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Immagine di repertorio

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Tra lezioni online e south working il Covid 19 svuota le case per i fuorisede: a Roma offerta più che raddoppiata

Un'analisi dell'Ufficio studi di Immobiliare.it fotografa la situazione: boom della domanda e prezzi congelati

A marzo si sono ritrovati da un giorno all’altro a pagare costosissime stanze che non servivano più. Con le università chiuse e il passaggio alla didattica a distanza molti studenti sono tornati a casa nelle città d’origine. Altri sono rimasti intrappolati nei loro appartamenti con l’unico obiettivo di andarsene non appena possibile. La maggior parte di coloro che avevano un lavoro per pagarsi le spese l’ha visto sfumare nel nulla in poche ore a causa del lockdown. Sostegni economici dal parte del Governo sono stati scarsi se non inesistenti. ? così che migliaia di studenti fuorisede, nel settembre che sta per iniziare, preferiranno continuare a studiare da casa in attesa di capire cosa accadrà nei prossimi mesi. Da San Lorenzo a Ostiense, dal Pigneto a piazza Bologna, in molti quartieri universitari centinaia di case sono destinate restare vuote, in attesa anche per qualche settimana. Vale anche per i lavoratori fuori sede, molti dei quali oggi sono ancora in smart working.

A fotografare la situazione è l’Ufficio studi di Immobiliare.it, uno dei principali siti di annunci per vendita e affitto di appartamenti. In un’analisi pubblicata alla fine di agosto emerge come il 2020 registra un’impennata nell’offerta di appartamenti in affitto per studenti e lavoratori fuori sede, con picchi che arrivano al 290 per cento su scala nazionale. A livello nazionale la disponibilità di camere rispetto al 2019 è più che raddoppiata (+149%). Questo, per l’analisi redatta da Immobiliare.it, significa una cosa: “Il Covid-19 ha avuto come effetto collaterale quello di svuotare le stanze generalmente affittate agli studenti e ai lavoratori fuori sede”. Commenta Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it: “Studenti e lavoratori che sceglievano soluzioni abitative transitorie, come quelle di una stanza singola o di un posto letto in una doppia, hanno preferito in molti casi abbandonare momentaneamente le città, in favore di spazi più ampi e di un risparmio sull’affitto”.

In merito Roma ha visto la sua offerta raddoppiata con un incremento del 130 per cento anche se in altre città l’impatto è stato maggiore. A Milano, per esempio, l’offerta è cresciuta del 290 per cento e Bologna del 270 per cento. 
In questo quadro, va specificato, la domanda non si è azzerata, spiega l'analisi di Immobiliare.it che parla di “destagionalizzazione delle richieste”. A Roma la domanda di stanze singole e posti letto è aumentata del 23 per cento rispetto al 2019. A Milano del 25 per cento, a Bologna del 35. “Quest’anno rileviamo quasi ovunque nel mese di agosto un aumento rispetto alla domanda consueta di questo periodo, indice che l’interesse c’è”, spiega Giordano, “ma si sta temporeggiando, in attesa di capire gli scenari che si prefigureranno”.

Intanto l’aumento di domanda ha avuto l’effetto di congelare i prezzi, senza però registrare un crollo. “Il confronto anno su anno ci rivela che a fronte di un picco dell’offerta i prezzi per ora tengono” continua Carlo Giordano. “Il mercato immobiliare è più lento rispetto ad altri nell’assorbire il contraccolpo di avvenimenti esterni, come il Covid-19, ed è troppo presto per dire se ci sarà un impatto anche sul prezzo delle stanze in affitto”. 

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