Stadio della Roma, non vota la delibera: M5S sospende consigliera Grancio

In commissione ha sollevato "dubbi di legittimità" e al momento del voto ha lasciato la stanza. Ferrara: "Non sa quello che dice". Poi il provvedimento

Cristina Grancio, foto dal profilo Facebook

Ha ipotizzato "dubbi di illegittimità" e non ha votato la delibera che concede la pubblica utilità al progetto versione pentastellata dello Stadio della Roma. Per questo la consigliera di maggioranza Cristina Grancio è stata sosopesa dal Movimento cinque stelle. 

"Ho metabolizzato l'aspetto politico, quindi sì allo stadio. Ma ho ancora alcuni dubbi di legittimità" le sue parole nel corso della commissione congiunta Urbanistica e Mobilità. "Non mi sento di dare l'interesse pubblico per un intervento che prevede la demolizione di un edificio con vincolo". E ancora "le complicanze su terreni di Eurnova e sulle Sul"; l'assenza "di uno studio di fattibilità". Risultato: "Non mi sento di dare un voto qui e ora, spero che i miei colleghi capiscano" ha detto lasciando la commissione. "Ma non il M5S ha poi specificato a margine". 

Poco dopo la notizia su Facebook: "Sono stata sospesa dal M5S per aver espresso in commissione perplessità finanziario-giuridiche e sollecitato chiarimenti" ha denunciato. "Il mio non è un voto contro lo stadio e neppure dissenso politico. Ho chiesto in commissione e continuerò a chiedere che si faccia subito chiarezza su alcune questioni. E' quanto debbo agli elettori nel rispetto del mandato". Poi ha aggiunto: "Il provvedimento disciplinare poggia tutto sui verbi condizionali: 'avrei tenuto un comportamento'; 'si sarebbe estrinsecato'". Non manca un attacco finale: "O avete le idee confuse oppure siete in malafede". 

Dura la posizione del capogruppo pentastellato in Campidoglio, Paolo Ferrara: "Ognuno dice quello che vuole, credo, anzi sono sicuro che probabilmente non sa quello che dice, se approfondisce vede la bontà di questo progetto. Io credo che siano cose inesatte ed approssimative" ha affermato interpellato in merito. "Io credo comunque che il Movimento riuscirà ad arrivare unanime in Aula".

Ieri, oltre al mancato voto della consigliera Grancio, tutti gli esponenti pentastellati presenti hanno espresso parere favorevole alla delibera. Si sono astenuti anche Alessandro Onorato (Lista Marchini), Andrea De Priamo (Fdi) e Giulio Pelonzi (Pd) che ha accusato la maggioranza sull'iter: "Mancano i pareri dei dipartimenti e di un Municipio, lo studio di fattibilità e soprattutto la documentazione di Eurnuova e del curatore fallimentare. È una delibera invotabile dal punto di vista procedurale e chi la vota si mette a rischio anche di fronte della Corte dei conti". 

La delibera approderà in Aula lunedì e ci si aspetta una maratona lunga due giorni. Manca però ancora il parere del Consiglio del IX Municipio, obbligatorio seppur non vincolante, che si è concluso dopo sette ore di scontri e proteste delle opposizioni ma che, come spiegato all'agenzia Dire dal minsindaco pentastellato Dario D'Innocenti, dovrebbe riaggiornarsi in via straordinaria già domenica per portare a casa il via libera del 'parlamentino' dell'Eur. L'obiettivo della maggioranza M5S è quello di portare a casa l'approvazione del provvedimento entro mercoledì 15 giugno, scadenza per la presentazione delle osservazioni dei proponenti del progetto in sede di conferenza dei servizi in Regione Lazio. 

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