Affrancazioni, slitta la discussione in Aula: "Possibile incompatibilità dei consiglieri"

Toccherà agli uffici dirimere la questione

Rimandata per incompatibilità. La discussione in Aula Giulio Cesare della delibera di Giunta che porterà a una riorganizzazione e a una semplificazione delle procedure per l’affrancazione e la trasformazione delle case di edilizia agevolata è slittata alla prossima seduta, scivolata sul possibile ‘conflitto di interessi’ dei consiglieri capitolini. Il provvedimento (numero 127 del 2018) definisce le modalità per calcolare da un lato gli importi da corrispondere al Comune per affrancare queste case, ovvero liberarle dal vincolo del ‘prezzo massimo’ con le quali possono essere vendute o affittate, dall’altra per trasformare la sola proprietà dell’abitazione in ‘diritto di superficie’, dove il terreno resta del Comune, nella piena proprietà.  

La delibera - Formule per il calcolo e detrazioni

A bloccare sul nascere il dibattito è stata la consigliera del M5S, Alessandra Agnello, presidente della commissione capitolina Lavori pubblici. La consigliera si è rifatta ad un articolo del Testo unico degli enti locali in merito al possibile caso di incompatibilità del voto dei consiglieri qualora la delibera sia di carattere specifico e non generale che si estende ai parenti fino al quarto grado. E considerando che in tutta Roma sono centinaia di migliaia le case realizzate in regime di edilizia agevolata, per un totale di oltre 100 quartieri, l’Aula ha deciso di interpellare il Segretariato generale in merito.

L’opposizione dem si è detta d’accordo con la scelta: “Crediamo che gli uffici si debbano prendere la responsabilità di dire se la delibera ricade nella fattispecie dell'articolo richiamato, e quindi è di carattere specifico, oppure no perché è di carattere generale” ha dichiarato il capogruppo del Pd Giulio Pelonzi. “Nel primo caso l'incompatibilità non riguarda il singolo consigliere ma si estende ai parenti fino al quarto grado: ma io come faccio a sapere se un mio prozio abita in un piano di zona della 167?".

È così che le migliaia di famiglie che abitano in queste abitazioni dovranno aspettare prima di vedere approvato il provvedimento che gli permetterà, tra le altre cose, di calcolare i costi di affrancazioni e trasformazioni prima di avviare la pratica. La delibera ha comunque sollevato le proteste di molti inquilini residenti che nel corso della commissione capitolina convocata ad hoc avevano sottoposto ai consiglieri e agli uffici una serie di emendamenti. Mentre per le affrancazioni vengono introdotte tutta una serie di agevolazioni, secondo questi cittadini il conto da pagare per le trasformazioni è invece troppo alto. “Alcuni degli emendamenti da noi proposti, relativi al calcolo di tali importi, sono stati respinti per scelta politica” spiega Gian Luca Riparbelli presidente dell’Unione dei comitati dei piani di zona. “Ci era stato promesso un tavolo di confronto tecnico, che però non è mai avvenuto”.

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