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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

M5s, lo scontro tra grillini non si placa. De Vito a Stefàno: "Su Ztl parole integraliste e pericolose"

Replica poi Stefàno tirando in ballo le vicende giudiziarie che coinvolgono De Vito: "Tu a processo per un reato gravissimo eppure continui a ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio comunale"

Volano stracci in maggioranza. La tensione tra i grillini non si placa. L'ultimo litigio, con parole dure da entrambe le parti, coinvolge il consigliere Enrico Stefàno e il presidente del Consiglio comunale Marcello De Vito. Tra i due da tempo non corre buon sangue. "Caro consigliere Stefàno, la tua mi sembra una dichiarazione impensabile da accogliere perché esageratamente integralista e dunque pericolosa" scrive De Vito. "Vedi Marce' tu sei l'esempio lampante della crisi di identità del M5s di cui parlo" replica Stefàno. Uno scambio pesante, reso pubblico e affidato come spesso accade alle bacheche di Facebook. Vediamolo dal principio.  

Ieri Stefàno, ribadendo la sua posizione fermamente contraria alla riapertura dei varchi perché a suo dire inutile anche nell'ottica emergenziale di sostenere le attività produttive in tempi di emergenza covid, approfitta per allargare l'invettiva al Movimento tutto, che starebbe "morendo lentamente". Parla di "crisi d'identità" e di passi indietro "sulle vecchie conquiste della città". Un post tanto duro quanto coerente con la posizione dissidente presa da Stefàno e da altri quattro consiglieri grillini (Angelo Sturni, Donatella Iorio, Marco Terranova, Alessandra Agnello), tutti contrari alla ricandidatura di Virginia Raggi se non confermata da un voto della base. Consiglieri che hanno addirittura aperto una nuova pagina Facebook, "Il piano di Roma", per discutere del futuro della città. 

Alle parole di Stefàno risponde De Vito, altrettanto duramente. Favorevole alla riapertura della Ztl, non è la prima volta che tra i due scattano liti. Nonostante lo stesso De Vito non sia d'accordo con la riconferma di Raggi candidata senza passare dal voto on line, tra i due non corre buon sangue. Ricordiamo quando De Vito segnalò Stefàno al Collegio dei Probiviri per aver ostacolato, è l'accusa, una sua delibera che prevedeva la realizzazione del Forum Sviluppo 2030-2050 (qui i dettagli). "Mi chiedo di quale crisi di identità tu stia parlando" tuona ora il presidente dell'Aula capitolina. "Continuiamo ad essere favorevoli alla necessità di aumentare il trasporto pubblico riducendo quello privato spingendo per incentivare tutte le forme di mobilità sostenibile in linea con i nostri principi, ma c’è modo e modo di raggiungere un obiettivo". 

Poi ancora: "Quella che stiamo vivendo è una fase particolarmente delicata a causa dell’emergenza Covid che ha travolto le nostre vite, credo sia necessario sostenere il commercio anche garantendo la possibilità di spostamenti più sicuri rispetto alla capienza dei mezzi pubblici che spesso viaggiano con un numero di persone superiore a quello consentito". Poi bolla le parole di Stefàno come "integraliste" e "pericolose". Insomma, dentro il Movimento le fratture si consolidano e ogni pretesto sembra buono per attaccare il vicino. Una lunga crisi che non accenna a placarsi. 

La replica: "Tu presidente dell'Aula ma sei a processo"

Ieri in tarda serata lo stesso Stefàno ha a sua volta replicato con parole se possibile ancora più pesanti. "Vedi Marcè - comincia il post su Facebook -  tu sei l'esempio lampante della crisi di identità del MoVimento 5 Stelle di cui parlo". Stefàno fa qui riferimento alle vicende giudiziarie che coinvolgono De Vito, a processo in un filone dell'inchiesta sullo Stadio della Roma accusato di corruzione e traffico d’influenze. "Sei attualmente a processo per un reato gravissimo, e continui a ricoprire quel delicato, prestigioso e "super partes" incarico (presidente del Consiglio comunale, ndr). Come se nulla fosse. Come se a novembre 2019 (termine dei domiciliari, ndr) fossi ritornato da un viaggio all'altro capo del mondo. Come se i ruoli che si ricoprono fossero un qualcosa di personale, di proprietà, da portare via con se. E non un servizio che si presta alla comunità, che al primo accenno di mancanza dei requisiti deve essere rimesso nella disponibilità della collettività. Per rispetto, per eleganza, per coerenza". E ancora: "Ma non basta. Ti permetti anche di pontificare sul tema dei trasporti, di proporre strategie, di sancire cosa è giusto o sbagliato, quasi deridendo chi da dieci anni si fa il cd "mazzo" sul tema".

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