Lo smartworking uccide bar e tavole calde, gli esercenti insorgono: "Spettatori di una catastrofe, così chiudiamo"

Il grido d'allarme dai quartieri Trieste, Salario e Sallustiano orfani dei dipendenti di Ministeri, grandi aziende e ambasciate: "Bisogna promuovere ritorno negli uffici"

Tutti in smartworking così bar e tavole calde si svuotano. Se l’Eur, quartiere degli uffici per antonomasia, lamenta perdite nel fatturato che sfiorano il 90% non va meglio nel quadrante del Trieste, Sallustiano, Parioli messo in ginocchio dal lavoro da remoto di palazzi istituzionali e grandi aziende. 

Ministeri e grandi aziende in smartworking: si svuotano i Parioli

Semivuota la sede della Consob a due passi da piazza Ungheria, nessuno in ufficio nel grande palazzone di Enel su viale Regina Margherita, la zona di Porta Pia è rimasta orfana sia dei lavoratori di Ferrovie dello Stato che di quelli del Ministero delle Infrastrutture. Mancano anche i dipendenti dei sindacati e di qualche ambasciata. 

Lo smartworking per bar, tavole calde e ristoranti nel quadrante del Trieste, Parioli, Sallustiano si è tradotto in un calo del fatturato “di circa il 70%” e tagli al personale. Soffre anche il Mercato Nomentano che, ingabbiato nel cantiere infinito di via Alessandria e provato dalle misure anti contagio, guarda con speranza all’apertura sul lembo finale della via della nuova sede di Cassa Depositi e Prestiti: nove piani di uffici per oltre 500 persone. Sempre che non restino anche loro al lavoro da casa. 

Lavoro da remoto, il grido d'aiuto di bar e tavole calde: "Così chiudiamo"

A spaventare è la prospettiva che tale situazione possa proseguire fino a dicembre 2020, “ciò comporterebbe - scrivono i titolari delle attività in una lettera a Governo e Sindaca - la chiusura definitiva e la conseguente scomparsa della quasi totalità delle attività commerciali attualmente presenti nei quartieri Trieste, Salario e Sallustiano”.

Da qui la petizione alle istituzioni affinchè si sforzino “per promuovere il ritorno sui luoghi di lavoro, naturalmente attraverso l’adozione di ogni più ampia misura di sicurezza possibile. Solo in questo modo e agendo in fretta - l’esortazione di Parioli e dintorni - si potrà cercare di limitare gli ingenti danni economici e sociali patiti dagli operatori commerciali”. 

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Dalle loro cucine, dietro ai banconi o ai banchi al Trieste-Salario gli esercenti non ci stanno ad essere “spettatori di una catastrofe”. 
 

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