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Rifiuti, Costa: "Trasporto all'estero ben venga, ma duri l'indispensabile". Ancora però non c'è nessun contratto

Il ministro torna sul tema rifiuti. Raggi accelera e chiede che la cabina di regia torni a riunirsi, per scongiurare una nuova crisi in autunno

Sì agli impianti, ma quelli per il compost. Certo, se nel frattempo è proprio necessario si portino pure i rifiuti all'estero, ma nei limiti di un quadro emergenziale. Il ministro dell'Ambiente grillino Sergio Costa parla di Roma e di gestione dei rifiuti a Rai Radio 1. "Credo che gli impianti vadano costruiti - dice Costa - tra gli impianti più importanti ci sono quelli di compost, quelli che gestiscono l’organico, che sono necessari, nel Lazio come in tante altre regioni. Io non sono contrario agli impianti". Non si esprime però sulla discarica di servizio di cui Roma, secondo quanto riportato nel Piano rifiuti regionale passato la scorsa settimana in giunta, dovrà dotarsi presto per raggiungere l'autonomia gestionale stabilita dalla legge.

Si dice invece favorevole, con riserva, al trasporto dei rifiuti fuori Roma, all'estero. Ama sta lavorando a contratti di conferimento per un periodo di tre anni, necessari in assenza dell'impiantistica sufficiente a trattare tutto il rifiuto prodotto. Si parla di circa 100mila tonnellate da portare fuori dall'Italia. Tra i Paesi papabili con termovalorizzatori all'avanguardia ci sono Svezia e Bulgaria. Ancora siamo nella fase interlocutoria ma la strada è l'unica possibile, anche perché, passata l'emergenza di inizio estate, rischia di affacciarsene un'altra in autunno, quando l'ordinanza della regione Lazio che obbliga gli impianti ad accogliere il quantitativo massimo possibile di rifiuti dalla Capitale sarà scaduta, e i Tmb di Malagrotta saranno ancora in manutenzione. 

"Più che favorevole, in senso astratto, direi che sono necessitato dalla situazione". Cosa intende dire? "Preferirei che non si trasportasse nulla, perché è chiaro che i costi sono più alti. Ma se questo è l’unico percorso per non vedere i rifiuti in mezzo alla strada, accumulati in modo pericoloso anche per la salute pubblica, e per dare il tempo tecnico di costruire gli impianti e di far crescere anche la differenziata, allora ben venga. A patto però - ha precisato Costa a Rai Radio1 - che non sia  una cosa strutturale, cioè che duri l’indispensabile e non oltre"

Intanto Raggi ha già messo le mani avanti, proprio nella consapevolezza che il fragile sistema dei rifiuti romano potrebbe andare nuovamente in tilt al rientro dei romani dalle vacanze. Ieri la telefonata tra la sindaca e lo stesso ministro Costa. Nel corso del colloquio la prima cittadina avrebbe sollecitato la convocazione della Cabina di regia sui rifiuti con ministero e Regione Lazio, quella a carattere nazionale messa in piedi nei giorni della crisi di giugno. 
 

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