rotate-mobile
Sabato, 21 Maggio 2022
Politica Flaminio / Viale Pietro De Coubertin

Roma in guerra con Torino: blindate le date del Festival del Film

Il presidente e il direttore artistico di Roma Paolo Ferrari e Marco Muller: "Abbiamo tentato in tutti i modi di accontentare Torino ma non possiamo anticipare"

Se prima la polemica era con Venezia, ora il Festival di Roma è andato in guerra contro Torino. Guerra più nelle parole che nei fatti: le date dell'edizione 2012 del Festival Internazionale del Film di Roma sono già state scelte e blindate dal Cda. A nulla è servita la diplomia tentata dal Mibac, gli interventi di Fassino e quelli degli amministratori Torinesi: il festival romano si svolgerà tra il 9 e il 17 di novembre.

 Il presidente e il direttore artistico di Roma Paolo Ferrari e Marco Muller hanno spiegato però che nulla era possibile per distanziare le due rassegne (quella piemontese parte a una settimana dalla chiusura di quella laziale): "abbiamo tentato in tutti i modi di accontentare Torino - ha detto Ferrari - ma non possiamo anticipare perché abbiamo il problema dell'American Market, e le strutture che usiamo sono occupate e ci sono dei contratti. Per l'anno prossimo avremo molto più tempo per discutere". Del resto, sottolinea Muller "ci sono tante situazioni in cui festival contigui convivono, come Montreal che finisce il 3 settembre e Toronto che comincia il 6. Già dai primi di febbraio ho cercato sia Martini che Amelio. Ci sono degli imperativi: ho segnalato subito che bisognava armonizzare le date ma non ho fatto una sola dichiarazione contro Torino".

Ma sotto la Mole non ci stanno: "mi spiace - ha commentato l'assessore regionale alla Cultura Michele Coppola che le istituzioni romane abbiamo dovuto accettare il ricatto di Muller". Il Cda di oggi ha comunque fissato alcuni punti di quella che sarà la rassegna capitolina: il bilancio, che è attorno agli 11 milioni; la sede che resta esclusivamente l'Auditorium; ma soprattutto sono stati approvati i contratti sia del direttore generale Lamberto Mancini che dello stesso Muller, che firmerà domani un accordo per tre anni da 120 mila euro l'anno. Tutte decisioni che però non sono state prese all'unanimità: contro hanno votato la Camera di Commercio con Andrea Mondello e la Provincia di Roma con Massimo Ghini: "c'erano alcuni punti che potevano essere approfonditi e invece sembravano tutti indiscutibili. I contratti prima erano rinnovabili di anno in anno, e la maggioranza del Cda non ha mai voluto prendere in considerazione altre date. Di questa posizione Muller si deve prendere la responsabilità ".

Il direttore artistico pensa però già alla prossima edizione: "abbiamo iniziato a lavorare subito dopo la nomina. Ci sarà un potenziamento e un arricchimento del concorso, del fuori concorso e degli extra. Le rassegne saranno ripensate da chi le ha sempre organizzate". Il tempo stringe, però, come sottolinea anche il nuovo dg Lamberto Mancini. Muller però non sembra preoccupato: "sono stato nominato responsabile cinema della Biennale ad aprile 2004, e la mostra è partita ad agosto". Quali saranno i film? Arriverà, come si dice da mesi, l'ultimo Quentin Tarantino? Muller per ora non si sbottona, ma rivela che sarebbe lieto di istituire dei premi per le categorie tecniche. Intanto si gode la sua nomina, per la quale manca solo la firma: "ora potrò smettere di cantare - scherza - la canzone che ho cantato negli ultimi cinque mesi: 'Roma nun fa la stupida stasera...' ".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Roma in guerra con Torino: blindate le date del Festival del Film

RomaToday è in caricamento