Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Ville storiche a rischio degrado: "Con mafia capitale stop a manutenzione e restauri"

La denuncia viene da Fabrizio Santori che spiega: "A villa Sciarra appalti fermi per le indagini. Stessa situazione villa Aldobrandini". L'elenco dei beni nel mirino del consigliere è lungo

Sono ‘piccoli’ gioielli che si nascondo nel tessuto cittadino della Capitale. Attirano cittadini e turisti, spesso per la storia che ricordano, spesso per il verde ricercato dove trovare un po’ di pace. Eppure rischiano di cadere al degrado dell’incuria e della mancata manutenzione. La denuncia viene dal consigliere regionale Fabrizio Santori: “Con la bufera Mafia Capitale crolla un sistema che ha coinvolto trasversalmente esponenti politici di primo piano, ancora in fase di approfondimento, e che rischia di compromettere il recupero di edifici storici oggi abbandonati al degrado nonostante recenti lavori di restauro” esordisce in una nota.

È il caso di villa Sciarra “tra Monteverde Vecchio e Trastevere, lasciata marcire a causa degli appalti per la manutenzione fermi per le indagini in corso” spiega Santori. “Altro caso vergognoso è Villa Aldobrandini su via Nazionale restaurata dopo oltre un anno per una spesa di 500mila euro. Il paradosso tutto italiano è che l’edificio cinquecentesco, pronto all’apertura al pubblico, rimane chiuso essendo stato bloccato l’appalto per la manutenzione, vinto con bando di gara dalla Cooperativa 29 Giugno di Buzzi e non rinnovato a seguito degli ultimi fatti”. 

Ma l’elenco non si ferma. “Tramite il Ministero dei Beni Culturali nel 2010 furono messi a disposizione di Roma Capitale oltre 4 milioni di euro per il risanamento tra gli altri del Giardino di Sant'Andrea al Quirinale (500mila euro complessivi), Villa Celimontana (900mila), Villa Carpegna (800mila), Parco di San Gregorio al Celio (200mila)” continua il consigliere. “Tutti questi parchi storici sono attualmente senza manutenzione e dunque soggetti al degrado”. Infine “Villa Torlonia, le cui aree dove sono caduti gli alberi per il nubifragio a giugno risultano transennate”. 

Attacca Santori: “Tutto questo rappresenta l’ennesima dimostrazione da parte del sindaco Marino e del Premier Renzi di non avere le competenze e la credibilità per far ripartire Roma e l’Italia a partire da quanto di più prezioso abbiamo”. 

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