte per l'applicazione dei divieti, troppo ristrette. L'assessore sembrerebbe intenzionato a inserire tutto il sito Unesco nel perimetro dello stop, ma lasciando fuori altre zone prese d'assalto dal fenomeno come San Lorenzo, Ponte Milvio e Pigneto. 

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