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Case prima dei servizi, dai municipi sostegno all'assessore Caudo: "Il Pd preferisce Cantiani"

Un documento, sottoscritto da consiglieri di Sel e lista Civica Marino, dichiara pieno sostegno all'assessore. Il Pd giovedì, votando con il centrodestra, ha di fatto preferito la linea del centrodestra

A due giorni dall'approvazione della delibera 70, quella che concede la possibilità di edificare ancor prima che vengano costruite opere di urbanizzazione, nei municipi esplode la rivolta di consiglieri e assessori di Sel e Lista Civica Marino contro il Partito Democratico. Non è piaciuta infatti la presa di posizione dei democratici capitolini che, sconfessando il proprio assessore, hanno votato l'emendamento di Roberto Cantiani (Nuovo Centro Destra). Così per un anno, invece che per sei mesi, i costruttori potranno continuare a beneficiare di questo privilegio. Tra le fila della maggioranza i consiglieri di Sel, insieme al consigiere Magi, si sono disocciati in aula Giulio Cesare. Ora la rivolta sbarca sui territori.

Un documento a sostegno dell'assessore Giovanni Caudo è stato firmato da 35 tra consiglieri e assessori di Sel e Lista Civica Marino, e da due esponenti dell'associazione antimafia DaSud. "Noi stiamo con tutti quegli amministratori", si legge, "che lavorano ogni giorno per opporsi a chi vorrebbe una città governata dai soliti poteri e a scapito del benessere dei cittadini. Ci siamo presentati in campagna elettorale con l’idea che un’altra città fosse possibile, abbiamo affermato, in discontinuità con l’amministrazione precedente, che l’interesse pubblico sarebbe stato al centro di ogni scelta politica. Il centro sinistra ha vinto perché è riuscito a far vincere quell’idea ed è su questo che si basa il consenso degli elettori".

Quindi il sostegno a Caudo: "Caudo vuole far vincere l’idea che un’urbanizzazione selvaggia non possa più continuare, che la Capitale di domani deve essere fondata su una riconversione degli spazi e non su un consumo infinito del suolo agricolo. Chiedere che i servizi essenziali a carico dei costruttori siano realizzati prima del rilascio della concessione a costruire, non rappresenta un atto straordinario, ma solo un elemento di civiltà".

E nel finale il documento lancia un appello al Pd: "Chi ha votato il rinnovo, da 6 mesi ad un anno, della delibera 70 voluta dalla giunta Alemanno non ha permesso di ristabilire un giusto equilibrio tra le esigenze dei costruttori e quelle dei cittadini. Facciamo appello a tutte le forze della maggioranza affinché si promuovano il riuso e la rigenerazione di aree già edificate e non si ridimensionino ulteriormente, in nome della crisi edilizia, le garanzie riguardanti la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, definite proprio per scongiurare le speculazioni edilizie e la costruzione di nuove abitazioni ad ogni costo".

La delibera, come detto, ha visto il voto contrario di Sel e Riccardo Magi (lista civica Marino) nella maggioranza e del Movimento Cinque Stelle tra le opposizioni. Per il resto il voto dell'aula è stato unanime a favore dell'anno in più di 'bengodi' (di fatto la delibera permette di iniziare i loro lavori prima di aver realizzato le opere di urbanizzazione, ndr)concesso ai costruttori. .

L'assessore Caudo, che visibilmente contrariato ha abbandonato l'aula, continua a non voler commentare l'accaduto. Il nervosismo nella maggioranza è però evidente. La stessa base democratica è in fermento e dopo il caso Borgna, con Sel si è di fatto aperta una nuova spaccatura. Evidente infatti tra i vendoliani il malumore per l'accaduto. "Di fatto i democratici hanno preferito Cantiani a Caudo" è la frase che con ironia viene pronunciata da più di un esponente di Sel. Così sotto l'albero il sindaco Marino, oltre alla lite Morgante-Improta, trova un nuova patata decisamente bollente.

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