Lunedì, 17 Maggio 2021
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Celio Azzurro, un altro colpo alla delibera 140: per i giudici "nessun danno erariale"

Ancora una sentenza delle toghe contabili smonta il provvedimento che ha portato allo sgombero di decine di realtà no profit della Capitale

Protesta Celio Azzurro

Per la Corte dei Conti la concessione al Celio Azzurro era assolutamente valida e regolare. E' uscita ieri la sentenza sulla scuola multiculturale finita nel tritacarne della delibera 140, come tante altre realtà no profit della Capitale. I giudici hanno assolto i dirigenti dell’ufficio patrimonio del Comune di Roma dall’accusa di aver prodotto un danno erariale alla città per aver dato in concessione a canone ridotto lo spazio di Salita San Gregorio al Celio alla Cooperativa Celio Azzurro. 

"Si tratta di una sentenza molto importante perché la Corte dei conti ha ritenuto che la concessione a Celio azzurro è stata validamente rilasciata sulla base dell’ordinanza del sindaco che aveva assegnato lo spazio alla Caritas e per essa a Celio Azzurro" spiega Massimo Guidotti, della cooperativa. "La Corte inoltre sottolinea che la destinazione dei locali per fini di pubblica utilità sociale operata dal Comune di Roma a favore di Celio Azzurro non li rendeva utilizzabili alla stregua di locali da affittare sul libero mercato". Viene così respinta la contestazione della Procura circa la presunta esistenza di un danno erariale nella gestione dello spazio assegnato a Celio Azzurro. 

La sentenza della Corte

Le toghe contabili si erano già espresse a metà aprile sulla delibera dell'ex giunta Marino che, con il fine di riordinare il patrimonio immobiliare capitolino, ha portato allo sgombero di diverse realtà no profit che avevano avuto gli spazi a canone calmierato negli anni, con richiesta di pagamento della differenza con l'affitto di mercato e saldo di tutto il pregresso. 

Il Tribunale ha stabilito che, alla scadenza delle assegnazioni, la richiesta di pagamento di affitti a prezzo di mercato non era praticabile. Perchè, semplicemente, la decisione adottata dal Campidoglio non era stata quella di monetizzare. Bensì d'investire sulle realtà no profit operanti nel campo socio-culturale. Anche perchè, come queste stesse organizzazioni hanno spesso dimostrato, la loro presenza aveva scongiurato un deperimento del patrimonio capitolino. Oggi i giudici tornano a confermare la stessa posizione. 

La posizione del mondo politico

Ora si attende il riesame della delibera da parte dell'amministrazione, come promesso dalla giunta Raggi. "La magistratura contabile ha contestato la possibilità di richiedere alle associazioni no-profit un prezzo di mercato per gli immobili oggetto di concessioni, anche se scadute – commentava l’assessore al Bilancio e Patrimonio di Roma Capitale Andrea Mazzillo – ed esclude che dal mancato rinnovo da parte del Comune possa derivare la risoluzione delle concessioni stesse. La posizione della Corte è quindi in linea con quella della nostra Giunta che ha sempre sostenuto l’importanza di tutelare l’uso dei beni per gli enti che svolgono attività e servizi di interesse pubblico, questi verranno disciplinate dal nuovo Regolamento sulle concessioni, che presto verrà discusso dall’Assemblea Capitolina e che conterrà una norma transitoria per gli affidamenti in essere".

Commenta così il consigliere del Pd capitolino, Orlando Corsetti: "Da tempo giace nei cassetti dell’amministrazione una proposta di cui sono primo firmatario con la quale è possibile regolarizzare tutte le associazioni che svolgono attività a carattere sanitario, assistenziale, culturale, sociale e politico (ad eccezione dei partiti) e di interesse generale, attuando un censimento caso per caso e procedendo al rinnovo delle concessioni a canone calmierato del 20%. Si tratta di una soluzione necessaria in attesa dell'approvazione di un nuovo regolamento condiviso con tutti i soggetti interessati. Dopo mesi di inutili attese e promesse sarebbe ora che la dignità dell’Amministrazione e della politica si ripigliasse i suoi spazi di decisione e di indirizzo che sull’argomento e che la Sindaca invece di continuare a boicottare la proposta di iniziativa consiliare da me presentata, facesse sentire la sua voce sia in difesa dei dirigenti che dei regolamenti che non ha mai né cambiato né abrogato". 


 

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