Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Commercio, passa tra le proteste il regolamento Cinque Stelle: "Grande rivoluzione" 

Ok dell'Aula dopo tumulti e proteste di commercianti e opposizioni. Esultano i consiglieri di maggioranza, Ferrara: "Grande prova di compattezza e professionalità"

Proteste in aula (Foto Agenzia Dire)

Ventotto voti favorevoli, 10 contrari e nessun astenuto. Il nuovo regolamento del commercio su area pubblica passa la prova dell'Aula. Una seduta fiume il 30 maggio e oggi qualche ora per gli ultimi emendamenti rimasti (tutti bocciati) e la delibera a firma del Cinque Stelle Andrea Coia diventa legge, al netto del braccio di ferro con democratici e ambulanti, in protesta davanti agli scranni. 

"Oggi questa maggioranza ha dimostrato grande prova di compattezza e professionalità" ha commentato il capogruppo M5s Paolo Ferrara. "Questa proposta è rivoluzionaria e proietta Roma nel futuro. Oggi abbiamo dimostrato che questo gruppo sa lavorare, e con orgoglio voterà a favore del lavoro svolto dal consigliere Coia". Al voto finale ha partecipato anche la sindaca Virginia Raggi, mentre ambulanti e operatori presenti sono esplosi nell'ennesima protesta tra applausi ironici e grida varie rivolte alla maggioranza: "buffoni", "fascisti", "vergogna", "delinquenti". 

I CONTENUTI - Bocciato l'intero pacchetto di emendamenti presentati dalle opposizioni, è rimasto l'impianto iniziale della delibera, con qualche modifica apportata dalla maggioranza per superare l'iniziale parere contrario della Segretaria Generale. Limite fissato a 10 (5 nella versione originale) per il numero di licenze per nucleo familiare, una fideiussione per garantire il pagamento delle sanzioni, possibilità di somministrare bevande fino a un massimo del 10 per cento degli operatori alimentari, ma senza un orario fissato nero su bianco: la fascia 7-23 inizialmente inserita nell'articolo 24 è stata eliminata. 

E ancora, tra i criteri per l'assegnazione dei posteggi già esistenti tramite i bandi, l'anzianità varrà per il 40 per cento del punteggio. A seguire la certificazione di qualità della merce e l'assunzione di impegno da parte del soggetto, in caso di postazioni nel centro storico, "a rendere compatibile il servizio commerciale con la funzione e la tutela territoriale e, pertanto, a rispettare le eventuali condizioni particolari ivi comprese quelle correlate alla tipologia dei prodotti offerti in vendita e alle caratteristiche della struttura utilizata, stabilite dall'amministrazione competente". Più competenze e oneri dunque ai municipi, chiamati a gestire anche le postazioni a rotazione, con specifica "competenza della definizione e limitazione delle aree". La vigilanza invece sarà in capo al Dipartimento. 

Soddisfatto il proponente Andrea Coia che commentando riassume brevemente i punti chiavi: "Con la proposta 23/2017 si ripristina il decoro nella Capitale attraverso bandi finalizzati a preservare la qualità e fideiussioni a garanzia del pagamento delle sanzioni. Fino a oggi c'erano degli operatori che lavoravano con una residenza fittizia, la multa veniva inviata al finto domicilio e, di conseguenza, il sistema sanzionatorio non era efficace". E con il provvedimento "si rilanciano i mercati, estendendo la possibilità di somministrazione fino al 10% e la possibilità di consumo sul posto dal 10 al 60% a scelta dei Municipi". 

Sulla questione della sanatoria per le licenze cosiddette anomale, uno dei punti nel mirino degli attacchi dei democratici, Coia chiarisce: "Decadono secondo quanto previsto dalla legge. Se giudicate legittime verranno trasformate in altrettanti posteggi fissi da identificare con una conferenza di servizi entro 90 giorni. Tra le altre novità introdotte vi sono il divieto di attività di vendita in forma itinerante su aree estese dei Municipi e la lotta ai 'falsi itineranti'".

LE OPPOSIZIONI - Sul piede di guerra le opposizioni, compatte nell'esprimere la più ferma contrarietà. L'Aula ha licenziato "un regolamento che genererà solamente caos tra gli uffici capitolini e gli operatori" ha commentato il consiglieri di FdI, Maurizio Politi. "Rimane non affrontato il tema del decoro e delle procedure di assegnazione complessive. Si creeranno disparità tra municipio e municipio sui mercati rionali, che non verranno rilanciati ma vedranno solamente aumentate le imposte. Un altra occasione persa per la città, che non vedrà specializzare i mercati rionali e non coinvolge gli operatori in un piano di riorganizzazione complessiva. Le.grosse problematiche non vedranno alcuna soluzione. I nostri emendamenti migliorativi sono stati tutti respinti".

Stessi toni dal consigliere della Lista Marchini, Alessandro Onorato. "Questa delibera non è nient'altro che il pagamento di una cambiale elettorale. State dimostrando che le cambiali politiche firmate in campagna elettorale si pagano, il problema è che pochi mesi fa Coia le prometteva a tutti, mentre oggi la maggioranza M5S decide di pagarle solo ad alcune famiglie riuscendo così nell'impresa di scontentare tutti, sia il settore commercio che i cittadini, con un regolamento che non ha il minimo senso. Vediamo se da domani avrete ancora il coraggio di scendere in piazza con la bandiera 'No Bolkestein' oppure almeno vedremo conclusa questa vostra ennesima pagina di schizofrenia politica". 

Attacca ancora anche il Pd, accusato dai Cinque Stelle di stare dalla parte della famiglia di bancarellari più nota della Capitale, i Tredicine. "Avete pubblicato una foto con me e Angelo Pavoncello - interviene il consigliere dem Giulio Pelonzi - scrivendo di asse tra Pd e Tredicine: è chiaro a questo punto che non avete ascoltato le categorie, altrimenti sapreste che è il presidente dell'Ana-Associazione nazionale ambulanti, rappresentante degli urtisti della Comunita' ebraica di Roma. Semmai siete voi che avete nominato assessori vicini ai Tredicine in VII Municipio". 

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