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Cimiteri al collasso, mezza giornata ed è già caos: le salme restano senza cremazione

Il tetto massimo per le cremazioni stabilito da Ama, 200 salme a settimana, raggiunto nella sola giornata di lunedì. La denuncia: "Caos totale, si è perso di vista il tutto"

“Dal 29 dicembre non si accetteranno salme per la cremazione”. E’ questo il cartello, con tanto di errori, che le agenzie funebri si sono ritrovate davanti arrivando negli uffici del Cimitero Flaminio. 

Il trend di decessi in forte aumento da oltre due mesi ha mandato in tilt i cimiteri capitolini ed in particolare quello di Prima Porta: lunghe file di carri funebri per lasciare le salme, camere mortuarie piene con le bare dei defunti in attesa di cremazione in parte conservate nei container refrigerati che Ama ha noleggiato come “spazi aggiuntivi”. 

Troppi morti, cimiteri nel caos: le salme restano senza cremazione

Mentre il Comune ha destinato alla Municipalizzata 2milioni di euro per interventi nei cimiteri, di cui 70mila assegnati proprio per la progettazione dell'ampliamento e della sicurezza di tre nuove linee del forno crematorio del cimitero Flaminio, nell’immediato non bastano lo snellimento delle procedure burocratiche e il potenziamento delle linee produttive che comunque dall'1 novembre al 20 dicembre ha permesso di effettuare 2.654 cremazioni. Il cimitero di Prima Porta è al collasso. 

Lo dimostra il raggiungimento del tetto massimo di 200 cremazioni a settimana, così ha deciso Ama, nella sola giornata di lunedì. “Alle 10 di mattina già c’erano 71 ingressi” - racconta a RomaToday un addetto ai lavori. Per le salme irricevibili, ossia quelle delle richieste eccedenti, si dovrà optare per una diversa forma di seppellimento oppure per la cremazione in impianti fuori dal territorio metropolitano. 

Il calvario delle famiglie colpite dal lutto: tasse e attesa per la cremazione dei cari

“Ma l’autorizzazione per la cremazione in forni fuori città - spiega un lavoratore delle agenzie funebri - deve rilasciarla il Comune di Roma che ha tempi lunghissimi, in media 20 giorni. In questo arco di tempo le spoglie dove vanno, chi le gestisce? Le ‘celle frigo’ affittate da Ama, non bastano di certo. Sarebbe stato più intelligente allestire una grande camera mortuaria sotto un tendone della Protezione Civile sui prati sconfinati del Cimitero Flaminio. Quasi a costo zero”. “Ma manca anche il personale” - ribatte un altro. 

Nel mezzo il calvario delle famiglie colpite dal lutto che oltre al dolore devono scontrarsi con disorganizzazione e burocrazia. “E’ assurdo che una famiglia che volesse cremare il proprio caro in un altro comune, debba aspettare un'autorizzazione con tempistiche lunghe e pagare comunque una tassa di circa 350 euro” - denuncia Flavio Vocaturo del Pd Ama chiedendo l’abolizione delle tasse come atto dovuto per il disservizio. “Cinque anni fa Ama ha chiesto al Campidoglio di intervenire sulla questione ma il Comune - attacca Vocaturo - oltre ad una votazione in Aula, non ha fatto nulla: né l'ampliamento dei cimiteri, né la costruzione di nuovi forni crematori”. 

L'addetto di un'agenzia funebre: "Si è perso di vista il lutto"

Nell’ennesima pagina nera dei cimiteri di Roma, l'unica certezza è il caos che regna. “Non c’è una cosa giusta in tutto questo. Si è perso di vista il lutto, le difficoltà che vivono le famiglie colpite dalla scomparsa di un proprio caro” - dice l’addetto alle onoranze funebri. “Eppure in questo mondo, più di altri, c’è bisogno di sensibilità ed etica”. 

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