Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Rom, Danese: "Pronto regolamento per i campi, e forse il buono casa"

L'Assessore al Sociale rivendica azioni sul fronte dell'accoglienza alla comunità rom della Capitale. Lo fa durante la presentazione del report dell'associazione 21 Luglio sui centri di raccolta

Un nuovo regolamento all'interno dei campi, l'estensione (forse) del buono casa, e un'azione mirata al dialogo con le singole famiglie. L'assessore al Sociale Francesca Danese rivendica "importanti novità" sul fronte delle politiche di accoglienza rom. Lo fa durante la presentazione del report su costi e gestione dei centri di raccolta, illustrato questa mattina dall'associazione 21 Luglio.

Anche le sette struttura di accoglienza in muratura, come i campi del resto, hanno costi stellari. E restano in piedi, tra minacce dall'Europa e condizioni strutturali al limite della legalità. Uno studio che sancisce ancora una volta il fallimento delle politiche, tutte romane, di accoglienza a rom e sinti. 

Lo ammette lo stesso assessore al Sociale, Francesca Danese. "Veniamo da anni e anni di strategie di gestione che si sono rivelate perdenti". E che, tra campi-ghetto esca del malaffare di Mafia Capitale, azioni esclusivamente emergenziali, e soldi spesi senza avviare alcun percorso di inclusione, ci costano la spada di Damocle dell'Europa, che ha più volte minacciato di avviare contro Roma procedure d'infrazione. 

L'obiettivo indicato è uno: chiudere campi e centri di raccolta, per avviare percorsi di integrazione che non rimangano lettera morta. Il Campidoglio è compatto sul punto. Lo ha detto il sindaco, lo chiedono le associazioni. Sul come però è tutto, o quasi, da scrivere. Danese nel merito resta vaga -"non si fa dall'oggi al domani"- ma mette il cappello su azioni "nuove che segnano la discontinuità con il passato".  

IL REGOLAMENTO - Primo, un regolamento per i campi. "Quando sono arrivata non c'era, lo abbiamo stilato pensando non a qualcosa di specifico per i rom, ma semplicemente una serie di regole che valgano in linea generale per l'accoglienza. Sarà applicato in tutte le strutture che accolgono, dai rom ai bambini fino ai minori stranieri, altrimenti potremmo essere accusati di razzismo e xenofobia". 

Sui tempi per l'approvazione, "stiamo aspettando la risposta ad alcuni quesiti giuridici, appena la avremo, penso in meno di un mese, potremo portare il regolamento in Giunta e poi in Assemblea capitolina". 

RIFIUTI NEI CAMPI - Sempre all'interno dei campi si pensa anche a un sistema di raccolta dei rifiuti con bidoni per la differenziata, come avviene in tutta la città. "Stiamo lavorando a un accordo con il Prefetto per concertare un'azione di pulizia mirata dei campi e per inserire i secchioni per dividere l'immondizia". 

USCIRE DAI CAMPI - Accanto a regole e pulizia Danese accenna a possibili strade per avviare la fuoriuscita delle famiglie dai campi. Sul tavolo la possibilità di estendere il buono casa, già previsto per gli abitanti che usciranno dai residence. "Per questo passaggio però c'è bisogno di una ulteriore delibera, visto che il buono era stato pensato per la fuoriuscita dai residence delle famiglie che vivevano al loro interno". Poi, prosegue l'assessore, "ci sono molti rom che vogliono tornare in Romania". 

"Per questo stiamo dialogando con il governo romeno e stiamo pensando a un collegamento con imprenditori italiani che sono in Romania per realizzare un'attività di formazione e permettere così loro di tornare a casa". Un lavoro con singole famiglie improntato su dialogo e ascolto sarebbe stato avviato anche nel Best House Rom di via Visso. "Un mostro da chiudere" come lo definì durante una visita la stessa Danese, che però è ancora in piedi. 

"Stiamo aspettando la fine della scuola - spiega l'assessore che aveva promesso la chiusura a marzo - perché ci sono tanti bambini che per fortuna vanno a scuola, e chiudere ora vorrebbe dire vanificare l'azione svolta sul fronte dell'istruzione". Ma, precisa, "stiamo lavorando all'uscita dal centro con cinque famiglie". Una scelta improntata a imbracciare soluzioni che non siano etnia-specifiche, ma che tengano conto delle peculiarità del singolo e dei nuclei familiari. Il tutto sempre aspettando i sigilli ai campi. A quando? Sui tempi l'assessore non si pronuncia, solo un vaghissimo riferimento. "In breve tempo ne chiuderemo due". 

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