Sabato, 15 Maggio 2021
Politica Monteverde / Via Bernardino Ramazzini

La Regione Lazio non paga: i neo assunti della Croce Rossa restano senza stipendio

La crisi degli ex dipendenti della GEM ora assunti dall'Area Metropolitana della CRI. La Fp Cgil: "Senza pagamenti della Regione manca liquidità per erogare compensi dovuti"

Hanno ricevuto lo stipendio del mese di novembre a fine gennaio. E poi piú nulla. Nemmeno un euro nelle loro tasche: mancano dicembre, la tredicesima mensilità e i primi tre mesi del 2021. Non c’è pace per terapisti e operatori socio sanitari del Centro di Educazione Motoria di via Ramazzini. Dopo il 31 marzo, ultimo giorno di lavoro alle dipendenze della GEM Roma srl, i 45 lavoratori che operavano in subappalto nel CEM della Croce Rossa sono stati assunti direttamente dal Comitato Area Metropolitana. Ma degli stipendi dovuti non v’è ancora traccia. 

I neo assunti della Croce Rossa senza stipendio

“Nonostante l’importante passo avanti a garanzia del loro futuro lavorativo, a poco è valsa fino ad oggi la parallela operazione di surroga degli stipendi da parte di Croce Rossa per conto della Gem Roma. Imbrigliati in una catena di mancati pagamenti che parte dal Sistema Sanitario, con cui il Centro di via Ramazzini opera in accreditamento” - denuncia Giulia Musto, Fp Cgil Roma Lazio.

“Sono quattro, ad oggi, le fatture liquidate il 25 marzo ma non ancora pagate da parte della Regione Lazio. Manca quindi, secondo Croce Rossa che non è in grado al momento di mettere in campo altre risorse, la liquidità per far fronte al pagamento degli stipendi arretrati, e intanto i lavoratori sono davvero esasperati”. 

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“Senza pagamenti della Regione stipendi fermi”

Senza pagamenti a monte niente stipendio, ancora una volta e chissà per quanto. “Non è immaginabile il dramma di questi lavoratori, cosa voglia dire prestare servizio tutti i giorni e attendere ancora mesi e mesi di stipendio. 45 lavoratori, tra cui operatori socio sanitari, terapisti della riabilitazione, assistenti sociali e psicologi, che pur avendo continuato a svolgere il proprio lavoro di assistenza e riabilitazione da tre mesi - sottolinea la sindacalista - non vedono entrare un euro nelle loro tasche. È un tempo infinito. Come possono pagare affitti, mutui, bollette, sostentamento quotidiano? E’ inaccettabile - tuona Musto - che tutto questo accada all’interno di un servizio essenziale e pubblico”.

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Personale del Centro di Educazione Motoria, dopo mesi di crisi e battaglie che hanno portato all’assunzione diretta in Croce Rossa, costretto a nuove estenuanti attese. “Non è possibile che, nelle maglie della catena di appalti e subappalti, chiusa la brutta pagina con l’internalizzazione dei lavoratori in Croce Rossa, si faccia passare altro tempo ancora senza risolvere la questione degli stipendi. Ed è responsabilità di tutti, in primis delle istituzioni pubbliche per cui si opera” - ammonisce la Fp Cgil. La richiesta è quella di uno sforzo congiunto, a partire da Croce Rossa, Asl e Regione, per una rapida risoluzione. “Saremo altrimenti costretti di nuovo a portare i lavoratori in piazza, sotto le sedi istituzionali di ogni anello della catena dei pagamenti: è servizio pubblico, servono diritti, tutele e rispetto. A partire dal più basilare di tutti, quello alla giusta e regolare retribuzione”. 

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