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Immagine d'archivio

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Roma Multiservizi, il Comune ignora il Tar e non paga i debiti: deve all'azienda partecipata 6 milioni di euro

Il Campidoglio ha maturato un debito nei confronti della società per servizi resi tra il 2009 e il 2014, riconosciuto da un pronunciamento del Tribunale. A oggi ha pagato solo 1 milioni e 200mila euro

Sei milioni di euro. È la cifra che spetta a Roma Multiservizi e che il Comune, ignorando una sentenza del Tar, non ha ancora pagato. Parliamo dell'azienda partecipata di Ama che con con i suoi circa 3mila dipendenti si occupa della pulizia di nidi e materne, della manutenzione del verde, del trasporto scolastico in città. 

Il debito verso Multiservizi

Il Campidoglio ha maturato un debito nei confronti della società per servizi resi tra il 2009 e il 2014, riconosciuto da un pronunciamento del Tribunale. Si tratta di mansioni dei lavoratori da rivalutare sulla base del costo del lavoro e della vita, in linea con un tabellario elaborato dai ricorrenti sulla base di calcoli Istat e riconosciuto dai giudici che hanno accolto il ricorso. Un cifra ancora da fatturare che ammonta a 7 milioni e 244mila euro. 

La sentenza del Tar

Il Tar con sentenza del 22 ottobre 2020 che RomaToday ha potuto visionare, ha riconosciuto, si legge nel dispositivo, "l'obbligo di Roma Capitale ad istruire il procedimento di revisione dei prezzi sia per il periodo dal 1 settembre 2009 al 31 luglio 2011 che per quello di successiva proroga del contratto dal 1 settembre 2013 al 31 luglio 2014". Rigettando le ragioni del Comune sull'inapplicabilità delle rivalutazioni dei costi per una parte del periodo contestato, quando secondo il Campidoglio si trattava di un rinnovo di contratto (al quali le su citate rivalutazioni da normativa non si applicano) anziché di un proroga.

Le mancanze del Campidoglio

Insomma, il credito per Multiservizi è stato pienamente riconosciuto. E fino ad oggi ha pesato sulle casse dell'azienda, che ha comunque provveduto al pagamento regolare degli stipendi riconteggiati. Il dipartimento Scuola però, nonostante inizialmente abbia assicurato il rispetto della sentenza, ha accantonato solo 1,2 milioni di euro nelle casse della Ragioneria Generale, come riportato in una nota interna - che RomaToday ha potuto visionare - inviata a Roma Multiservizi a firma della direttrice del dipartimento Ivana Bigari, a metà febbraio. 

"Con ns. nota QM/4005 del 12.2.2021 abbiamo richiesto alla Ragioneria Generale - IV Direzione Rendicontazione e Monitoraggio U.O. Rendiconto e Rendiconto Consolidato, l’accantonamento al fondo di passività potenziali per € 1.201.504,62 relativamente alla condanna ricevuta per la revisione dei prezzi sull’affidamento dei servizi in global service erogati nei nidi e nelle scuole dell’infanzia a favore della Roma Multiservizi S.p.A. per i periodi 1 settembre 2009 - 31 luglio 2011 e 1 settembre 2013 – 31 luglio 2014 e relativi interessi legali". Un milione e 200 mila euro circa. Ne mancano ancora sei. 
 

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