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Bonus di 700 euro al posto dei residence: la giunta Marino approva la delibera

Si procederà gradualmente con la chiusura delle strutture e chi ne uscirà avrà 5.000 euro subito per caparra e mobili, e 700 al mese di affitto

Con una delibera la giunta Marino ha stabilito che non si ricorrerà più ai residence ma a un buono affitto da concedere alle famiglie in difficoltà. Si procederà gradualmente con la chiusura delle strutture e chi ne uscirà avrà 5.000 euro subito per caparra e mobili e 700 al mese di affitto. 

GIUNTA COMUNALE - "Abbiamo mantenuto un'altra promessa: con questo sistema superiamo la logica 'ghettizzantè di far vivere le famiglie in posti che ne ledono la dignità, a volte senza nemmeno il gas, e soprattutto con gli stessi soldi spesi meglio riusciamo ad aiutarne il triplo", ha spiegato il sindaco di Roma Ignazio Marino presentando la delibera al termine della seduta di ieri della giunta, in cui assieme all’assessore alla Casa, Emergenza Abitativa e Decoro Urbano, Daniele Ozzimo, ha presentato il programma dell’Amministrazione Capitolina per il superamento dell’emergenza abitativa attraverso la progressiva chiusura dei residence.

CAAT - In pratica, gradualmente, i contratti con i Centri di assistenza abitativa temporanea (Caat), nei quali sono alloggiate le famiglie che aspettano il proprio posto in graduatoria per l'edilizia pubblica residenziale, non verranno rinnovati e, man mano che gli occupanti ne usciranno riceveranno 5mila euro come buono-uscita che servirà per dare la caparra e comprare i mobili e poi un contributo di 700 euro per l'affitto fino a quando non otterranno l'assegnazione dell'alloggio popolare per il quale sono in attesa. "Questa delibera - ha spiegato l'assessore alle Politiche Abitative Daniele Ozzimo - dal prossimo bilancio ci sarà una voce di spesa diversa: se prima spendevamo circa 2500 euro a nucleo al mese per mantenere la famiglia nei residence, ora ne spendiamo meno e riusciamo ad aiutarne il triplo".

7 MILIONI L'ANNO - Una sorta di spostamento di risorse, insomma, che permetterà di dare una casa vera e propria alle 3700 persone che al momento sono ospiti in 13 strutture. "Si partirà dai primi 4 che hanno i contratti in scadenza o scaduti - ha aggiunto Ozzimo - e che ospitano 328 nuclei familiari, per una spesa complessiva di circa 7 milioni l'anno", che si ridurrà a 3 milioni. Prima della consegna dell'assegno, però, verranno fatti dei controlli con l'agenzia delle entrate e poi per vedere se le famiglie possiedono i requisiti richiesti e siano, quindi, in difficoltà economiche. "In questo modo - ha detto Marino - ripristiniamo anche la legalità nel rispetto della dignità di tutti per avere maggiore giustizia partendo dai più deboli".

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