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Decreto svuota carceri: "Cala il numero dei detenuti ma i problemi restano gli stessi"

La denuncia è della Federazione Nazionale della Sicurezza del Lazio. Il 31 gennaio scorso i reclusi nella Regione erano 6.849, oltre 2.011 in più rispetto ai posti disponibili. Adesso si attendono investimenti sul personale

"Un passo avanti importante e rilevante, utile alla deflazione delle carceri ma i problemi restano gli stessi". Così la Federazione Nazionale della Sicurezza Cisl del Lazio ha commentato il decreto svuota carceri approvato alcuni giorni fa in via definitiva dal Senato che prevede uno sconto di pena per buona condotta aumentato da 45 a 75 giorni per ogni 6 mesi di detenzione (ad accezione di reati gravi quali omicidio, violenza sessuale, mafia, rapina aggravata ed estorsione).

I dati, infatti, parlano chiaro. Secondo il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, il 31 gennaio 2014 i reclusi presenti nei 14 istituti della Regione erano 6.489, oltre 2.011 in più rispetto ai 4.838 posti disponibili. Numeri sempre più preoccupanti perché si sommano alla cronica carenza di personale di Polizia Penitenziaria e di risorse finanziarie necessarie a garantire il funzionamento degli istituti e le manutenzioni ordinarie. Drammatico il caso del Nucleo Traduzioni e Piantonamenti del Polo di Rebibbia, costretto a turni massacranti e a lavorare in condizioni di assoluta mancanza di sicurezza.

"Adesso" spiega la FNS "ci auspichiamo che la medesima e solerte attenzione sia riservata agli investimenti per attuare finalmente un deciso secondo moduli e criteri avanzati. Servono investimenti per potenziare numericamente e professionalmente l'organico degli educatori, degli psicologi e di tutte quelle figure che operano nei servizi sociali dell'esecuzione penale esterna".

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