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Daniele Frongia

Daniele Frongia

"Ho sondato la Fiera di Roma come spazio per il basket. Così ho provato a salvare la Virtus"

Intervista a Daniele Frongia, assessore allo sport di Roma Capitale: "Sul Pala Tiziano mi posso assumere tutte le responsabilità. Vi spiego la storia della mancata sponsorizzazione di Acea"

La Virtus Roma dopo 60 anni di storia ha chiuso i battenti e si è ritirata dal campionato. Una perdita incalcolabile per i tifosi e la città, un danno di natura tecnica e di immagine per la Legabasket. La palla a spicchi, oggi, è un mondo senza ricavi: le squadre soffrono per mancanza di liquidità e aiuti soprattutto per la situazione drammatica relativa alla pandemia. 

Assessore, il suo punto di vista su questo triste momento del basket cittadino?

La perdita della serie A1 è un dramma per la Capitale, inutile minimizzare o accampare scuse. Conosco la storia di questa compagine molto bene, in modo particolare ho seguito con molta attenzione il periodo relativo agli anni 90. Ero presente il giorno dello scudetto nel 1983 ed ero abbonato all’epoca della sponsorizzazione del Messaggero, adoravo Michael Cooper anche se i risultati sul campo di quella squadra sono stati inferiori alla attese. Era un momento d’oro per gli appassionati. Voglio sottolineare che il basket continua a vivere in città: credo sia indispensabile sottolineare la presenza dell’Eurobasket e della Stella Azzurra che in serie A2 sono delle realtà molto importanti che meritano maggiore attenzione. Questo fine settimana è in programma il derby anche se la situazione non permette un'adeguata cornice di pubblico. Detto questo resta il dramma sportivo della perdita della A1 e della storia della Virtus, come accennato in precedenza si tratta di tragedia sportiva in piena regola che mi addolora profondamente.

In chiave Virtus è stato aspramente rimproverato di non aver fatto abbastanza, molti tifosi si lamentano delle istituzioni cittadine. Cosa vuole rispondere?

Comprendo la rabbia dei tifosi, sono il primo a soffrire per questa situazione. Ci può stare che sui social qualche utente si spinga a dare la colpa a me o al comune, è una perdita importante. Voglio sottolineare che ci siamo prodigati con generosità per trovare una soluzione. Ricordo decine di tentativi che ho sempre documentato, abbiamo risposto ai vari appelli che ci hanno rivolto. Abbiamo segnalato dei bandi con degli impianti che potevano servire alla squadra, cercato di agevolare il dialogo con possibili sponsor potenziali, provato a fornire visibilità alla campagna di crowdfunding dello scorso anno anche se non è andata bene. Senza ricavi e un main sponsor (unica realtà nella massima serie) è davvero complicato restare a galla.

Quali aree avete segnalato per trovare una casa del basket per la Virtus?

I problemi urbanistici/sportivi in città sono precedenti alla nostra gestione. Siamo consapevoli che la situazione non è semplice per chi prova a fare sport ai massimi livelli ma abbiamo lavorato per trovare una soluzione. Ricordo di aver verificato la disponibilità della ex fiera di Roma che però avrà un'altra destinazione, una decisione presa prima del nostro avvento. Ho sondato la possibilità di uno spazio dedicato presso la nuova fiera di Roma ma è una risorsa che non è esclusivamente nostra, non abbiamo il pieno controllo di questa struttura. Il padiglione 12 ad esempio io lo avrei adibito alla pallacanestro: c’è spazio in abbondanza per praticare sport ad alto livello e per delle tribune mobili in grado di ospitare migliaia di persone. Ci ho lavorato incessantemente dal 2017 ma pochi soggetti hanno sensibilità verso lo sport, la pallacanestro in modo specifico. Molti ci hanno rimproverato le spese per giocare al Palazzo dello Sport ma anche in questo caso il comune non ha il controllo della struttura. Ci sono dei costi di gestione incomprimibili. Abbiamo fatto molti incontri per cercare uno spiraglio e dare una mano. Pressioni non ne posso fare ma il nostro interessamento attivo non è mai mancato, abbiamo speso molto tempo per trovare un compromesso. Va bene prendersela con noi, comprendo pienamente la frustrazione dei tifosi, ma abbiamo fatto davvero quanto possibile.  

Il punto dolente è il palazzetto di Viale Tiziano, cosa ci può dire in merito?

La struttura in questo caso è nostra al 100% e sotto mia piena gestione. In questo caso mi posso assumere tutte le responsabilità. Nasce tutto nel 2016 dopo un sopralluogo, la situazione era davvero incredibile. L’impianto di aereazione era completamente avvolto da uno strato nero, mancava una seria manutenzione dagli anni novanta, se ricordo bene un tecnico è risalito al 1989 come ultimo intervento degno di nota. Le squadre che ci hanno giocato nel corso degli anni hanno ovviamente fatto dei lavori, ad esempio è stato sostituito il parquet più volte, ma a livello di impiantistica c’è stata troppa incuria. La caldaia era a serio rischio e in una situazione oggettivamente pericolosa. Ho dovuto prendere una decisione impopolare che rifarei in quanto necessaria, la sua chiusura non ha fatto certamente piacere a nessuno. Ci sono stati dei ritardi anche se ormai siamo in dirittura di arrivo, partiremo tra pochi mesi, contiamo di avviare celermente i lavori. Accetto le critiche sulle tempistiche ma abbiamo dovuto accorpare dei lotti dei lavori, rifare il progetto, rivedere tutti gli impianti, un lavoro davvero importante che ha richiesto tempo e risorse notevoli. Mi auguro una assegnazione lampo a inizio 2021.

C’è la speranza che la Virtus torni a vivere con questo nome?

Sono molto rammaricato di questo epilogo, noi ci siamo per sostenere la sua eventuale rinascita ma per gestire una compagine di A1 occorrono diversi milioni di euro. Non abbiamo notizia di soggetti interessati ma ribadisco la nostra disponibilità e interesse. Il problema non erano certamente i 30 mila euro della rata FIP come ho letto su diversi organi di stampa, ma costi gestionali che non erano più sostenibili senza gli incassi del botteghino e un main sponsor in grado di ammortizzare gli scarsi ricavi. E’ una crisi che parte dal 2012 se si analizza la situazione con la giusta oggettività, Toti ha cominciato a cercare da quel momento un nuovo soggetto in grado di sostenere le spese. Ovviamente gli rendo merito di aver sostenuto la squadra per anni con risorse personali e un impegno che ha portato Roma ad alti livelli.

Può spiegare meglio il discorso della sponsorizzazione “mancata” di Acea? Avrebbe salvato la squadra quest’anno?  

Cerco di spiegare bene questo punto delicato. Si tratta di una azienda quotata al 51% con Roma Capitale ma è totalmente indipendente dalle richieste del comune e non è tenuta a prendere in considerazione richieste sulle sponsorizzazioni. C’è una procedura codificata ben precisa che la rende indipendente. Acea è completamente libera da questo punto di vista. Spingere, forzare, operare pressioni su una partecipata da questo punto di vista non era possibile e configurava un possibile reato. Abbiamo cercato di far accogliere l’istanza proposta dalla Virtus ma l’azienda mi ha spiegato che hanno preferito impiegare fondi per sostenere l’emergenza Covid. Non c’è stata una azione ostativa da parte mia o di altri soggetti da questo punto di vista, avrei certamente preferito un sostegno attivo ma non potevo pressare per questa soluzione. Mi lasci dire che i problemi strutturali erano tali che nemmeno con il palazzetto a disposizione e questa sponsorizzazione la stagione si sarebbe conclusa felicemente.   

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